Flickr home

Flickr chiede soldi ai suoi iscritti

Flickr continua ad essere in perdita e la situazione è così critica da spingere Don MacAskill, Co-Founder e CEO di SmugMug e Flickr, ad esortare gli iscritti ad effettuare il passaggio ad un account PRO.
Di seguito, l’email destinata a tutti gli iscritti:

Dear friends,
Flickr—the world’s most-beloved, money-losing business—needs your help.
Two years ago, Flickr was losing tens of millions of dollars a year. Our company, SmugMug, stepped in to rescue it from being shut down and to save tens of billions of your precious photos from being erased.
Why? We’ve spent 17 years lovingly building our company into a thriving, family-owned and -operated business that cares deeply about photographers. SmugMug has always been the place for photographers to showcase their photography, and we’ve long admired how Flickr has been the community where they connect with each other. We couldn’t stand by and watch Flickr vanish.
So we took a big risk, stepped in, and saved Flickr. Together, we created the world’s largest photographer-focused community: a place where photographers can stand out and fit in.
We’ve been hard at work improving Flickr. We hired an excellent, large staff of Support Heroes who now deliver support with an average customer satisfaction rating of above 90%. We got rid of Yahoo’s login. We moved the platform and every photo to Amazon Web Services (AWS), the industry leader in cloud computing, and modernized its technology along the way. As a result, pages are already 20% faster and photos load 30% more quickly. Platform outages, including Pandas, are way down. Flickr continues to get faster and more stable, and important new features are being built once again.
Our work is never done, but we’ve made tremendous progress.
Now Flickr needs your help. It’s still losing money. Hundreds of thousands of loyal Flickr members stepped up and joined Flickr Pro, for which we are eternally grateful. It’s losing a lot less money than it was. But it’s not yet making enough.
We need more Flickr Pro members if we want to keep the Flickr dream alive.

We didn’t buy Flickr because we thought it was a cash cow. Unlike platforms like Facebook, we also didn’t buy it to invade your privacy and sell your data. We bought it because we love photographers, we love photography, and we believe Flickr deserves not only to live on but thrive. We think the world agrees; and we think the Flickr community does, too. But we cannot continue to operate it at a loss as we’ve been doing.
Flickr is the world’s largest photographer-focused community. It’s the world’s best way to find great photography and connect with amazing photographers. Flickr hosts some of the world’s most iconic, most priceless photos, freely available to the entire world. This community is home to more than 100 million accounts and tens of billions of photos. It serves billions of photos every single day. It’s huge. It’s a priceless treasure for the whole world. And it costs money to operate. Lots of money.
Flickr is not a charity, and we’re not asking you for a donation. Flickr is the best value in photo sharing anywhere in the world. Flickr Pro members get ad-free browsing for themselves and their visitors, advanced stats, unlimited full-quality storage for all their photos, plus premium features and access to the world’s largest photographer-focused community for less than $5 per month.
You likely pay services such as Netflix and Spotify at least $9 per month. I love services like these, and I’m a happy paying customer, but they don’t keep your priceless photos safe and let you share them with the most important people in your world. Flickr does, and a Flickr Pro membership costs less than $1 per week.
Please, help us make Flickr thrive. Help us ensure it has a bright future. Every Flickr Pro subscription goes directly to keeping Flickr alive and creating great new experiences for photographers like you. We are building lots of great things for the Flickr community, but we need your help. We can do this together.
We’re launching our end-of-year Pro subscription campaign on Thursday, December 26, but I want to invite you to subscribe to Flickr Pro today for the same 25% discount.
We’ve gone to great lengths to optimize Flickr for cost savings wherever possible, but the increasing cost of operating this enormous community and continuing to invest in its future will require a small price increase early in the new year, so this is truly the very best time to upgrade your membership to Pro.
If you value Flickr finally being independent, built for photographers and by photographers, we ask you to join us, and to share this offer with those who share your love of photography and community.

Flickr, come ormai già scritto in passato, è stato il social della fotografia per eccellenza nel primo decennio del 2000. E’ arrivato a contare nel suo interno oltre 50 milioni di iscritti ed è stata una delle finestre più privilegiate e preferite dai fotografi amatori e professionisti.
Il declino è iniziato in concomitanza con l’ascesa di Facebook, la crisi di Yahoo! e l’ascesa delle social app.
Quattro anni fa Flickr è passato a Smugmug. La speranza dell’intera comunità era quella di riuscire ad allinearsi ad un’offerta più competitiva nel suo campo, proponendo account pro che permettessero storage illimitato delle immagini e diversi strumenti utili per i fotografi professionisti, garantendo qualità massima alle immagini e statistiche dettagliate sui propri elementi pubblicati.
Il problema è che l’adeguamento è avvenuto troppo tardi e soppresso in principio dal largo successo delle social app come Instagram, che oggi detiene indiscutibilmente la leadership dei social della fotografia e che differentemente da Flickr offre non solo maggiore visibilità con tanto di campagne di adv, ma permette anche possibili guadagni con delle precise strategie. Sicuramente, parlare di Instagram come social della fotografia è limitativo perché oggi è anche una piattaforma consolidata di video sharing, con le storie che ormai sono il fenomeno del momento, ma resta tuttavia evidente il fatto che oggi sia una vetrina a cui i fotografi non possono far meno di esserci.
Il vero tallone d’Achille di Flickr, in base a quello che ci rivelano i dati passati dalla rete, è il poco intrattenimento e la conseguente poca attività nel social. Quest’aspetto è stata la sua rovina dal 2010 in poi. Lo sapeva bene Yahoo! che per questa ragione non investì più su Flickr, causando gravi conseguenze, e ora se ne sta accorgendo anche Smugmug, che al contrario dei primi, però, ha puntato di più sulla qualità, esortando gli utenti alle iscrizioni a pagamento per gli account pro e limitando considerevolmente gli account free.
Con questa lettera aperta, che è una palese richiesta di soldi per la sopravvivenza del servizio, il destino di Flickr sembra ormai ai titoli di coda.
Gli utenti hanno realmente motivazioni valide per pagare un account pro?
Guardando la situazione attuale, credo sia molto, ma molto difficile.
1) La competizione è drammaticamente alta perché se è vero che oggi il mercato è bello che conteso tra i social di Zuckerberg (Facebook e per l’appunto IG) e i servizi di Google (Youtube tra tutti), dall’altra esistono altre piattaforme, specifiche per la fotografia, che hanno raggiunto una maturità tale da offrire servizi davvero interessanti. Penso non solo a 500px, ma anche a Eyeem. Poi ci sono altre comunità più ristrette, ma ben apprezzate dal mondo professionale della fotografia come Dpreview e il nostro Juzaphoto.
2) Mosse azzardate in passato. Non è di certo stata una scelta apprezzata quella di aver limitato gli account free con hosting garantito solo per mille foto. In sostanza, se non si passava all’account pro, gli account gratuiti avrebbero perso tutto ciò che andava oltre le 1000 foto nei propri archivi. E’ stata percepita una mossa invasiva che in tanti non apprezzarono. Per chi conosce Flickr, in passato gli account free avevano sì delle limitazioni, ma non sul numero delle immagini. Per un periodo dunque si propose agli iscritti di fare il download di queste, prima che si attuasse la limitazione.
Personalmente non lo feci e di fatto non ho più visto le foto più vecchie. Mi sono dunque iscritto all’Account pro per un mese per effettuare il backup di tutte le foto: il tutto al costo di 4 euro.
L’aver messo come paletto, in un social che ha quasi 20 anni, il limite di visibilità di mille foto, è sembrato quasi una violenza alla privacy e alle scelte che avevano in passato spinto i membri a iscriversi a Flickr. L’obbligo non è stato propriamente apprezzato, motivo per cui parecchi utenti hanno finito col migrare altrove.
3) Non offrire più nulla di innovativo.
Oggi Flickr propone un app matura per fare un sereno sharing delle proprie foto. Il problema però è che lo ha fatto troppo tardi, complice Yahoo! che non ha più investito in questa piattaforma nei suoi ultimi anni di gestione. Il che è stata una condanna perché proprio in quel momento Instagram ha avuto un’autostrada a tre corsie totalmente libera per la sua ascesa.
Sebbene Flickr mantenga tutti i pro sul discorso tecnico, come ad esempio nessun ritaglio delle pic o filtri che riducano la qualità, sembra che sia un aspetto secondario per una buona fetta di utenti, ormai abituati a navigare prevalentemente col telefono.
Non voglio parlar male di Flickr e ci mancherebbe. Questo social offre dalla sua un ottimo motore interno di ricerca avanzato, che ci permette di fare ricerche in base anche ai dati exif (es: cerchi foto scattate con una fotocamera precisa) o di analizzare le statistiche. Ha poi dalla sua la poca pubblicità, un algoritmo che permette di rendere visibili gli utenti con meno followers e quindi con foto meno apprezzate. Insomma, si parla di un bel servizio. Il problema però sono proprio queste limitazioni (necessarie per la sopravvivenza) che rendono oggi Flickr una scelta opzionale e meno gradita rispetto al passato.
Il costo, la qualità, ma a quale pro? 4 Euro al mese, che sono poi 50 l’anno, non sono niente, ma se poi non c’è un tornaconto pratico e ci sono al tempo stesso tante alternative in rete, allora perché iscriversi?

Prima di chiudere questa riflessione, nemmeno troppo articolata ed approfondita a mio avviso, è curioso notare come le statistiche su Flickr, riguardo le foto più visualizzate, siano quelle destinate al pubblico adulto, non tanto differentemente da Tumblr, in passato.

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on tumblr
Share on whatsapp
Share on email

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Subscribe  
Notificami

Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.