virgin active calasanzio

Cinque anni di Virgin Active

Non mi capacito, onestamente, di quanto tempo sia già passato dal one day della Virgin Active Calasanzio, anzi meglio non pensarci perché potrei cadere in depressione. Scrissi già un post dopo il primo anno che descriveva il luogo. Ricordo benissimo il primo giorno e la grande impressione che mi fece: altro pianeta rispetto alla palestra da dove venivo e fino ad oggi non mi son mai pentito di essermi iscritto in questo club. Da ieri a oggi, comunque, nulla è cambiato strutturalmente, a parte la piscina esterna che è stata aperta tre anni fa. Discutibile il fatto che sia piccolina e troppo attaccata all’edificio, ma è robetta di poco.  
Per quanto riguarda i servizi, tutto invariato. Le uniche novità sono le lezioni workout grid che consistono in un allenamento mirato all’intensità dell’attività fisica, con un numero preciso di esercizi da eseguire e divisi da brevi recuperi. Ho fatto tipo il “grid strong” e mi ha letteralmente ucciso. Sarà pure che non ho più vent’anni e che sono una pippa dichiarata, ma va beh.
Pecche? Dunque, la prima è che non riesco a tollerare le pulizie che vengono fatte durante gli allenamenti, specie sui tapis roulant mentre uno corre. Poco tempo fa ho lamentato di questo problema, ma tuttora è rimasto irrisolto. La Virgin Active si affida ad una ditta di pulizie a cui è concesso di pulire durante gli allenamenti – già discutibile questa cosa per il solo fatto che lo fanno alle 20, quando la palestra è stracolma di gente – però da quanto mi è stato riportato, questi dovrebbero usare gli spazzoloni che hanno il “panno cattura polvere”. Sul pavimento lo fanno, ma sui tapis? Lo utilizzano soltanto al secondo giro. E questo, per uno come me che soffre di allergia agli acari e che fa le ripetute (immaginate i polmoni letteralmente aperti quando si corre anche oltre i 15km/h o quando mi faccio maratone da 10k) è una cosa inaccettabile. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’utilizzo dello spruzzino, con gli schizzi che sono finiti sulle mie gambe mentre mi allenavo. In passato, invece, è capitato più di una volta che gli addetti mi toccassero (involontariamente) coi manici delle scope mentre correvo, rischiando di farmi cadere, ma ho fatto finta di nulla consapevole dell’involontarietà, pur non essendo comunque una cosa piacevole perché è alto il rischio di farmi male. Sull’episodio dello spruzzino però non c’ho più visto e sono andato a lamentarmi alla reception, rivolgendomi ad una ragazza (non dico il nome per la privacy) che è l’unica di cui onestamente ho sempre avuto stima e difatti ha ascoltato il mio problema senza aprire nessuna polemica. Credetemi, questa è l’unica cosa che mi ha fatto davvero incazzare (con uno come me ce ne vuole parecchio) in cinque anni e spero vivamente che venga risolta quanto prima perché ribadisco che trovo illogico che si pulisca un tapis roulant mentre ci si sta allenando: pulisci, io continuo a correre, quindi finirà che sporco con le mie scarpe e bagnando il tappetino col mio sudore: il senso di tutto ciò? Vi prego, rispondetemi. Se sei uno che lavora alla Virgin e sei capitato qui per caso, ti prego, spiegami tu il senso di tutto ciò!

L’altra pecca è il fatto di dover far pagare 3 euro per avere un lettino da sole fuori in giardino. Per un abbonato annuale, questo costo aggiuntivo lo trovo allucinante, come penso sia lo stesso sul fatto che dopo cinque anni non abbia mai ricevuto un’offerta o un regalo. Ecco, su questo si potrebbe discutere parecchio perché ammetto che trovo fastidioso vedere tante offerte rivolte esclusivamente ai nuovi abbonati. Ritengo che un club, per eccellere, dovrebbe per l’appunto avvicinarsi di più ai suoi abbonati più fidelizzati e non andare soltanto a caccia di quelli nuovi. Se questi posti hanno un largo consenso è proprio attraverso le opinioni sulle esperienze vissute e condivise in rete, comprese quelle mie scritte qui.

Una nota negativa va spesa a malincuore sul personale nella sala pesi. Non li vedi e non li senti. Educati, per carità, ma in altre palestre, ho sempre trovato il personale pronto a correggermi se sbagliavo un esercizio e comunque disposto ad aiutarmi con una certa continuità. Qui è più facile che rivolgano più attenzione alle ragazze o che chiacchierino con conoscenti. Fanno il minimo dovuto, ma a livello qualitativo non danno niente alla nostra esperienza. Se esistono o meno, nessuno ci fa caso, a dire la verità.

Il Wi-Fi è da migliorare. La connessione è inesistente o satura. Dovete sapere che la zona di Viale Cortina D’Ampezzo è coperta ormai interamente dalla tecnologia FTTC (dai 30 Mb/s ai 120 Mb/s) e questo teoricamente potrebbe migliorare la qualità della connessione internet, ma pare che questo il club lo ignori  e che preferisca piuttosto attaccarsi all’ormai obsoleta linea ADSL, la stessa di cui penavo anche io fino a tre anni fa. A peggiorare l’esperienza ci si mette la pessima copertura del Wi-Fi che non presenta ripetitori in tutta la struttura che è immensa (vedi foto per capire). Una cosa inconcepibile a cui nessuno ancora ha saputo darmi una risposta convincente.
Rimanendo in tema di servizi extra offerti che non vanno affatto bene vanno spese due paroline sui due mac posti adiacenti al bar, che sono inutili perché hanno installati dei browser paleolitici su cui è letteralmente impossibile navigare. Poi, sono pieni di restrizioni. Tutto ciò mi ha riportato indietro nel tempo, agli anni scolastici di 15 anni fa, quando alle lezioni di informatica non volevano che andassimo a cazzeggiare in qualche sito porno. Qui ci sono delle misteriose politiche da parte dell’amministratore che vorrei assolutamente approfondire soprattutto perché la Virgin spaccia questi come un servizio extra e immancabile da fornire al proprio cliente.

E l’ambiente?
In giro, senti gente che parla di un club frequentato da persone con la puzza sotto il naso, snob e tant’altro. In realtà, io ci vedo gente di tutti i tipi e la cosa non mi turba affatto, anzi ne traggo vantaggio perché essendo così popolata, si dà meno all’occhio quando ci si allena e per chi vive l’incubo di esser visto male, beh questo è l’ultimo luogo da temere.
Semmai ci si può lamentare di quelli che occupano gli attrezzi messaggiando al telefono o dell’inciviltà che regna beatamente negli spogliatoi: pochi pouf per sedersi, occupati per lo più dalle borse della gente che si sta cambiando, o lavandini sporchi di peli di chi si fa la barba, oppure le bustine o lo shampo lasciati sui cestelli delle docce. Insomma, situazioni poco gradevoli che purtroppo esistono pur vedendo spesso la ditta di pulizie nello spogliatoio. Se non ci fossero loro, in poche ore lo spogliatoio sarebbe un porcile, per dire.
Possiamo poi discutere degli incivili che parlano urlando nella SPA, creando situazioni tutt’altro che rilassanti. Insomma, parte di un servizio eccellente viene rovinato dall’inciviltà.

Pregi? La grandezza del posto, la varietà delle lezioni, gli spogliatoi che pur non avendo tanti pouf hanno centinaia di armadietti ben spaziosi. Poi c’è la SPA che ritengo assolutamente meravigliosa, anche se ora ci sto andando di meno perché arrivo nel club sempre tardi.
Migliorata la piscina esterna, anche se collocata male come detto prima. La prima volta che ci misi piede rimasi congelato. L’ultima volta, invece, ho trovato l’acqua più tiepida. Lo spazio verde poi garantisce assoluto relax, favorito dalla tranquillità del posto che è confinante con la Riserva Naturale dell’Insugherata. Non è escluso che si possano avere incontri ravvicinati con pecore o addirittura cinghiali, ma la zona del club è recintata, quindi c’è da stare assolutamente tranquilli.

Delle cose che ancora non ho fatto lì dentro è il pranzo: non sono mai riuscito a mangiare, ma sentendo gli altri non ci si può lamentare.

Conclusioni: diciamo che le critiche sono una piccola fetta rispetto a tutto il resto che gira molto bene. Sinceramente non so quanto durerò lì dentro – portafoglio permettendo – però in generale si sta bene. Mi riprometto di andarci un po’ prima per vivermi meglio le lezioni di gruppo. Andarci alle 19.30-20.00 non mi offre molte scelte da seguire, dunque il più delle volte finisco puntualmente in sala pesi.
La piscina l’ho abbandonata perché all’ora mia c’è troppo traffico e io sono uno che ama la tranquillità, dunque se capitassi in quella zona, è più facile che mi diriga alla SPA. Insomma, non posso lamentarmi di un servizio che comunque rimane tra i migliori in tutta Roma e aperto praticamente sempre, eccetto le festività più importanti dell’anno. Cosa che pochissime palestre o circoli garantiscono. Da tener conto.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.