luna airplane

Fotografare l’eclissi lunare più lunga del secolo

Venerdì, 29 Luglio, saremo esposti ad un grande evento astronomico riguardante l’eclissi lunare, che per gli scienziati sarà la più lunga di questo secolo.
Questi gli orari dell’eclissi.La Luna sorgerà, qui a Roma, alle 17.10. Il primo contatto di penombra avverrà alle ore 19.14, mentre il primo in ombra alle 20.24, praticamente durante il tramonto. L’inizio della totalità dell’eclissi ci sarà alle 21,30, con il massimo previsto alle ore 22,22. La luna in questa fase assumerà pienamente un colore rossastro. La fine dell’evento è alle 23,13, con l’uscita dal cono d’ombra alle 00,19.  Tramonterà alle 2.30 di Sabato mattina.

Elencherò di seguito tutto il necessario per avere scatti apprezzabili e seguendo più o meno le regole generali per avere una foto sulla Luna. In seguito, allargherò il discorso sulle composizioni.

Treppiede: se si vuole la massima nitidezza sul satellite, è l’oggetto più indispensabile. se avete la possibilità, un treppiede è per tutta la vita, quindi investiteci comprandone uno buono. I migliori sono quelli in fibra di carbonio, leggeri e compatti, ma costano un boato. Quelli più quotati sono i Gitzo. Evitate cinesate vendute su Amazon. Hanno una componentistica limitata e molte parti sono in plasticaccia. I recensionisti che li paragonano a quelli professionali, evidentemente non sanno di cosa stiano parlando, altrimenti non avrebbero preso roba cinese.
Poi ci sono quelli in alluminio. Buoni anch’essi, ma pesanti. Manfrotto è sicuramente l’azienda leader per questo genere. Ad ogni modo, la scelta è ampia e non deve esser legata ad una sola finalità. A questo va aggiunta una testa. Tenendo conto che sopra ci vogliate mettere una fotocamera e un tele, il peso che tale testa deve sopportare inevitabilmente sale dai 3kg fino ai 6kg. Anche qui, per una cosa dignitosa, non ne uscite vivi al di sotto i 100 Euro.
Insomma, visto il peso dell’attrezzature, di cui è gran parte complice il peso del teleobiettivo, una spesa sui duecento euro minimo va fatta. Poi, se volete risparmiare, è tutto a vostro rischio e pericolo perché comprare roba economica equivale a rischiare che la fotocamera possa cascare per sovraccarico o per qualità del materiale scadente sul quale essa poggerebbe.
Tele-obbiettivo e grandangolare: col primo si faranno le foto nel 90% dei casi esclusivamente alla luna, col secondo guadagniamo sul contesto. Ne parleremo sul paragrafo della composizione.
Telecomando
: con filo o wireless non c’è problema. Evitate l’uso del Wi-Fi perché la batteria della fotocamera vi durerà poi pochissimo.
Torcia: sempre utile quando state in luoghi al buio o difficili da percorrere. Ormai la gran parte dei telefoni dispone di questa funzione, quindi deduco sia un problema minimo
Bussola: se fotografate un tramonto o un’alba, sapere le coordinate vi aiuterà a scegliere il miglior posto dove scattare il momento.
Pompetta di pulizia e panno in microfibra: può esser utile nel caso la vostra lente sia sporca o ci sia finito involontariamente sopra un dito.
Più Memory card e batterie
: le ragioni sono ovvie. Considerate che l’evento in questione dura 4 ore, circa.
Spray anti-zanzare. Sì, fa ridere questa cosa, ma siamo a Luglio e le nostre sere d’estate, sempre più tropicali, sono ormai popolate da queste bestiacce che ci rendono le uscite notturne invivibili.
Indossate poi capi d’abbigliamento comodi, possibilmente con diverse tasche, per permettere di trafficare con l’attrezzatura più rapidamente.

IMPOSTAZIONI FOTOCAMERA

Qui va fatta una premessa, tenendo conto che scatteremo rigorosamente in MANUALE, NON ESISTE UNA REGOLA UNIVERSALE perché:
1. A seconda del tele-obbiettivo montato, potrebbe esser necessario regolarsi persino sulla velocità di scatto.
2. A seconda della fotocamera, alzare i valori ISO potrebbe presentare dei problemi. Chi è un fotoamatore e possiede lenti e fotocamera entry-level, avrà molto probabilmente necessità di tenere aperto il diaframma al massimo, cosa che nella “Bibbia della Fotografia” si sconsiglia caldamente perché è facile cadere in distorsioni causate dalle imperfezioni della lente.

Passiamo ai dettagli approfondendo il primo punto.
La Luna è in continuo movimento. Ebbene, a occhio nudo è impossibile accorgersene, ma con la fotocamera si può notare. Come? Se la vostra fotocamera dispone della funzione “Live View“, ossia quella funzionalità che permette di visualizzare e immortalare la scena attraverso lo schermetto o di fare persino i filmati, dovreste avere un’impostazione che vi dovrebbe permettere di fare uno zoom sull’immagine. Generalmente c’è un x2, x5, x10 o una lente di ingrandimento. Ecco, se voi impostate al massimo lo zoom, con la luna ovviamente inquadrata, vi renderete conto che questa si muoverà eccome! Tra l’altro questa funzione è ottima per mettere a fuoco perfettamente la Luna perché è bene sapere che la luna si scatta rigorosamente senza autofocus.
È chiaro che più avete mm a disposizione e più dovreste notare la velocità della Luna. Questo comporta che più alti avete i vostri mm (ad esempio oltre i 400) e più sarà opportuno scattare ad una velocità oltre 1/100. Il valore offerto è il minimo accettabile, suggerito nelle fasi iniziali o calanti della Luna. In fase di apogeo, si scatta anche sopra i tempi di 1/320.
L’aver configurato il fuoco manualmente alla perfezione, dovrebbe permettervi di avere la Luna assolutamente nitida. Il condizionale è d’obbligo perché solo con uno schermo più grande e zoomando dovreste vedere se il risultato ottenuto è stato perfetto. Fatene diverse. Se possibile, fate delle prove generali il giorno prima per migliorare la vostra tecnica. E’ importante ciò soprattutto nelle fasi iniziali, quelli che vedono la Luna salire. Non si ha molto tempo per immolarla con colori particolari, tipici della sua alba, quindi è vietatissimo sbagliare.

Passiamo al secondo punto: per un professionista, l’impostazione del diaframma si attesterà tra f/7 – f/11. Questo permetterà di ottenere il satellite interamente a fuoco. Impostare un diaframma così chiuso può comportare l’obbligo al fotografo di scattare con dei tempi più lunghi o di alzare i valori ISO. In una fotocamera PRO, o meglio dire full frame, tenere più alti gli ISO (in genere mai sopra i 500) non è un problema. In una fotocamera entry-level alzare gli ISO già a 600 (sconsigliato) significa avere un rumore e quindi ottenere una fotografia rovinata (disturbata da tanti puntini). Non eccedere sopra i 400  sarebbe consigliato. Quanto al diaframma, non sarà di certo una bestemmia se un amatore provasse a scattare tra   f/5.6 e f/7.0 per ottenere il miglior compromesso.
Detta così, l’amatore sembra uno sfigato rassegnato a foto di bassa qualità, ma non è affatto vero. Ha dalla sua il gran vantaggio di ottenere una luna più grande a parità di lente per il fattore crop  (x 1.6) dovuto alla sua fotocamera che è una APS-C, quindi supponendo che questo monti una lente di 300mm, in realtà è come se scattasse a 480mm, che non è affatto poco. Vi consolerà il fatto che anche io possiedo un APS-C, utilizzata molto spesso per questo genere di eventi.
Se si possiede una lente super-tele, è consigliato impostare anche la lettura spot per avere dati più precisi sulle zone ombrate del satellite. Non mi soffermo sulle ragioni di questa configurazione perché finirei questo post a Natale.
Altra impostazione essenziale è lo scatto in remoto o l’autoscatto. I telecomandi costano anche meno di 10 Euro. Se non ce l’avete, impostate l’autoscatto: generalmente parte dopo 10″, che un tempo più che sufficiente affinché la fotocamera si stabilizzi e non abbia più vibrazioni dall’ultimo contatto subito dalle mani.
Ultimo punto è il blocco specchio. Questo, se avete il telecomando, vi permetterà di scattare senza procurare ulteriori vibrazioni in fase di scatto. Non tutti hanno questa impostazione, ragion per cui l’ho detto soltanto alla fine.

Altri spunti

  • Rimuovere i filtri montati sulla lente;
  • Evitare punti luminosi o non inquadrare sorgenti luminose che possano causarvi del flare durante la foto, se il vostro intento è di immortalare esclusivamente la luna.
  • Evitare punti ventilati che possono causare leggere vibrazioni.

Tecnica variabile

Come si sarà notato, non ho voluto dare valori fissi sulla configurazione perché son certo che non tutte le fotocamere avranno lo stesso comportamento. Il più delle volte i problemi sorgono a livello di prestazioni, quando ad esempio è necessario alzare gli ISO. Altro motivo che mi spinge ad essere flessibile sui valori è l’inclinazione esatta della Luna: più è alta e più diviene facile catturarla chiudendo diaframma e aumentando la velocità di scatto, tenendo gli ISO a 100. Cambia il discorso se è situata bassa o si è in presenza di nubi sottili, dove bisogna per forza aumentare la sensibilità.

La composizione: spazio anche alle altre lenti!

Come detto prima, ci troviamo ad un evento che inizierà quando la luna è già alta, quasi perpendicolare alla Terra. Diciamo che avrà inizio quando più o meno sarà dai 45 ai 70°, a occhio. L’alba invece non la vedremo in maniera eccezionale perché avverrà, come scritto prima, in pieno pomeriggio.
L’inclinazione suggerisce che per foto creative si debbano usare lenti grandangolari e di spingerci al massimo fino ai 40-50 mm. Già andare oltre questi valori, inizia ad esser complesso trovare una composizione valida.
La miglior cosa è studiare il posto scelto. In generale, si sconsiglia di evitare luoghi affollati e scontati. Sarà molto probabile che darete all’occhio a qualche curioso che proverà inevitabilmente a rubarvi la scena scattando foto con gli smartphone. Inutile dirvi che mi è capitato spesso di assistere spesso a queste scene, ma non preoccupatevi: grazie al cielo, le capacità di questi telefoni sono lontani anni luce dal potenziale e la qualità ottica offerta da una fotocamera.

La sovrapposizione:

Confesso che non amo ricorrere a tecniche di post-produzione, tuttavia dinnanzi a situazioni di contrasti evidenti di luce nelle scene, non è escluso che diventi necessario ricorrere ad esempio alla sovrapposizione o addirittura al tecnica HDR (high dynamic range imaging).

 

Questa immagine (ridotta in qualità e perdonate se non è nitidissima, ma in piena qualità lo è) è nella sua interezza naturale. Poca post produzione, giusto per recuperare qualche zona eccessivamente ombrata e un po’ più di brillantezza.  E’ una foto stata scattata ad Agosto, alla Balduina, qui a Roma, alcuni anni fa. Scena immortalata con un 35mm (avevo una aps-c con lente 22mm). Il sole è già calato e c’è ancora sufficiente luce per ottenere un buon compromesso, con la chiarezza della Luna e quella del contesto. E’ una situazione che non dura tanti minuti. Superata questa fase, avrei dovuto ricorrere alla tecnica della sovrapposizione, ossia con la fusione di due immagini che nella fattispecie equivarrebbe a dire che un’immagine si concentrerà sulla chiarezza della Luna e l’altra sulla luminosità di Roma.
Era possibile anche ricorrere all’HDR, funzione presente ormai su tutte le fotocamere attraverso le impostazioni di bracketing: in questa maniera avrei ottenuto una luminosità omogenea. Ma mi conveniva? Di questi tempi l’HDR è un’opzione che va di moda e nei telefoni ha una configurazione un po’ random. Può aiutare a migliorare le foto, restituendo brillantezza nelle zone più ombrate, oppure può creare scene surreali, ma è un fatto che con le reflex il discorso cambia perché si ha un potenziale maggiore e totalmente personalizzabile. E’ un discorso però che meriterebbe un post a parte. Qui non è il caso, anche perché questa foto è singola, senza nessuna tecnica utilizzata. Non avevo persino il treppiede. Il mio intento era solo quello di evidenziare l’istante serale, mantenendo la chiarezza della Luna e dall’altra l’effetto rossastro-magenta sul cielo, momento garantito soltanto nelle fasi post tramonto, soprattutto d’estate. Ecco quindi spiegate le mie scelte tecniche. Quanto alla composizione, la luna è a sinistra e questo tenderà a dare un senso  di completezza all’immagine. L’avessi messa al centro, le avrei dato più importanza e sminuito il ruolo della città. Invece ho voluto dare risalto alla semplice scena estiva, accompagnata dalla luna rossa.

 

Qui invece ci troviamo in una situazione ben diversa. La location è sempre Roma, ma siamo al Gianicolo, di notte, in pieno autunno. La grande Luna, un evento raro segnato dalla massima vicinanza del nostro piccolo satellite alla Terra.
Ho voluto dare risalto alla sua grandezza e per farlo è stata inquadrata al centro della scena. Centrale anche il contesto, che serviva da contrasto alla grande Luna, ergo non c’era condizione migliore della sua alba, che a Roma tra l’altro è migliore a livello paesaggistico. Il tramonto offre meno spunti poiché il sole cala dietro le colline romane (Monte Mario o Monteverde).  Lo scatto è stato fatto più o meno dopo 15′ dalla nascita precisa, avvenuta precisamente dietro gli appennini (quindi già più alzata rispetto l’orario preciso della nascita). Ero arrivato con qualche minuto di ritardo, quindi qui già staccata dal monte di due-tre dita, a occhio.
Passiamo alla Tecnica.
Ho dovuto ricorrere alla sovrapposizione in post-produzione. Tecnica inevitabile se si vuole la chiarezza della Luna. Non avessi fatto ciò, avrei ottenuto solo una palla luminosa che non è affatto simile alla realtà, dal momento che la nostra vista riesce a veder benissimo la Luna nella sua chiarezza. Due scatti, dunque, fatti nel minor tempo possibile:
1 scatto:  1/60  f/4.0 ISO 250;
2 scatto: 3″ f/4  ISO 100;
Le configurazioni sono un compromesso perché gli scatti andavano fatti immediatamente l’uno dopo l’altro, quindi l’unica cosa che ho cambiato velocemente sono stati i tempi e gli ISO. Il primo era per catturare la luna. Non volevo alzare gli ISO, motivo per cui sono rimasto coi diaframmi aperti. Un po’ una bestemmia considerando che parliamo di paesaggistica, ma non volevo ricorrere a troppe correzioni in post produzione, riducendo il disturbo che con la mia APS-C sarebbe stato inevitabilmente evidente.
Il secondo scatto è concentrato su Roma e oltre ai tempi, ho potuto abbassare tranquillamente gli ISO.
Perché nel primo non seguo le regole principali? Per diversi fattori: il primo è che l’alba della Luna ha una luminosità nettamente inferiore a quando invece è in apogeo. Qui la luminosità è ulteriormente ridotta dalla presenza delle nubi, dunque quello che ho potuto fare era ridurre quanto più possibile il tempo di scatto e aprire il diaframma. Ho scattato a 140 mm e l’intento di certo non era prendere la completa nitidezza della Luna, ma cercare solamente la sua chiarezza, come quella che sarebbe visibile anche all’occhio umano. Il compromesso mi ha permesso di liberarmi dalle tecniche suggerite per scattare una foto sulla Luna.

Il resto è lavorato tranquillamente in post produzione. Non ho fatto ricorso alla tecnica HDR per i netti contrasti in notturna e perché in condizioni simili è bene tenere la città illuminata al punto giusto. Insomma, non volevo violentare la naturalezza della scena con evidenti artefatti che ne avrebbero sminuito l’evento eccezionale.
Notare poi l’armonia cromatica. Roma e il suo giallognolo che sposano i colori caldi della Luna riflettente sulle nubi: uno spettacolo di evento che ha colpito persino il sottoscritto in fase di scatto.

Questi esempi evidenziano come si rompano gli schemi quando la composizione si arricchisce di altri elementi. Potrei trarre altri elementi da esempio, persino alcuni scattati a mano (capitato di ritrovarmi in situazioni non programmate), ma la sostanza è che una regola fissa non esiste se il vostro intento sarà quello di inserire la Luna in qualche contesto.

Chiudo questo post con uno scatto sulla Luna piena, condiviso su Instagram a Dicembre scorso.
Le regole, qui, sono state rispettate. Scattata con un 400mm e croppata in post produzione, seguendo poi tutte le altre impostazioni.
E’ certo però che Venerdì, in fase di eclissi totale, quando la luna praticamente si tingerà di rosso, con una luminosità inevitabilmente più, sarà inevitabile alterare qualche valore di scatto, soprattutto sui tempi. Insomma, non sarà tutto scontato come invece dovrebbe sembrare.

Alleniamoci comunque per non farci trovare impreparati.

Buona luce e buona luna rossa a tutti.

 

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[…] esposizione necessita di un punto d’appoggio per la nostra fotocamera. Differentemente dalle tecniche utilizzate per fotografare la luna, dove la fotocamera avrebbe la necessità di un treppiede + la testa che gli consentano di puntare […]

Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.