La Roma tra le prime quattro d’Europa

E’ un mesetto e mezzo che non scrivo a causa della scarsità di tempo libero, ma due righe per questo straordinario, incredibile, storico e magico momento, non potevo non spenderle.
La Roma scrive una nuova pagina della sua storia, battendo il Barca per 3-0 ai quarti. Dopo 34 anni, raggiungiamo una semifinale di Champions. L’ultima è datata nel 1984, quando ancora era la Coppa Campioni. Da allora, il massimo riuscito, sono stati i quarti di finali, raggiunti quasi 9 anni fa e usciti sempre per mano del Manchester UTD.
Ieri, invece, è successo l’incredibile. Contro la seconda (a mio avviso) squadra più forte d’Europa, i nostri giallorossi hanno ribaltato l’esito dell’andata, finito immeritatamente per 4-1. Nessuno credeva all’impresa. Più di ogni altra cosa, regnava nell’ambiente l’amaro in bocca per la prestazione sfortunata al Camp Nou, segnata da due assurdi autogoal e due rigori solari negati. Una partita dove comunque si intravedeva una Roma in grado di mettere in difficoltà il Barca, ma vuoi per le differenze dei singoli in campo e vuoi soprattutto per la sfortuna, sono arrivati quei quattro goal che hanno pesato come macigni sulle nostre speranze.
Al ritorno ci si aspettava una prova di orgoglio, ma i risultati in campionato hanno ulteriormente aggravato l’umore e il pessimismo generale.
Arriviamo dunque a ieri. Stadio pieno. Si rivede persino Pallotta in tribuna d’autorità. Di Francesco schiera un 5-3-2, ribaltando il solito schema a 3 punte. Un modulo che in fase di non possesso può diventare anche un dinamico 4-3-3 o un 3-5-2. Ma moduli a parte, la squadra sin dal primo minuto si presenta aggressiva, alta. Ci si aspetta un Barcellona che dominasse sul possesso ed invece Di Francesco gliel’ha “incartata”, cercando verticalizzazioni alte, in grado di sfruttare la fisicità dei due terminali offensivi, Dzeko e Schick. Sta di fatto che questo modo di giocare ha messo in serie difficoltà la linea difensiva del Barca, che fino a quel momento non aveva perso nessuna partita di Champions, con la porta involata di sole tre reti. Inoltre, con questo modo di giocare e il pressing alto, per i maghi del centrocampo blaugrana costruire ogni trama era tutt’altro che una passeggiata. Insomma, il mister giallorosso ha fatto un autentico capolavoro di interpretazione per questa partita.
L’aggressività dei giallorossi è senza sosta e il goal arriva subito, grazie ad un ottimo lancio del capitano De Rossi per Dzeko, che aggancia da manuale la palla al volo e compie l’opera demolendo i due centrali blaugrana e il portiere. Poco dopo, c’è un rigore solare su Kolarov, ma l’arbitro non la pensa così. E’ stato chiaro sin dall’andata come il Barca abbia un trattamento arbitrale tutt’altro che imparziale, tanto che anche questo non ha fatto per niente sconti sui nostri, ammonendo sia Fazio che Jesus. Nel secondo tempo, il Barca spera in un calo fisico dei giallorossi, ma Valverde ha fatto i conti sbagliati e i giocatori blaugrana hanno continuato a soffrire come nel primo tempo le nostre iniziative. Poi, l’ennesimo lancio a Dzeko, che però viene letteralmente agganciato al braccio da Pique, che lo sbatte per terra: per l’arbitro non è rigore, ma richiamato dall’arbitro di linea cambia idea e da il penalty. Viene ammonito Pique quando andava espulso per fallo da ultimo uomo. De Rossi va a battere dal dischetto. Tiro sulla destra, Ter Stegen indovina l’angolo, ma non la può prendere. E’ raddoppio. Il pubblico ci crede! Il pienone dell’Olimpico diventa a questo punto una bolgia! Spinti dall’entusiasmo, i giallorossi continuano a produrre trame pericolose e Di Francesco si gioca il tutto per tutto sostituendo Schick per Under. Poco dopo, sarà il turno di Elsha per Nainggolan. La metamorfosi porta la Roma ad un assetto più spavaldo ed offensivo. Non si può fare altrimenti, arrivati al 2-0. Il Barcellona, dopo questa sostituzione, ha più respiro nella manovra, soprattutto in mezzo al campo, ma la Roma non appena verticalizza dà l’impressione di far male sulle vie laterali. Nelle zone di Semedo, fioccano le occasioni più nitide dei nostri, rinvigoriti dall’estro del piccolo turco Under, che mette traversoni importanti in area avversaria, ma non sfruttati a dovere dai terminali offensivi. Ad ogni modo la sincronia con le discese di Florenzi convince e dall’ennesima trama in quella zona si ottiene un calcio d’angolo che sarà cruciale per una nuova pagina di storia. Under opta per un cross forte e teso sul primo palo: per Manolas, completamente dimenticato dalla difesa Blaugrana, è un cioccolatino impossibile da rifiutare e con un colpo di testa butta la palla dove Ter Stegen non può arrivare: è 3-0! Remuntada raggiunta. Sembra una favola ed invece è solo realtà. L’Olimpico esplode in una festa inimmaginabile. I blaugrana, a questo punto, rispondono togliendo Iniesta (applaudito dal pubblico) e si portano con un attacco a 4 terminali, ma a parte un’azione con rimpallo fortunoso di Messi, che ha creato paura e panico nella difesa giallorossa, altro non è stato in grado di fare. La difesa a tre della Roma ha funzionato alla perfezione fino alla fine, neutralizzando ogni trama offensiva e potenziali triangolazioni micidiali del Barca. Arriva dopo 4′ il fischio finale: esplode la gioia! E’ festa! La Roma approda alle semifinali per la prima volta in questa formula di Champions League. Contro ogni aspettativa, la “remuntada” contro il Barca è stata completata. Oggi siamo tra le prime quattro squadre d’Europa. Una grande prestazione corale di tutti, un grande riscatto di Di Francesco, che nelle ultime settimane stava affondando tra le critiche dell’ambiente. Un evento magico, impossibile. Una pagina che nessuno di noi romanisti avrebbe mai potuto immaginare. Non abbiamo vinto la Champions, ci mancherebbe, ma una serata storica come questa difficilmente la si scorderà e probabilmente entrerà tra le più belle e vissute dall’ambiente giallorosso. In attesa dei sorteggi di Venerdì, la Roma sa già che una delle semifinaliste potrebbe essere il Liverpool dell’ex Salah. Le altre due le conosceremo stasera: una tra Juve e Real (quest’ultima con un pesante vantaggio) e l’altra è il Siviglia o Bayern Monaco. Tutte squadre ostiche, difficilissime, sicuramente dello stesso livello del Barca: la Roma sarà chiamata e obbligata a ripetersi come stasera. Con la vittoria contro una delle più forti e titolate d’Europa, hanno parlato di noi in tutto il mondo e forse oggi siamo riusciti a guadagnarci più rispetto. Oggi godiamoci il passaggio e questa incredibile favola, ma domani dobbiamo tornare coi piedi per terra e continuare il nostro percorso come abbiamo fatto fino ad oggi, cercando di migliorare e cercando di crescere ulteriormente, perché la mentalità a questo punto della stagione diventa cruciale per le nostre sorti. Questo risultato lo testimonia. Che poi ci vogliano anche i soldi per costruire una squadra più forte e dimostrare più continuità coi risultati, questo è un altro discorso, ma nel frattempo impariamo dalla prestazione di ieri sera dei nostri lupacchiotti che nel calcio tutto è possibile e soprattutto conta crederci sempre e comunque.

Daje Roma! Dajeeee!!!

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.