Roma Lazio Coreografia 2020

Roma, riepilogo di metà stagione

E’ tipo un mese che non scrivo, ma non per questo significa che non segua ciò che sta accadendo nel mondo giallorosso. Vado per sommi capi perché gli argomenti sulla Roma son tanti e riguardano sia i piani alti che il campo.

Giro di boa, tra alti e bassi

I nostri ragazzi continuano un trend non tanto diverso da quello di Di Francesco, specie nel suo primo anno qui alla Roma. Fonseca però ha dalla sua una squadra depotenziata, in una fase di transizione di cui il futuro è del tutto ancora da chiarire. Resta il fatto che sul campo i problemi più gravi sono in fase realizzativa, dove se non c’è Dzeko che finalizza, iniziano i problemi. E non è un caso che la Roma non faccia risultato pur giocando meglio degli avversari. Gli esterni, poi, sono altalenanti nelle prestazioni e con l’infortunio di Zaniolo, la Roma praticamente ha perso il suo attaccante di maggior prospettiva.
Siamo ormai a metà percorso e dopo l’eliminazione in Coppa Italia ad opera della Juve, ci rimane soltanto l’Europea League e il solito obiettivo di raggiungere un posto per la prossima stagione in UCL. Con la squadra barcollante tra infortuni e sfighe, è difficile capire dove potremo arrivare. Certo, se riuscissimo a posizionarci sopra gli sbiaditi, sarebbe già meglio.

Infortuni

Continua il trend degli infortunati. Fino ad oggi, c’è solo un giocatore che non è mai passato nell’infermeria di Trigoria e il suo nome è Smalling. Gli ultimi della lista son due perni importanti per la nostra squadra: Zaniolo e Diawara. Il primo è stato sfortunato nel vero senso della parola, con un incidente sul campo, mentre il secondo ha una lesione al menisco di cui ancora non si è capito se è da sottoporre ad un intervento o meno. Sappiamo però con certezza che la sfiga continua e che qualche problema sulla preparazione resta eccome.

Arrivederci Florenzi

L’attuale capitano della Roma è andato in prestito secco, fino a fine stagione, al Valencia. Motivo? Non gioca quanto dovrebbe e Fonseca non lo vede come un terzino. Non ha tutti torti. Di fatto, le sue prestazioni, negli ultimi due anni, sono state altalenanti, costandogli la titolarità e la stima di una buona fetta della nostra tifoseria che non lo considera affatto intoccabile.
Dal canto mio, trovo a dir poco ridicolo accostare questo ragazzo alle figure di De Rossi e Totti, capitani simbolo della squadra giallorossa negli ultimi trent’anni. Florenzi è andato a Valencia per giocare di più, per ritrovare serenità e soprattutto per non perder posto nella nazionale per gli Europei. Mettendo davanti a sé priorità che son diverse dalla Roma e che non hanno nulla a che fare col ruolo di capitano che gli compete, beh credo che sia impossibile paragonarlo agli altri due ex capitani. Tra l’altro credo che, vedendo come gli altri compagni non si stiano strappando i capelli, possibile fosse lui il leader della squadra? Mi sbaglierò, ma fondamentalmente un capitano dovrebbe quantomeno portare a termine il suo dovere fino a fine stagione, con l’appoggio dei suoi compagni.

Petrachi a fari spenti

Intanto il nostro DS continua la caccia ai rinforzi. Con la perdita di Florenzi, che comunque è un giocatore di una certa esperienza, Petrachi ha portato a Roma l’esterno dx alto del Barcellona, Perez, e il CC spagnolo, Villar.
Il primo sta emergendo da un anno a questa parte, mettendosi in luce in UCL proprio contro l’Inter con un goal. Ne parlano bene. Buon dribling, punta spesso l’uomo, buoni piedi. Ha tutto per fare bene e per condividere il suo ruolo con Under, che all’ultima partita contro gli “sbiaditi” pare si sia risvegliato. Si spera che i ragazzi facciano dimenticare in questi quattro mesi rimanenti l’assenza di Zaniolo.
Il secondo invece è giovane, tutto da vedere. Tipico centrocampista spagnolo, con buona qualità di palleggio, senso di posizione. Più offensivo di Diawara, ma meno fisico.
In difesa invece è stato preso un altro giovane di prospettiva di cui si sa realmente poco, anche se a detta degli osservatori ha grossi margini di crescita e si tratta di Ibanez, visto in serie A con l’Atalanta a malapena una decina di minuti. Farà il quarto, quindi avrà tutto il tempo per mettersi in mostra, infortuni permettendo.

Pallotta se ne va

Ormai è questione di qualche settimana e Pallotta cederà la proprietà a Friedklin, altro investitore americano, definito il “Re della Toyota negli USA”, che vanta un patrimonio di oltre 4mld di dollari. Assieme al figlio, che probabilmente lavorerà vicino al club, investiranno la bellezza di 750mln, coprendo anche i debiti. In pratica, La Roma ricomincia da zero con una ricapitalizzazione di circa 150 milioni. Decisivo per il passaggio del testimone è lo stadio, che ormai pare prossimo all’annuncio. Dicono prima di Pasqua. Staremo a vedere. Sta di fatto che la Raggi è fuori dall’inchiesta sui terreni di Parnasi, dunque ci sarà finalmente una benedetta ed attesa accelerata sulla realizzazione dell’impianto.
L’ufficialità del passaggio a Fridklin invece è previsto a fine Febbraio. Quel giorno i tifosi sperano di vedere una nuova pagina, fatta soprattutto di continuità e coerenza nella costruzione soprattutto della squadra.
Mi riprometto comunque di scrivere una sintesi su Pallotta, che dal canto suo, in questa vicenda, ne esce letteralmente sbancando: presa a meno di 100 mln e rivenduta cinque volte di più. E’ l’unico ad averci realmente guadagnato, su questo ne siamo sicuri.

Romastore che chiudono

No, non è uno scherzo. I Romastore chiudono a catena in tutta la città. La crisi, il poco entusiasmo sull’attuale proprietà e il commercio online sono la causa maggiore del declino dei negozi ufficiali della Roma. La situazione è andata a precipitare dopo gli addii di Totti, Nainggolan, Strootman, Salah, Allison e poi De Rossi. Non c’è più l’entusiasmo e non girano i soldi. Il tifoso manca di motivazioni vere per cui andare nei Roma Store, quindi tutto quello che fa è limitarsi ad osservare ciò che passa l’e-commerce. Il brand, quello su cui Pallotta ha puntato sin dall’inizio, dichiarando che va esportato nel mondo, non sta avendo l’esito che si sperava.
Nel frattempo, col cambio di proprietà nell’aria, sta riprendendo quota il desiderio di riportare il vecchio stemma alla Roma: ne sono la conferma la coreografia a Roma – Lazio e la raccolta firme portata avanti proprio dai tifosi da Change.org.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.