Il mio pagellone giallorosso

Doveva essere l’anno della maturità per i nostri lupacchiotti ed invece si è caduti nell’anonimato più assoluto per oltre metà stagione. Della serie #mainagioia.
Un’ottima partenza fino al furto di Torino e l’incubo-Bayern. Poi, c’è stato un lento declino fisico che ha portato la squadra a non trovare più quella continuità che aveva caratterizzato le sue imprese nella scorsa stagione. Sulle cause di questo crollo psico-fisico ci sono svariate teorie di cui però preferirei non soffermarmi. Oggi tratto esclusivamente il mio doveroso pagellone giallorosso di fine stagione. 

De Santis 5,5: ha giocato una prima parte di campionato sotto tono. Indecorosa la prestazione nel derby d’andata, contro il Napoli e soprattutto nella goleada del Bayern. E’ andato meglio nel girone di ritorno, ma ad ogni modo siamo sotto la sufficienza. Ha rinnovato per un altro anno, ma ha lasciato più dubbi che certezze.
Skorupski 4: pur avendo poche presenze, verrà ricordato per le prestazioni imbarazzanti che ci hanno visti eliminati dalla Fiorentina sia in Coppa Italia che in UEFA League.

Maicon N.P.: inizia alla grande. Poi, dopo nemmeno due mesi, finirà fuori per colpa del suo ginocchio già in precarie condizioni. Da quell’infortunio, non ci son stati più segnali di ripresa e nessuno l’ha più visto.
Torosidis 5: lontano anni luce da quello dello scorso anno. Un declino forse spiegabile per il post-mondiale. In più, ci si aggiunge una condizione medica non delle migliori. Praticamente è stato più in infermeria che in campo. E’ andato migliorando nelle ultime partite, ma la fase difensiva è stata veramente imbarazzante.
Florenzi 7: praticamente finirà nel fare gran parte del campionato il terzino: non è il suo ruolo, ma lo fa senza polemizzare. Con le sue discese ha cambiato diverse partite. Già il solo fatto che sputi l’anima anche in un ruolo non suo, la dice lunga sul valore della persona, oltre che del giocatore. E’ uno dei pochi salvabili. Ci mette l’anima. Un gladiatore.
Manolas 7.5: è stata una sorpresa per tutti. L’unico vero grande colpo di Sabatini degno di nota nella campagna acquisti della scorsa estate. Non ha mai sbagliato nulla e ha tenuto a galla una retroguardia spesso in affanno a causa delle carenze dei colleghi di reparto. Se avesse i piedi buoni, questo giocatore non avrebbe fatto rimpiangere Benatia.
Mapou 6: ottimo in marcatura e la sua forza fisica,. Drammatici i piedi. Spesso distratto. Ad ogni modo, ha fatto più cose giuste che sbagliate da meritarsi il rinnovo. Costerà 7 milioni, che non sono pochi. Era partito come quarto difensore. Ha iniziato bene e poi è calato come tutta la squadra. Era quasi sparito dalla scena tanto da essere rimesso in discussione, ma il goal-vittoria al derby contro la Lazio ha salvato la sua stagione. Ora è amato.
Astori 5: I rendimenti di questo giocatore non si allontanano di molto da quello fatto da Mapou, ma a differenza di quest’ultimo è sembrato più distratto, lento e meno preciso negli appoggi. Lo avevamo strappato alla Lazio e abbiamo preso in giro i formellesi per tutta l’estate su questa storia e ora al sol ricordo di quei giorni ci vien da piangere. Non sembra da grande piazza e nemmeno un buon rincalzo.
Spolli 3: è l’ultimo arrivato e lo si conosceva solo perché aveva già bucato i formellesi in passato. Entra nell’ultima di campionato e fa una scivolata azzardata in area, a braccia alzate, che nemmeno in lega pro vengono insegnate. Questa bravata ci costerà un rigore dato al Palermo che segnerà la sconfitta all’ultima di campionato, davanti proprio al nostro pubblico. Un pessimo numero che basta ed avanza per spiegarci le ragioni per cui non sia mai stato schierato da Garcia.
Balzaretti 6.5: torna all’ultima di campionato, dopo oltre un anno di assenza e gioca pure bene sulla sua ritrovata corsia di sinistra, cosa che ha sorpreso un po’ tutti. Ci auguriamo di rivederlo nella prossima stagione perché nonostante abbia trascorso un brutto periodo, ha dimostrato tutta la determinazione di questo mondo per riprendersi un posto in squadra e aiutare i propri compagni. Giocatori così vanno solo confermati.
Cole 3: totalmente scoppiato già ad Agosto. Il ricordo più difficile da digerire per la nostra tifoseria è sicuramente quell’indecorosa prestazione contro il Bayern Monaco, con Robben che lo saltava ogni qualvolta riceveva palla. Si sperava in un affare-bis alla Maicon ed invece è stato un flop pazzesco. Non sarà mai troppo tardi per capire che le apparenze possono ingannare e peggio mi sento se sono dei parametri zero!
Cholevas 4.5: arrivato all’ultimo giorno di mercato, nemmeno lui avrebbe mai immaginato di diventare da lì a poco il titolare in un ruolo che ha già ben quattro giocatori (va considerato il lungo degente Balzaretti, che ha pure giocato l’ultima di campionato). Piedi a parte, questo giocatore non affonda mai, è lento e in difesa non è per niente esaltante. A ciò, va sommato pure il fatto che in un anno non riesce ancora a dire una parola in italiano. C’è chi lo difende, nonostante tutto. Io me lo ricordo all’Olympiakos e posso garantire che era un altro giocatore, specie per i suoi cross, ma quest’anno ne avrà azzeccati una decina a malapena ed onestamente ha un tantino deluso le già poche aspettative che avevamo su di lui.
Emanuelson 3: preso a parametro zero dal Milan, a Giugno, per la felicità di Galliani. Questo giocatore è entrato sin da Agosto nella lista dei partenti, ma purtroppo nessuno lo ha voluto. Capendo le scarse qualità in fase difensiva, Garcia lo sperimenta come terza soluzione in qualità di esterno sinistro. Nulla da fare. Nemmeno le piccole parentesi sembrano portare buoni frutti sul ragazzo. Da sempre nella lista dei cedibili, per miracolo lo prenderà l’Atalanta e lui partirà nell’indifferenza assoluta del nostro pubblico.

Nainggolan 8: Il migliore. Il trascinatore. Segna diversi goal ed è determinante in almeno metà delle partite stagionali. Il suo temperamento da gladiatore indiscusso è la salvezza di questa squadra. E’ attualmente il più forte nella Roma. Semplicemente, va tenuto.
Pjanic 6: se non fosse per le precarie condizioni che l’hanno vistosamente penalizzato per tutta la stagione, non meriterebbe nemmeno la sufficienza. Va però ammirato il fatto che non si arrende davanti alle critiche di ogni genere. Statisticamente risulta essere il miglior uomo-assist della nostra squadra e questo gli garantisce almeno la sufficienza.
Keita 6.5: prima parte ok. Autentica sorpresa per tutti. Nessuno ipotizzava che da 5° centrocampista finirà per essere per diverso tempo tra i titolari. Poi parte per l’Africa e da quel continente ritorna in condizioni fisiche non massimali. Ad ogni modo, ci mette del suo e la sua presenza ha dimostrato in tante circostanze di essere una garanzia.
De Rossi 6: altalenante. Ci son partite in cui era un oggetto anonimo e in altre un giocatore ritrovato. Non è più il De Rossi di un tempo e questo ormai lo sanno anche i ciechi, ma ad ogni modo non tira mai indietro la gamba per la sua squadra.
Strootman 7: tornato a Dicembre, la Roma sembrava aver ritrovato quella solidità e sicurezza della scorsa stagione. Poi, il ginocchio fa nuovamente crack, e niente… la sua mancanza si farà sentire pesantemente fino a fine campionato, proprio nella fase più determinante della stagione. E’ mancato tanto negli equilibri della squadra.
Paredes e Ucan NP: non è possibile valutare seriamente questi due ragazzi. Hanno del talento e si vede, ma devono giocare. Garcia non gli da molto spazio e i colleghi di reparto che hanno davanti non sono gli ultimi arrivati. Ci auguriamo vivamente che questi facciano esperienza e trovino finalmente più continuità, possibilmente nel nostro campionato. Ci si domanda, tra l’altro, a cosa serve spendere 14 milioni per Ucan se poi lo si tiene in panchina? Un insulto alla miseria del calcio.

Gervinho 4: partito decentemente in Autunno, finisce con lo spegnersi prematuramente a Dicembre, giusto per conservarsi per la Coppa D’Africa. Torna dalla sua avventura trionfante, ma la sua testa è altrove. In campo è sempre stato assente, nonostante venisse schierato in maniera fin troppo insistente da Garcia. Si vocifera che abbia spaccato lo spogliatoio col suo atteggiamento. Se l’altr’anno ha fatto tante differenze, quest’anno ha fatto l’esatto contrario. Nel complesso, il suo rendimento sembra più o meno la fotocopia di quello visto a Londra, nell’Arsenal.
Totti 6.5: la sufficienza non è un discorso legato all’età. Quando ha la palla tra i piedi, la giocata la inventa sempre. Il voto basso semmai è dovuto al suo spirito di sacrificio nel giocare lontano dalla porta, rinunciando alle sue migliori doti e cercando di dare qualità ad un centrocampo che quest’anno ha sofferto non poco l’impostazione del gioco. Rimane però lui il capocannoniere e alcuni goal che ha fatto rientrano a tutti gli effetti nella hit parade delle reti stagionali più belle della serie A. E poi non va dimenticato il suo selfie dopo aver fatto una doppietta alla Lazio al derby d’andata, regalando alla Roma un pareggio preziosissimo. Quel pareggio e quel punto, poi, a conti fatti, valgono proprio la differenza tra il secondo posto e il terzo: Roma 71, Lazio 70.
Ljajic 5: fino a Gennaio sembrava essere uscito dal tunnel dell’anonimato che lo aveva segnato in panchina nella stagione precedente, ma dopo l’ottavo goal è tornato nuovamente ad essere un turista. Ce lo ricorderemo per i goal fatti a Rotterdam. Il dopo è meglio dimenticarlo. Quel suo modo di giocare anarchico, per vie orizzontali e la poca dedizione nel fare un briciolo di pressing, lo rendono responsabile quanto gli altri della poca prolificità del reparto offensivo.
Destro 5.5: se sta davanti alla porta, i goal te li fa. Ne ha fatto uno persino da cineteca, tirando da oltre trenta metri. Nonostante ciò, questi contributi altalenanti non sembrano bastare per avere la sufficienza, pur avendo avuto un numero simile di presenze a quelle del Capitano, fino a Dicembre. E’ raro vederlo saltare l’uomo o fare la giocata del campione e soprattutto è miracolo vederlo partecipare attivamente nell’economia del gioco. Dunque, perché non è stato ceduto ad Agosto? Semplicemente, perché lui voleva rimanere per dimostrare la sua bravura. Tre mesi non gli son bastati e quindi se ne andrà in prestito al Milan regalando più o meno la stessa trama che ha fatto a Trigoria. Nonostante le grigie prestazioni con la casacca rossonera, il ragazzo riesce persino a segnarci, procurandosi un ulteriore astio da chi già non lo poteva vedere. Attualmente, non per niente, è nella lista dei cedibili.
Doumbia 5: se non fosse per due goal pesantissimi che hanno ci hanno regalato 6 punti, poteva prendere 4 per la sua inutilità. Venuto per sostituire Destro, lo abbiamo trovato fuori condizione e con problemi fisici. Finisce con l’essere persino bersagliato, quando forse le colpe sono di chi ce l’ha portato a Roma. Anche lui se ne andrà.
Iturbe 5: parte bene. I goal in Champions e a Torino fanno ben sperare. Poi si infortuna e il suo ritorno non è più stato lo stesso. Impacciato, testardo e a volte troppo euforico. Il suo potenziale c’è, ma non riesce a dimostrarlo, così finisce anche lui sommerso da una burrasca di critiche. Poi arriva il goal al derby e un po’ come Mapou, viene perdonato dal nostro pubblico. Si spera in meglio, anche perché è giovane. Quello che rimarrà incompreso da tutti è sicuramente il prezzo: per quel che ha dimostrato, non vale 30 milioni ed è stato presentato a Trigoria nemmeno fosse Messi. Ma com’è possibile?
Ibarbo 5.5: arriva a Gennaio per aumentare il potenziale soprattutto nella corsia esterna di destra. L’arrivo è stato parecchio discusso per le sue precarie condizioni che l’hanno visto a Cagliari spesso in infermeria: non per niente, appena verrà schierato in campo, si farà subito male e finirà per un mesetto abbondante fuori. Il suo ritorno è stato di prestazioni altalenanti. Nel derby di ritorno però è suo l’assist che ha portato in goal Iturbe. Se fa così ai grandi appuntamenti, a noi ci sta benissimo. Azzarderei per un prestito per la prossima stagione, anche perché il ragazzo fisicamente è dotato per poter dire la sua nei grandi palcoscenici. Rimandato.
Sanabria NP: come per i colleghi Ucan e Paredes, anche questo ragazzo dalle belle speranze non si è praticamente mai visto.
Verde 6: apparso per emergenza nella prima squadra, fa la differenza in due partite e verrà ricordato come il salvatore nella delicata trasferta di Cagliari. Sembrava fosse l’inizio di una scintillante carriera ed invece il ragazzo poi è ritornato alla Primavera perché la società ha preferito puntare su Ibarbo. Anche questa parentesi non è stata esente da numerose polemiche nell’ambiente giallorosso.

Garcia 6: ripete il secondo posto dello scorso anno, ma delude le aspettative di molti non andando a centrare il titolo che lui stesso aveva preannunciato nel mese di Ottobre, dopo la ladrata rubentina subita a Torino. Pochi giorni dopo, la Roma incassa i sette goal all’Olimpico contro il Bayern di Guardiola e la squadra perde clamorosamente tutte le certezze e gli equilibri che l’avevano resa brillante, temuta e forte nella stagione precedente.
Tiene a galla la squadra fino a Gennaio, ma il ritorno tra le mille polemiche del suo prediletto Gervinho, gli infortuni ed una pessima campagna acquisti di Sabatini nella sessione invernale, hanno ulteriormente indebolito la squadra e consegnato di fatto lo scudetto alla Juve in largo anticipo. Fino a Gennaio, difatti, nonostante le molteplici difficoltà, la Roma era arrivata a -1 dalla Juve ed era finita terza nel girone di Champions, riuscendo per poco nell’impresa di eliminare i campioni d’Inghilterra del City. Fino a Gennaio, quindi, per lui è una stagione da 7, che poteva esser di più se non fosse stato per quella batosta avuta dal Bayern, ma il pubblico, nonostante tutto, non lo aveva mai messo in discussione.
Da Febbraio in poi, la sua guida è stata sicuramente non sufficiente, non tanto per un discorso di risultati, ma per la sua ostinata voglia di preferire giocatori totalmente spenti come Gervinho e Ljajic a giovani che invece hanno dimostrato nel loro piccolo di poter fare molto di più, tipo Verde o Paredes.
Gli si accusa anche di essere un po’ presuntuoso o poco umile, ma non spetta a me giudicare il carattere di un allenatore. La sufficienza data sta nel solo fatto che comunque ha raggiunto la seconda posizione con 71 punti e ha portato nuovamente la Roma in Champions, nonostante le tante difficoltà avute nell’ultimo periodo della stagione. Mi auguro che da questi errori si possa solo migliorare. Sarebbe sbagliato e prematuro mandarlo via adesso.

P.S.

Sempre forza e maggica Roma!

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.