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La nuova direttiva copyright che minaccia la rete

La libertà d’informazione e di condivisione potrebbero subire un duro colpo nei prossimi mesi. E’ in fase di valutazione la proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. Esattamente, al centro della discussione ci sono 33 pagine del codice 2016/2080 sommati agli emendamenti che al momento sono stati bocciati per una nuova riproposizione nel mese di Settembre.

Quali proposte ci sarebbero nelle direttive proposte al Parlamento?
Gli articoli più discussi sono l’articolo 11 e 13: chiedere il pagamento per l’uso di brevi frammenti di testo da parte dei siti web a scopo di lucro che ospitano principalmente contenuti pubblicati dagli utenti. Insomma, copiare le citazioni, pezzi o un intero articolo, potrebbero essere possibili solo attraverso un pagamento. Perché questo possa diventare possibile ci sarebbe la necessità della realizzazione di un software in grado di rivelare chi copia o cita, e al tempo stesso richiedergli un pagamento per utilizzarlo nel proprio sito. E’ una direttiva voluta soprattutto per tutelare gli editori, gruppi di media e case discografiche.

Perché una minaccia per la libertà di internet?
Le ragioni risiedono nel fatto che questi articoli possano esser un vero e proprio pericolo per la conoscenza condivisa in rete e la libera informazione. Gli enormi svantaggi tra l’altro non ricaderebbero soltanto sull’aspetto semantico riguardo la conoscenza condivisa. L’altro aspetto penalizzante, infatti, riguarderebbe anche i servizi che offrono e diffondono le notizie: i social network e i motori di ricerca, ad esempio, non potendo più estrapolare pezzi di un testo, penalizzerebbero l’editoria stessa e le sue finalità di diffusione dei contenuti testuali e multimediali. Dall’altra, i siti stessi di informazione potrebbero accusare pesantemente il loro posizionamento nei motori di ricerca poiché in assenza di link la visibilità e la popolarità è quasi nulla o addirittura azzerata. In un certo senso, un vero autogoal che danneggerebbe tutti e il web stesso.
Allo stato attuale, in Italia, il diritto d’autore prevede che i testi ripresi debbano esser citati attraverso nomi e link. Norma non del tutto rispettata e molto spesso calpestata da un copia e incolla selvaggio dai siti stessi di informazione. Questo fenomeno non è presente solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ecco il motivo per cui gli editori, in maniera del tutto legittima, sono scesi in campo richiamando le attenzioni dei parlamentari europei per cercare di avere maggior tutela. Il problema, però, è che l’applicazione di questo nuovo quadro normativo finalizzato a tutelare la proprietà intellettuale ha poco di compatibile con l’esistenza di internet stesso. Il nodo centrale quindi è trovare un percorso che soddisfi tutti.

I contrari
Contro queste normative ci sono i colossi come Wikimedia, il fondatore del Web Tim Berners-Lee, diverse organizzazioni operanti nei campi di diritti umani e per la libertà di stampa, diversi gruppi di informatici e con ogni probabilità non saranno mai favorevoli nemmeno i motori di ricerca e i social stessi dove la condivisione è il cuore pulsante per la loro esistenza.
Persino la politica italiana si è dichiarata in gran parte contraria a queste direttive: M5S, Lega e partiti diametralmente opposti come PD o la sinistra estrema. Di Maio ha persino dichiarato che l’Italia sarà pronta a non accogliere questo nuovo quadro normativo, mettendo così una parola chiara alla posizione contraria del paese sul tema.
Wikipedia Italia è quella che ha contrastato più pesantemente queste nuove direttive oscurando i contenuti attraverso un re-link che riportava ad una pagina testuale in cui si spiegavano le ragioni della protesta.

Attualmente, la direttiva è stata rinviata con 318 voti contrari e 278 favorevoli; 31 astensioni. Il testo andrà riesaminato a Settembre, ma sorprende comunque come sia soltanto poco più della metà contraria a queste direttive a dir poco dannose per l’esistenza della rete.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.