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La solita crisi invernale

Non c’è niente da fare. È il solito disco. La Roma non trova più la vittoria. Dopo la Juve, sembra che i nostri giocatori abbiano gettato la spugna. I pareggi contro Sassuolo, Inter e Sampdoria, sommati alla sconfitta contro l’Atalanta, confermano in maniera evidente un calo drammatico della squadra nel suo rendimento. Giocato anche il Jolly della partita in meno, oggi la Roma si ritrova a – 13 dalla vetta e quinta, a due lunghezze dall’Inter. Non aiutano nemmeno le tante voci di mercato su alcuni dei nostri giocatori (la probabile e discutibile partenza di Dzeko tra tutti) e la anomala gestione societaria che in questo periodo sembra più attenta ad ascoltare le offerte sui propri giocatori che a guardare le prestazioni dei nostri sul campo, ma resta il fatto che in un mese solare, con tanto di pausa nel mezzo, la Roma è collassata e non vince più.
Senza fare riassunti su ogni singola partita, mi vien facile dire che:
1. La preparazione atletica è scadente: i tanti infortuni ad inizio stagione erano solo un preludio dell’inevitabile declino delle prestazioni di chi invece è rimasto sul campo in questi mesi. La squadra nelle ultime partite ha girato massimo per 60′. Pressing alto, ma poca costruzione, poca lucidità. Tanto agonismo, ma poco cinismo sotto porta.
2. Responsabilità dell’allenatore: se la squadra non riesce più a pressare alto, si spacca in due tronconi e prende contropiedi. Inoltre soffre in maniera evidente le discese sulle corsie esterne, specie nella zona di Florenzi che continuo a sostenere non un terzino. I centrocampisti non riescono ad interpretare con lucidità quello che vuole DFR. In avanti, sterile individualismo. I pochi goal fatti sono avvenuti su episodi.
Se non viene interpretato a dovere questo modulo, la Roma rischia puntualmente delle imbarcate. Nelle ultime partite dire che Allisson ci abbia salvato è dire poco.
3. La proprietà: prima Pallotta che quando parla sembra far più danni che altro. Ad inizio mese si è espresso di sicurezza all’Olimpico, dove lui ha introdotto le telecamere in alta definizione in aiuto alle forze dell’ordine per prendere i delinquenti. Già, ma il pubblico e soprattutto la sud si interroga: chi sarebbero i delinquenti? Quelli che tengono uno striscione? Quelli seduti sulle vetrate che dirigono i cori? Quelli che cambiano posto? Fino ad oggi, sono state segnalate dai tifosi multe per questi tipi di reati (se vogliamo chiamarli tale, perché prendere una multa per aver tenuto uno striscione che incitava De Rossi non dovrebbe essere un reato). Non credo che nessuno si auguri la violenza negli stadi, ma se questa è la sicurezza tanto voluta da Pallotta e prefettura, beh allora gli abbonati presenti nella curva sud, chiamati da lui in passato “fucking idiots”, fanno bene a contestarlo.
Poi ci si mette come detto in precedenza il mercato: si è parlato di cessioni di Nainggolan, Strootman, Allisson. Per ultimo Dzeko, in compagnia dell’ormai rientrato Emerson Palmieri, che dovrebbero andare a Londra ad indossare la casacca del Chelsea per cifre superiori ai 50Mln. Il nodo sta tutto sul bilancio che è in passivo di 40 milioni. Passivo causato per lo più da errori commessi in estate, con gli arrivi a Roma di giocatori  che fino ad oggi risultano non pervenuti: Defrel, pagato 23 milioni, Under 15, Moreno che ha fatto poche apparizioni ed è costato poco più di 5, Gonalons che a parte qualche discreta apparizione non ha mai convinto totalmente. Insomma, a parte Pellegrini (ex primavera e non di certo una scoperta di Monchi), il mercato giallorosso è risultato fino ad oggi effettivamente un disastro. Discutibile anche la gestione di Karsdorp, che si è rotto due mesi fa dopo una gestione scandalosa da parte dei medici che l’hanno lasciato in campo con un crociato rotto! Se è vero che la Roma per restare competitiva è sempre obbligata a cedere un giocatore importante e partecipare alla champions, dall’altra ci si domanda come venga gestito il mercato e il perché di tante spese così onerose per giocatori che alla fine dovrebbero essere di ripiego? Insomma, vedendo quanto si va a spendere durante l’estate, i passivi della Roma sono anche frutto di un vero e proprio autolesionismo. Che sia voluto o meno non è dato saperlo, ma sembra che in cinque anni non abbiamo ancora imparato a saper gestir meglio le risorse e spendere con intelligenza. I risultati sul campo poi sono un’inevitabile conseguenza.

Detto tutto ciò, è abbastanza chiaro che la responsabilità è un po’ di tutti. Trovare un singolo colpevole sarebbe troppo facile. La cosa che mi fa davvero incazzare è per l’appunto il fatto che si sta ascoltando sempre lo stesso disco e non mi sembra che nessuno abbia realmente voglia di cambiare traccia: questo è per me che scrivo deprimente e sconcertante.

PS
L’unica nota positiva: vedere l’esordio del romano e romanista Antonucci che in quegli ultimi quindici minuti giocati contro la Samp è stato persino determinante per aver fornito l’assist del pareggio a Dzeko. Ciò che ha fatto lui non c’è riuscito né Defrel e né Under in tutta la partita, il che la dice lunga.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.