I 5 social network–flop del 2011

Windows Live Profile
Chiusero i Windows Live Spaces a Marzo per colpa di una fallimentare intuizione della Microsoft, ossia quella di “far ruotare tutta l’esperienza online degli utenti MSN sui Windows Live Profile”.
Nel 2011, questo può essere interpretato (anche) come un tentativo folle che nemmeno i paesi autoritari avrebbero mai pensato, visto la libertà partecipativa che garantisce un terreno democratico come quello di Internet. 
Nella fuga di massa degli utenti MSN, tra polemiche e odio di vario genere, nessuno avrebbe mai immaginato che ora stessero fallendo anche i Windows Live Profile.
Pare infatti che, al contrario di quello che pensavano gli ingegneri Microsoft, i Windows Live Profile dipendessero molto dai Windows Live Spaces.
Insomma, tanti soldi buttati al cesso, che giustamente ora sperano di recuperare creando servizi ad hoc per i terminali con Windows Mobile.

Google Buzz
La sua inutilità si era già vista dal primo giorno dell’esordio: nato per essere un social network all’interno del servizio di posta di Google. 
Proprio perché si tratta di posta elettronica, Google Buzz è finito, come era prevedibile, sotto i riflettori per problemi di privacy e confusione, facendo letteralmente incazzare persino i fan più acciecati di Google.
Visto il gran casino che si è venuto a creare, le funzionalità sociali, nell’ultimo anno, vengono confinate all’interno di Google Reader: l’intento era chiaramente quello di far condividere ai propri utenti gli articoli letti nei propri abbonamenti.
Una cosa inutile, visto che questo sistema è utilizzato con ottimo successo nei maggiori social network.
E dunque, essendo poi arrivato Google + a fare tra le tante cose la medesima funzione, Google Buzz è stato chiuso definitivamente quest’estate.
Il bello è che nessuno se ne è accorto.

Ping
Per i Fan boy della Apple, questo social network sembrava che dovesse dominare il mondo.
E quale modo migliore per la conquista, se non quella di passare all’interno dell’impero blu di Zuckerberg?
Ecco dunque che Apple crea un’applicazione che connette gli utenti di Ping a Facebook. Inizia alla grande: dietro l’ormai saturo termine del “condividere”, c’era l’obiettivo di rubare un po’ di utenti blu, specie quelli che nei propri pc avevano iTunes.
Succede però che Zuckerberg se ne accorge ed in manco due giorni blocca l’applicazione, quindi addio agli obiettivi grandiosi della Apple su Ping.
A complicare la sua esistenza, anzi a decretarne una drammatica condanna, ci pensano gli sviluppatori di iOS, il sistema operativo di iPhone e iPad, che coi loro aggiornamenti rendono misera l’autonomia della batteria dei loro dispositivi. 
Così succede che i blog informatici e geek, tra le varie indagini, scoprono che Ping sia ritenuto un vero e proprio “succhiatore” d’energia e che quindi va disattivato nelle impostazioni dei terminali.
Praticamente un autogoal colossale che sancisce la fine dei giochi di Ping, rimasto ormai un network (quasi del tutto mancato) di sola condivisione tra i clienti di iTunes.

Myspace
E’ in vendita da un pezzo. Nessuno lo compra. Murdoch non sa più a chi a appellarsi. Ho più di un sospetto che le previsioni dei Maya sul 2012 riguardassero più Myspace che il nostro pianeta.
Ad ogni modo, ditemi voi cos’altro c’è da dire su questo social network perché ormai non fanno più nemmeno aggiornamenti significativi che facciano  pensare a qualcosa di diverso da un fallimento.

Google Wave

Questo avrebbe dovuto rivoluzionare internet ed aprire le porte al Web 3.0.
A due anni dalla sua nascita, nel pieno entusiasmo ed ottimismo dei suoi sviluppatori (e anche dei Google FAN), è finito miseramente nel dimenticatoio e condannato alla chiusura definitiva.
Attualmente è una sorta di museo dove si possono leggere i contenuti e niente più. Nel 2012, ad Aprile precisamente, una ruspa lo abbatterà per dar più “terreno” al suo erede Google +.
Sembra che non manchi a nessuno.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.