fifa19

FIFA 19

Fifa 19, eccoci! Ormai siamo quasi a un mese dalla sua uscita e non poteva mancare una breve recensione, anzi a questo giro mi son permesso di fare una panoramica più approfondita per la modalità carriera, con tanto di fotografia sulla mia amata Roma che da quest’anno è anche partner del gioco.
Passiamo ai fatti.
La nuova edizione si presenta graficamente con pochi ritocchi, ma ha sotto un motore rinnovato che interessa particolarmente l’esperienza sul campo di gioco.
Partiamo dal fatto del controllo palla migliorato e dunque una miglior gestione in fase di possesso. Proprio per questa ragione, EA Sports ha introdotto i moduli dinamici personalizzabili, che per la precisione sarebbero quei moduli richiamabili durante la partita (tasto dx e sx), che stabiliscono l’atteggiamento della squadra (da molto difensivo fino al molto offensivo). Personalizzazioni che ci permettono di abbracciare una nuova abilità nel nostro gioco, che si basa su intuizioni anche tattiche e che vanno ad aggiungersi poi alle nostre abilità praticate sul campo. Ma di questo aspetto ne riparlerò in seguito, quando offrirò qualche spunto per la modalità carriera.
Altra novità è il livello di difficoltà “ultimate” che personalmente non ho ancora provato. Per ora sono fermo su legenda e sto cercando di migliorarmi passando da difesa tradizionale a quella tattica – come consigliato dal gioco – perché è  predefinito nell’online. E’ un fatto che la difesa tradizionale è diventata persino penalizzante per gli amanti dell’offline, dunque mi ci vorrà del tempo a capire i migliori meccanismi.
Sono state poi aggiunte altre cose che però personalmente non m’interessano, a partire da un nuovo capitolo della storia di Hunter, fino a diverse novità nell’online (ormai EA si concentra sempre più sul multiplayer).
Passiamo dunque alla giocabilità in ogni reparto del campo.

Portiere
EA Sports parla di portieri più intelligenti, che escono maggiormente dalla porta e che non sono così perforabili nell’1 vs 1. E’ un fatto però che sembrano salami nei calci d’angolo, dove a mio avviso prendono con troppa facilità i goal. Migliorato il movimento, per carità, però continuo a vederli un tantino impotenti soprattutto sui tiri alti, che siano di testa o calciati di potenza.

Difesa

Reparto a mio avviso che rimane più critico. Non mi piace. I difensori son dei birilli. Quello che tutti hanno criticato come il vero neo di FIFA 18, continua a non sembrare migliorato nemmeno in questa edizione. I difensori se devono togliere palla all’avversario non gli vanno più contro, ma si limitano a contenerlo. I contrasti avvengono se fatti con attenzione, premendo cerchio nel momento giusto. Si possono contenere gli avversari col tasto X o L2  e chiedere supporto del compagno più vicino (indicato con una freccia trasparente) premendo R1. Ebbene, il pressing può andar bene in mezzo al campo, ma va fatto con criterio. Purtroppo l’intelligenza artificiale rischia di far partire in pressing anche i giocatori della linea difensiva quando non dovrebbero, comportando buchi assurdi e aprendo quindi autentiche autostrade per i terminali offensivi avversari. L’abilità per difendere bene consiste nel contenimento dell’avversario, chiamare in aiuto il CPU in pressing (oppure svolgere i ruoli al contrario) e colpirlo quando non ha più campo per passare la palla o cercare soluzioni individuali.
Altra nota dolente sono i calci d’angolo dove l’abilità del giocatore nell’area è pressoché affidata alle sorti del CPU: bisogna sperare sui contrasti aerei, quindi premere insistentemente i tasti L2 o R2 per sperare nella buona riuscita. A volte si vince e a volte si perde, col rischio di prendere un goal sicuro. Perché? La risposta è data dal fatto che ora sui contrasti pesano le abilità del giocatore. Spesso poi si viene anticipati dai movimenti dell’avversario senza aver tempo sufficiente per prevederlo: da una parte bisogna capire in che punto la palla finisca, dall’altra bisogna evitare di esser anticipati da un attaccante in corsa. Praticamente è impossibile! Se per caso hai davanti un Lewandowsky, dotato di grande forza fisica, per evitare la superiorità bisogna avere un Sergio Ramos a marcarlo, altrimenti con molta probabilità si subisce un tiro in porta nell’80% dei casi e tutte le speranze ricadono nelle abilità del portiere.
Per fortuna si può optare per una terza soluzione, a mio avviso la migliore: delegare l’organizzazione difensiva alla IA. In sostanza, si deve prendere il giocatore più distante dall’area e lasciare la difesa ad un piazzamento stabilito dall’intelligenza artificiale. In questa maniera, le probabilità di mantenere inviolata la porta aumentano di un buon 70%. Nella percentuale restante, il proprio difensore, se anticipa l’avversario, finisce sotto il nostro controllo e dovremo esser bravi a mandar via la palla quanto prima fuori dall’area di rigore. Eventuali errori nel passaggio a seguire ci espongono con facilità a subire un goal. Da come si può vedere, non essendoci una regola precisa di abilità in questi frangenti, i calci d’angolo e anche i cross dalle corsie esterne, sono praticamente quasi ingestibili e stabiliti dalla casualità.
Come detto precedentemente, la soluzione migliore è lasciare al CPU l’organizzazione difensiva. Ma questo è divertente ai fini del gioco? A mio parere, è solo un mezzo fallimento. Il fatto che sia solo a metà è perché la nostra bravura sta nel saper delegare l’organizzazione della squadra al momento giusto. Se questa può esser definita abilità…

Centrocampo

FIFA 19 introduce contrasti più realistici, ossia determinati soprattutto dall’abilità dei giocatori quando si scontrano: se hai Nainggolan che deve scontrarsi con un Pjanic, è facile che il belga vinca perché ha un valore superiore sulle prestazioni fisiche. Ovviamente Pjanic lo può saltare perché dotato tecnicamente, quindi sta alla nostra esperienza ed abilità nell’applicare i giusti movimenti prima che sia troppo tardi e sia condannato ad un severo contrasto dal Ninja. Questo però non vuol dire che la prestanza fisica la fa da padrone sul campo. E’ stata migliorata anche la protezione della palla premendo il tasto L2 ed effettivamente, in questa maniera, è molto più facile adottare un gioco basato sul possesso, aspetto ampiamente pubblicizzato in rete nelle anteprime durante l’estate. In questa zona si concentra la superiorità della squadra. E’ determinante il pressing, se attuato bene. Sarà quasi del tutto inutile inseguire i giocatori. In fase difensiva bisogna esser rapidi a cambiare i giocatori con lo stick L e pressare gli avversari con più criterio (aiutati sempre dalla freccia trasparente) perché sono nettamente superiori rispetto alla versione precedente e lo si capisce dal maggior numero di passaggi nella costruzione della manovra. Se nella precedente versione si tendeva ad inseguire l’avversario, qui va richiamata l’attenzione dei compagni muovendosi col cambio giocatore e cercando l’aiuto stesso dato dalla CPU in fase di pressing. Insomma, qui si vedono i veri cambiamenti di nota del gioco ed effettivamente le sfide in mezzo al campo si fanno quasi più realistiche che mai. In fase di costruzione, la fase di possesso è stata nettamente migliorata e in base alla personalizzazione della propria tattica, il comportamento della squadra può variare dalla predisposizione per un possesso palla fino ad uno scambio rapido di passaggi (ideale per chi predilige i contropiedi) o lanci lunghi (buono con squadre piccole e attaccanti forti fisicamente).

Attacco

L’unica novità introdotta è il doppio tocco col tasto cerchio per realizzare tiri più belli. Una novità che a mio parere non serve quasi a nulla nell’offline, dove praticamente sei prigioniero di una difesa avversaria – almeno a legenda – che prevede quasi tutti i tuoi tiri dalla distanza. Disattivato immediatamente, io prediligo il tasto R1 per i tiri di precisione. Più belli e più realistici. Sì, è vero che sono quasi imprendibili per il portiere, ma è quasi sempre difficile trovare il giusto spazio e tempo sufficiente per tirare.
La fase offensiva vede i giocatori muoversi con più intelligenza, ma ancor non a livello ottimale: se non richiamati col tasto R1 in fase di manovra, i giocatori spesso tendono a non scattare, ma a fermarsi e aspettare il passaggio per la sponda, oppure preferiscono partecipare alla manovra pur non essendocene realmente bisogno. Allora, considerando che il meccanismo difensivo della CPU nelle zone centrali del campo è quasi perfetto, le vie più perforabili sono le corsie esterne, ma attenzione però: anche qui le sorti dei cross dipendono in tutto e per tutto dalle abilità predefinite degli esterni: se si ha un Bale in squadra, sbagliare è raro. Se hai invece un Radu, è molto più facile che il cross venga neutralizzato dalla linea difensiva. Resta comunque evidente un miglioramento dei passaggi filtranti, che ora si vedono con più logica anche per le vie diagonali. Più il giocatore è di qualità, con ottime doti sui passaggi e sulla visione di gioco, e più sarà uno spasso usarlo come rifinitore. In linea generale, comunque, il filtrante sembra molto più preciso e non casuale. Il suo unico ostacolo resta soltanto quello di esser intercettato dalle ottime difese schierate dalla CPU. Grandi miglioramenti anche sui filtranti alti: sempre con giocatori dai piedi buoni, quelli che partono da metà campo avversaria, sono ben calibrati e non finiscono puntualmente al portiere come avveniva in passato. Le discese dei terzini sono più frequenti e questa è una nota buona che mi ha spinto per la prima volta a lasciare inalterato il valore di personalizzazione. In genere lo mettevo a 99!!! C’è un motivo però che spiega questo miracolo e lo spiegherò più avanti.
I tiri restano un tabù e dettati soprattutto dall’abilità del giocatore. Per carità, tutto giusto, ma condivisibile fino ad un certo punto perché questo vuol dire che se si ha un giocatore mediocre, per quanto si possa esser bravi, non si riuscirà mai a renderli più forti grazie alle proprie abilità. In questo unico punto ho abbassato il valore sul coefficiente di difficoltà di errori sotto porta a 35. Per par condicio ho fatto lo stesso  alla CPU quasi suicidandomi, ma confesso di aver vissuto le partite con molto più equilibrio e decise più dalle mie intuizioni che da fattori casuali o legati dalle abilità prestabilite nel gioco su ogni singolo giocatore. Del resto, sfido chiunque a non irritarsi se vengono commessi degli errori sotto porta pur eseguendo l’azione alla perfezione.
Insomma, considerando che a livelli complessi le difese di una qualunque squadra son quasi tutte ben organizzate, la via più fattibile per far goal sono le corsie esterne. A differenza dello scorso anno, ho notato che le squadre piccole son più deboli, o meglio dire non sono “dopate”. Entro i loro limiti, la gran parte di queste per rendere complessa la vita all’avversario, si chiudono stabilmente in difesa, di conseguenza bisogna aggredirle senza alcuna pietà, provando anche tiri da fuori perché non è facile trovare un varco. Resta comunque difficile bucare per vie centrali, se non attraverso il contropiede o facendo un tiki-taka insistito, fino a che non viene aperto un varco (quasi sempre e contro chiunque) dalla difesa avversaria.

Arbitraggio: sembra molto alla europea. Non fischia spesso. Tralascia molti contrasti e fischia al contrario molti tackle in scivolata. Ho visto comunque meno cartellini gialli. Di bug evidenti per ora nessuno, nemmeno i goal oltre la linea inspiegabilmente non dati, cosa al contrario vista su fifa 18.

 

Modalità Carriera

L’unica modalità a cui gioco con piacere e non è la prima volta che lo scriva. Fifa 19 riporta ufficialmente la UEFA Champions League, avendo ripreso finalmente la licenza. Con essa, anche la SERIE A, la Coppa Italia e la SERIE B tornano stabilmente con regolari licenze. Nulla di nuovo sulle featuring del gioco, a parte la possibilità di salvare diverse sessioni di allenamento di gruppo. In precedenza, si poteva salvare soltanto l’ultima sessione con gli stessi giocatori allenati. Ci sono altre piccole accortezze per rendere più viva l’esperienza per chi fa la carriera. Per quanto concerne trasferimenti, calendari, gestione e obiettivi, tutto immutato, compresi i bug come quello di diventare autentici miliardari dopo una stagione, se si vince tutto. Il trucco, ovviamente, è quello di trasferire tutto il budget trasferimenti sulla testa di un giocatore a fine stagione. A quella successiva si cederà e al budget prestabilito dalla proprietà si aggiungeranno i soldi che erano trasferiti sul contratto del giocatore.
Altra soluzione è sempre quella di trasferire i soldi su un contratto di un qualunque giocatore durante la sessione estiva e dopo 6 mesi, ossia al mercato della sessione invernale, delegare lo staff per il rinnovo che riporterà incredibilmente il contratto ai valori normali percepiti dal giocatore: aggiornato il contratto vedrete il budget per la squadra pesantemente aumentato.

I moduli dinamici

Come detto precedentemente, in Fifa 19 è stata aggiunta questa nuova feature che permette di personalizzare i quattro atteggiamenti della squadra, durante la partita, che si sommano a quello standard e che vanno dal molto difensivo a quello più offensivo. A questi vanno aggiunte le già presenti funzionalità che ordinano i movimenti di ogni singolo giocatore, permettendoci un controllo della squadra quasi interamente deciso dalla nostra volontà. Non personalizzare le varie mentalità comportano cambiamenti predefiniti, con lo stesso modulo: ad esempio, se giochiamo col 4-5-1 e dobbiamo recuperare un risultato, il modulo resta lo stesso anche quando ci si vuole esporre ad un atteggiamento molto offensivo.
Il 4-2-3-1 rimane il modulo più equilibrato ed amato dai giocatori di fifa (specie nell’online), anche se questo comporta la necessità di avere esterni resistenti e rapidi, in grado di supportare sia il centrocampo che l’attacco. Inoltre è indicata la presenza di un attaccante molto forte fisicamente e dotato tecnicamente, dal momento che sarà quasi perennemente marcato dalle pedine centrali difensive dell’avversario. Inutile dire che qui ci vuole un attaccante completo, che nella modalità carriera equivale a dire costoso (dai 20mln in poi). I promettenti vanno bene come sostituti e messi in campo a risultato sicuro. Ho testato personalmente promettenti fenomeni sotto i 70 di overall contro squadre come l’Empoli ed è incredibile come fatichino a svolgere i compiti richiesti pur avendo davanti difese tutt’altro che imperforabili.
Il 4-3-3 è quello più concepibile nella fase offensiva perché non richiede sostituzioni e particolari indicazioni da dare ai compagni. E’ un modulo che tuttavia consuma tanta energia per i centrocampisti, quindi è indicata la presenza di giocatori resistenti e forti fisicamente, dotati anche di buona velocità. Altrimenti si suggerisce di usare questo modulo al massimo per 45′.  Qui è gradito il supporto di almeno un terzino (possibilmente veloce e resistente) in fase di costruzione e un centrocampista che si inserisca in area.
Il 4-2-4 è invece indicato per l’atteggiamento estremo in fase offensiva, ma vanno curati i dettagli per ogni singolo giocatore. Uno dei due offensivi più centrali va posizionato da sponda e l’altro lasciato mobile, mentre gli esterni sono sottoposti anche a tornare. Il consumo delle energie è elevato perché è suggerita anche una squadra più profonda. I centrocampisti devono assolutamente restare bassi o si rischia di non riuscire a fare una costruzione di gioco ben supportata sia per vie laterali che centrali. E’ una situazione estrema che va consigliata al massimo per 20′-30′.
Per la fase difensiva si può restare col 4-5-1, a patto di tenere i due centrali di centrocampo bassi, con un gioco basato più sul possesso e tenere gli esterni liberi da ogni vincolo per avere efficaci ripartenze.
La fase estrema difensiva, che ho utilizzato solo con squadre scarse, vede come modulo migliore il 5-4-1, con le ali basse, il terminale offensivo che fa da sponda ed un centrale di centrocampo che scende sulla linea difensiva (se avete un CDC forte fisicamente soprattutto), altrimenti va sostituto con un altro centrale. Quest’ultima soluzione è adatta se si hanno squadre piccole e si subisce un pressing sfrenato da squadre più forti. La squadra deve essere ovviamente più raccolta e meno profonda. Mantenere invece larga la linea perché tanto il più delle volte l’avversario costruirà trame offensive per vie laterali.

Inutile dire che le indicazioni su ogni singolo calciatore vanno date in base alle sue caratteristiche. Se per un’amichevole si può lasciare tutto invariato, nella modalità carriera le cose cambiano perché i giocatori acquistati hanno delle caratteristiche proprie che vanno ottimizzate in base ai moduli utilizzati.

I giovani promettenti italiani

Al momento, stando agli aggiornamenti dei database di EA Sports, i giovani italiani da acquistare con un grande potenziale sono Chiesa, Barella, Bastoni, Pellegri, Kean, Cutrone, Donnarumma, Meret, Pellegrini, Zaniolo, Tonali, Calabria, Romagna, Varnier, Locatelli, Mandragora. Molti di questi stanno ormai stabili tra la nazionale maggiore e l’Under 21. I più pronti sono Cutrone, Donnarumma, Barella, Chiesa, Meret e Calabria. Prenderli quanto prima è di vitale importanza perché crescono rapidamente sia di abilità che di prezzo. Forse quello inaccessibile di prezzo è Donnarumma.

La mia Roma.

FIFA 19 è partender dei giallorossi e questo in teoria è buona cosa perché iniziano ad esser curati alcuni dettagli soprattutto sulla rosa. Un po’ deludente comunque la coreografia. Ho visto coreografie in altre squadre tipo Ronaldinho per il Milan o Del Piero per la Juventus che vengono esposti davanti alle curve. Sarebbe stato bello che fosse stato così anche con Totti per noi.
Ma a parte ciò, nella modalità carriera, ovviamente con la rosa più aggiornata possibile (questo post è di Ottobre ’18), i  giallorossi si presentano con una rosa più ampia rispetto alla precedente edizione, ma con alcuni giocatori indeboliti. El Shaarawy è stato ridimensionato, così come anche Florenzi e Karsdorp. Gli altri titolari sono in pianta stabile oltre gli 80, ma sono tutti ormai anziani e quindi prossimi ad una nostra cessione. Si soffre coi portieri. Sottostimato Olsen che è a 75, mentre Mirante, che è il secondo, è oltre gli 80. Una situazione problematica alla prima stagione perché, essendo nuovi, non si possono mandar via, se non attraverso un cambio. Andrebbe preso un portiere più affidabile di Olsen. Non escludo che nei prossimi aggiornamenti ad Olsen venga aumentato il valore, viste le ottime prestazioni nelle ultime gare, e diminuito al contrario quello di Mirante, quindi quello che dico oggi potrebbe non valere più tra qualche mese. Il giocatore più forte è Manolas, seguito da Dzeko. Quelli dal grande potenziale sono Under, Kluivert, Lorenzo (leggermente ridimensionato ultimamente) e Luca Pellegrini, Zaniolo, Coric e Schick. Cristante viene registrato come prestito, quindi non lo considero nella rosa. Peccato perché avrebbe un potenziale notevole che arriva fino a 86/87. A parte i promettenti, Manolas e le bandiere che, sono da tenere, è caldamente consigliato rinnovare i terzini sinistri e trovare un esterno destro alto. Se non si hanno risorse a sufficienza, si può optare per il richiamo dei giocatori in prestito (Gerson, Verde, Gonalons, Defrel (circa 25mln). In questa maniera si aumenterebbe il budget iniziale che da 40 passerebbe a 65. Almeno su FIFA, anche Dzeko è vendibile. Diciamo che si può arrivare tranquillamente con un budget iniziale di oltre 100mln se oltre a Dzeko vengono ceduti Fazio e Jesus, che non sono affatto irresistibili.

I giocatori consigliati:

Chiesa, Renato Sanches (potenziale diminuito ma rimane un mastino) e Barella. Si aggiunge visibilmente velocità e quantità al centrocampo e si completa anche il cerchio della corsia esterna di destra. E’ ottimo anche Ndombele che è acquistabile tra i 15-20 mln.
Il reparto più debole è senza dubbio quello difensivo. Fazio è cedibile e consiglio di cambiarlo con una bella bestia come Upemacano, acquistabile a 15 mln e dal grande potenziale (come caratteristiche ricorda molto il promettente delle precedenti edizioni Zouma). Jesus non è un granché ed è sostituibile anch’esso. Provare in prestito l’ottimo Gomez del Liverpool o Vallejo, del Real Madrid. Tenete presente che alla stagione successiva potreste prendere a parametro zero Godin, che arriverà con un overall a 88 (dovuto all’età, è in declino perché parte da 90) e cedibile ad un prezzo sufficiente per andarsi a prendere poi difensori promettenti altamente quotati come De Light o il non più giovanissimo Tah.
Il capitolo portieri è più complesso: nella prima stagione sono andato avanti con Mirante, che è discreto ma non imperforabile. Si può prendere a parametro zero De Gea alla stagione successiva, dunque per questa ragione nella prima ho tirato avanti con l’attuale riserva della Roma. Olsen, essendo poco quotato e costando poco, l’ho sostituito subito con Onana che però non mi ha fatto impazzire in quanto a piazzamenti: ho preso un sacco di goal sui tiri alti. Non è dotato di grandi riflessi e nemmeno di tuffi. Con qualche soldo in più si può optare per Lafont. Nella stagione successiva si potrebbe invece fare un pensierino su Meret, che dopo Donnarumma è il più quotato tra i promettenti. Come operazioni di contorno, a bassissimo costo, vanno presi e magari mandati in prestito Pellegri del Monaco., Bastoni dell’Atalanta (acquistabile dalla 2a stagione), Romagna e Tonali.
Astro nascente da prendere, che costicchia, è Vinicius Junior o altrimenti si può optare per una certezza assoluta come Rashford. Nella mia carriera, quest’ultimo, che ho pagato oltre 20mln e con un contratto non indifferente, ha sostituito Dzeko senza rimpiangerlo!
A prezzi accessibili c’è Barco, esterno nella Major League. Adattabile sia a destra che sinistra. Nella Roma sarebbe d’obbligo prenderlo, specie se giocate col 4-5-1 che è molto dispendioso per gli esterni. Low cost, ossia che vanno attesi e cresciuti, facendoli magari giocare altrove, ci sono i gioiellini Puig del Barcellona e Arp del Borussia Dortmund.
I terzini che mi fanno impazzire sono Alexander-Arnold e Odriozola, ma costano essendo in due grandi club. Merita anche Sancho, tra gli esterni, che costa una decina di milioni, e infine come centrocampista offensivo consiglio Aouar (15-25 mln), ma non è affatto male nemmeno l’eclettico e fortissimo Fekir (costa abbastanza). Se cercate poi un terzo portiere giovanissimo, da crescere, a basso costo, merita attenzione Früchtl.
Ultima  nota:
io sono arrivato a gestire in passato ben tre formazioni. Se avete giocatori fortissimi cruciali o importanti che non trovano spazio nella formazione titolare o alternativa, potete utilizzarli dalla panchina, magari alternandoli (in una mettere tre sostituti, in un’altra i restanti). Vedrete che non faranno mai polemica per avere più spazio, anzi è più facile che siano i giovani che vengono schierati raramente a fare storie. Nel caso di liti o desiderio di andarsene via, mandateli in prestito e richiamateli. Magicamente torneranno felici. ;-)
Credo di aver dato parecchie dritte. Buon divertimento!

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.