Piovra

Piovra è un soprannome partorito da un gruppo di amici durante una partitella di pallone tra amici nella parrocchia vicino casa mia. Fui definito così perché portavo selvaggiamente i capelli lunghi, con tanto di boccoli che m’arrivavano fino alle spalle. Prima di allora mi chiamavano per nome “Matt” o “Matti”. Ci ho impiegato qualche annetto a farci l’abitudine. A rincarare la dose su questo soprannome ci si aggiunse una cara fanciulla, non a caso sorella del battezzatore, che mi associò alla piovra non solo per l’aspetto fisico, ma anche per un discorso di tipo caratteriale. Le tesi della signorina sul mio conto si basava sul fatto che fossi un testardo, di coccio, che non mollassi mai la presa sui miei obiettivi e che fossi geloso delle mie proprietà: caratteristiche che tuttora appartengono al mio profilo caratteriale. Altro aspetto curiosamente in comune con la bestiola, che riconosco di avere, è la tendenza ad isolarmi spesso: i polipi, non a caso, trascorrono solitari gran parte della loro esistenza negli abissi del mare. 
No, lettore o lettrice, per abitudine già so che te lo stai chiedendo: non sono appiccicoso, mafioso, possessivo o chissà che altro… non sono caratteristiche che mi appartengono. Sono consapevole di esser un ragazzo complicato all’ennesima potenza, timido e spesso contorto, ma se mi hanno chiamato Piovra è per i motivi di cui sopra. 
Lo “sbarco” in rete del mio soprannome, dunque, era legato ad una necessità di aprirmi uno spazio personale. Qual nome migliore se non Piovra? Stesso discorso vale anche per tutti i profili che ho: se in qualche sito lo trovo indisponibile, vada per l’alternativa: Piovrino. Questo diminutivo è partorito da un momento di crisi di dolcezza di una fanciulla incontrata sulla retta via esistenziale. La devo ringraziare perché oggi questo soprannome nei siti web non lo usa nessuno e mi risolve un sacco di problemi!
Oggi, in rete, sembra quasi ridicolo presentarsi con un nickname, ma in realtà era una cosa del tutto normale.
Nel web o nelle chat, ci si iscriveva solamente coi nomi di fantasia. Come c’era il mio, lo stesso valeva per i vari fragolina, cerbiatta, leone, mariolone, cobra, ecc. Il nome reale non lo si metteva mai. Era raro anche vedere le foto di una persona. Solo con l’arrivo dei social, in particolar modo quello di Facebook, il nickname è stato gradualmente messo in secondo piano. Confesso che questa cosa non l’ho mai digerita completamente e tuttora, se possibile, preferisco usare il mio soprannome al posto del nome.
Resta comunque il fatto che il mio soprannome, nella vita reale, continua ad andare avanti nonostante ormai non sia più giovane. In casa ci sono svariati pupazzi e oggetti dell’animale in questione. Fa parte della mia vita. Vorrei farmi una piovra sulla spalla, ma tuttora sono indeciso sul disegno che meglio mi rappresenti. Prima o poi succederà, ne son sicuro!