Fifa 20

FIFA 20, senza infamia e senza lode

Fifa 20 non è altro che un aggiornamento della versione precedente. Le uniche novità degne di nota di questa versione in sintesi sono la nuova modalità Volta, che permette partite in campi più piccoli, con un numero di giocatori che va minimo dai 3 vs 3. Una sorta di remake di ciò che si poteva fare a Fifa 98, con l’unica differenza che in quella versione sceglievi squadre reali, mentre in questa devi costruirti una tua squadra man mano che vinci le sfide durante il cammino di crescita.
Altre novità significativa riguarda una migliore personalizzazione sull’aspetto dei giocatori e del nostro allenatore in modalità carriera.

Career Mode

Le novità su Fifa 20 sono per l’appunto la personalizzazione del nostro allenatore, che ora lo possiamo sistemare a nostro modo e piacimento attraverso un editor a mio parere ben riuscito.
Degno di nota è l’umore della squadra e dei singoli. Il rendimento non basta, serve la nostra presenza nelle conferenze e la vicinanza con gli stessi giocatori attraverso uno scambio di messaggi con questi quando cercano di manifestare il loro umore. Tutto ciò prima non era possibile, permettendoci di gestire al meglio la rosa stessa e prevenire il malumore dei giocatori, che nelle versioni precedenti era dettato il più delle volte in maniera random.
Nulla di nuovo, invece, sulla gestione del club. Continuano a non esserci i prestiti coi diritti di riscatto, i giovani non possono esser presi a parametro zero e non esistono giocatori di livello a parametro zero, da subito acquistabili.
E’ stato rimosso anche il mitico glitch che permetteva di tenere sulla testa di un giocatore tutti gli introiti ottenuti durante la stagione. Praticamente ogni tentativo di vendita o scambio del giocatore nella stagione successiva sarà inutile poiché l’ingaggio elevato spinge il club coinvolto a non prenderlo in considerazione.


Sul campo


Ho quasi da subito messo alla prova le mie abilità su FIFA 20 con la modalità estrema, cioè ‘Ultimate e la sensazione è che l’IA del nostro avversario è nettamente migliorata sulla costruzione del gioco, con maggiori verticalizzazioni. Peggiorata al contrario la nostra difesa tattica, che ora siamo noi a gestirla totalmente, passando al controllo effettivo di ogni giocatore interessato all’azione.

Portiere
Dopo gli ultimi aggiornamenti, anche un portiere di livello scarso sembra un mostro a tu x tu con un attaccante. Non so se sia un bene o un male, ma basta muovere la slide della percentuale degli errori sui tiri che la situazione ritorna più realistica. C’è chi sostiene che questo è per evitare punteggi tennistici su FIFA20, che io onestamente nella modalità a carriera riesco ad ottenere solamente quando la mia squadra, dopo qualche anno, inizia ad avere giocatori di un certo livello. Comunque c’è un po’ più di reattività ed è lodevole il fatto che FIFA continui a lavorare su quest’aspetto, perché credo che i portieri siano tuttora uno degli anelli più deboli del gioco.

Difesa
Peggiorata senza dubbio rispetto all’anno scorso. EA Sports ci ha voluto complicare l’esistenza quando è l’avversario ad avere il possesso. Il nostro pressing su FIFA 20 è quasi pressoché obbligatorio per accelerare la manovra dell’avversario ed indurlo a commettere qualche errore. Bisogna dunque restare sulla difensiva, indietreggiare, marcare e cercare di prevedere l’errore del CPU nei passaggi, ma sono dolori se la sua manovra si fa veloce con gli scambi di prima: quando la palla passa ad un altro avversario, non si fa in tempo a prendere il compagno che questo è già superato perché è necessaria quella frazione di secondo per prendere il totale controllo del nostro difensore e orientarlo nella giusta direzione: irreale poi che il nostro compagno di squadra, ancora non gestito da noi, lasci andare l’avversario guardandolo in posizione semi-gobba. Trovo che fosse meglio la difesa della precedente edizione, dove era stata impostata una predefinita difesa di contenimento. Quanto al contenimento, cioè quello gestito da noi col tasto X, lo ritengo quasi del tutto inutile, se non addirittura deleterio perché il giocatore segue una logica di copertura che molto spesso apre autostrade o varchi per un passaggio del nostro avversario. Muoversi fissi con L2+R2 diventa quasi obbligatorio in tutte le trame difensive. A volte, a questo atteggiamento va sommato il richiamo continuo di un compagno per il pressing.
Le uniche reali migliorie notate sono sui cross. Ora vedo i difensori meno statici e più mobili per recuperare le palle aeree. Insomma, c’è un leggero vantaggio per i difensori. Questo è un aspetto che chiaramente vale anche quando siamo noi ad attaccare: riuscire a segnare dai cross è molto più difficile!

Centrocampo
Su Fifa 20 si parla di scontri più vivi e realistici. In realtà, nulla di vero. I contrasti sono più quelli della CPU sui nostri CC che il contrario e questo è dovuto ad un falso bilanciamento sul controllo palla: la slide impostata a 50 su noi, in realtà è ben oltre di valore. Lo stesso vale anche sui passaggi.
E’ un fatto che riducendo di qualcosa la percentuale, torna un equilibrio più realistico e per niente scontato, anche perché come detto precedentemente, la logica della CPU è nettamente migliorata rispetto alla precedente edizione, a partire da una più frequente verticalizzazione. Forse si sarebbe dovuto fare di più sulle trame offensive in mezzo al campo. Noto troppi attacchi sulle corsie esterne del nostro avversario, anche se nei cross c’è maggiore padronanza dei nostri difensori. L’importante è non andare a cercare troppo spesso il contrasto perché il più delle volte si finisce con l’esser superati magistralmente anche da un giocatore di basso rango.

Attacco
In questo FIFA c’è un pizzico di miglioramento sul controllo palla degli attaccanti, che possono anche saltare l’uomo non ricorrendo al solito R2, ma ciò è possibile soltanto se si hanno in mano giocatori da oltre 80 di overall. Migliorata anche la protezione, dove i nostri attaccanti, se dotati fisicamente, sono quasi imbattibili di spalle, sull’ 1vs1. Questa miglioria ci permette di scegliere un attaccante in base al nostro tipo di gioco: se si predilige il possesso, un Dzeko, rispetto alle precedenti edizioni, fa salire effettivamente la squadra e non viene sovrastato dal pressing dell’avversario. Al contrario, se ci mettessi un Dybala come punta (che non lo è) per questo tipo di finalità, la perdita del possesso diventa inevitabile.
Va ovviamente elaborata al meglio la tattica personalizzata su ciascun giocatore perché questo possa rendere al massimo.
Nonostante queste apprezzatissime migliorie che rendono finalmente giustizia agli attaccanti non dotati di velocità, a livello Ultimate, buona parte delle conclusioni a buon fine, comunque, avvengono in contropiede, quando ci sono le praterie davanti. Questo perché? Perché c’è è una netta differenza di abilità tra la CPU e il real player: quest’ultimo deve subire la superiorità ed attendere o intuire una palla sbagliata dell’avversario per avviare una ripartenza, che il più delle volte avviene sulla propria metà campo. Una rapida verticalizzazione ben riuscita, ci fa essere davanti alla difesa avversaria, con vere e proprie praterie. Questo di fatto ci fa prediligere l’uso di esterni velocissimi per scardinare l’eccessiva organizzazione difensiva della CPU a livello Ultimate.
Basta comunque modificare la slide per rendere più appetibile il gioco. Come scritto precedentemente, diminuire la difficoltà dei passaggi, tiri e controllo, almeno a 40, permette di mantenere ugualmente equilibrio e di dare più respiro alla nostra squadra per imbastire un’azione ragionata e se si perde palla, il nostro avversario resta comunque un pericolo per la nostra difesa, perché rimane ugualmente in grado di effettuare rapide verticalizzazioni. L’importante è non eccedere con i punti a nostro favore perché più si diminuisce la difficoltà e meno viene il pressing e le trame offensive della CPU.
C’è comunque una maggiore precisione sui passaggi filtranti e questo vale anche per la partecipazione dei giocatori, ma in mezzo al campo, comunque, li trovo ancora troppo statici.

Punizioni e Rigori
I calci di punizione in generale sono migliorati con i tiri ad effetto, meglio manovrabili dal nostro controller e fortemente legati anche alla bravura del calciatore che li tira.
Anche i rigori son stati migliorati rispetto alla passata stagione, dove il volto dei giocatori, a seconda di dove era orientato, permetteva all’avversario di intuire il tiro finale. Ora la situazione è più complessa (forse anche troppo), con la giusta regolazione che è fortemente legata dalla sensibilità del nostro pollice sul controller, sommato anche dalla bravura del tiratore stesso. Insomma, il rigore ora è meno prevedibile, ma è anche più complesso segnare, cosa un po’ vagamente lontana dalla realtà.
Poco invece da dire sui calci d’angolo, dove trovo forse una maggiore attività dei difensori sulle palle aeree in generale, quindi meno goal subiti.

L’arbitraggio su FIFA 20 sostanzialmente è immutato, ma rimangono gravi errori sui fuorigioco. I giocatori attaccati al palo o che stanno dietro la linea di porta, ossia che permettono l’azione regolare a tutto campo, non vengono calcolati minimamente. Vengono poi fischiati contrasti inutili, fuori dalla zona interessata dal gioco. Una cosa fastidiosissima è fischiare uno scontro tra due giocatori quando la palla è stata già passata da un pezzo. Insomma, piccole cose che secondo me non sono difficili da migliorare.

Fuori dal campo
Fa impressione onestamente vedere su FIFA 20 la Juventus, con quell’arsenale di giocatori che ha, chiamarsi con Piemonte Calcio, senza nemmeno la sua maglia ufficiale, o di vedere la coreografia giallorossa con un orrendo telone rosso che copre mezza curva. Fa un po’ arrabbiare poi che alcune squadre inglesi abbiano l’inno prima della partita, mentre da noi queste cose siano ancora utopia. Anche quest’anno la EA sports, nonostante includa svariati tornei e competizioni, tenda maggiormente ad avere più attenzioni sulla Premier League che gli altri campionati. Questo aspetto purtroppo vale anche sulle skill dei giocatori, molto più curati senza ombra di dubbio.
Il pubblico, invece, resta sempre lo stesso. Penso che sul “fuori dal campo”, sarebbe interessante l’idea di vedere EA che si apra a terzi per la realizzazione dei volti, cori, stadi… Insomma, dei pacchetti aggiuntivi che possono ulteriormente rendere realistica sia l’atmosfera sugli spalti che sul campo.

Conclusioni
In generale, si sta parlando di un gioco che è ormai spremuto al massimo graficamente, dove a parte qualche nuova feature interessante, non riesce ad offrire più altro. Ben accetto il ritorno di Volta, però non basta per rendere entusiasmante al massimo l’esperienza del gioco.
Imperdonabile che la modalità carriera – quella che poi a me interessa particolarmente – non offra ancora i prestiti con obbligo o diritto di riscatto. Questo aspetto, tra l’altro, permetterebbe di gestire e vivere realmente la nostra rosa già dal primo anno perché allo stato attuale i tesserati su cui dovrebbe pendere un obbligo di riscatto, purtroppo ritornano nelle squadre di provenienza. In sostanza, Fifa li vede solo come semplici prestiti quando nella realtà questi giocatori sono veri e propri tesserati del club a cui è stato concesso il pagamento l’anno successivo!
Fifa 20 risolve questo grave problema con un agente che ci suggerisce di fare un’offerta al club che si è ripreso il giocatore.

Discutibile poi l’impronta difensiva. Se questo, per qualcuno, rende le partite più realistiche e con meno punti tennistici, per me è l’esatto contrario perché di fatto le nostre abilità dipendono quasi sempre dagli errori della CPU. Troppo spesso si ha la sensazione di non esser totalmente padroni dei nostri giocatori. Mi aspettavo poi un po’ più di cura sugli arbitraggi che peccano di grossolani errori da ormai troppo tempo.

Dovessi dare un voto? Io quest’anno non mi sento di dare la sufficienza, ma solo perché non ci sono grandi stravolgimenti degni di nota. Ormai il gioco gira sullo stesso motore dall’uscita della PS4 e da due anni a questa parte, per noi fedelissimi si tratta di 70 euro spesi più per un aggiornamento delle rose che altro.
Per carità, si parla di un gioco a mio avviso completo e le critiche che ho evidenziato hanno come obiettivo quello di vedere FIFA migliorato nelle prossime edizioni.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.