Droni e covid

Lavorare ai tempi del Covid

E’ passato più o meno un mese dalle misure più restrittive per il Covid. La situazione direi che è disarmante “lavorativamente” parlando, nonostante si parli dello “smart working” come nostra ancora di salvataggio.
Sul fronte siti web, c’è l’aspetto della manutenzione che bene o male tiene a galla tutto quanto e non mi comporta grossi disagi. Dall’altra c’è il fronte “commissioni – nuova clientela” che è praticamente bloccata. Per ovvie ragioni il denaro non circola, così come anche la reclusione non ci permette di affrontare la normale quotidianità, con le sue nuove opportunità.
Da domani si riaprono le prime attività commerciali, ma fino al 2 Maggio c’è contenimento per la gran parte dei lavoratori, motivo per cui resta improbabile qualunque occasione lavorativa per il sottoscritto. E se a livello di Internet poco si può fare, per la fotografia è letteralmente un disastro.
Saltano eventi a iosa e quelli futuri saranno programmati chissà a quando. E’ molto probabile che la vera normalità la riavremo solo dopo l’Estate. Considerato poi come la Fotografia sia ormai percepita come una necessità secondaria, è probabile che da qui fino alla fine dell’anno vivremo di poche offerte.
Sempre parlando di fotografia, in questi giorni di lockdown ho avuto modo di vedere che sta riscuotendo molto successo “la fotografia dall’alto”. Non riesco a capacitarmi delle ragioni, se poi è il dettaglio del quotidiano che dovrebbe far la differenza. Fare una foto ad una piazza storica deserta dall’alto non credo che sia così difficile se la facessimo nelle prime ore del mattino, e poi, quei pochi intrusi che possono rovinare la scena, possono esser eliminati senza grandi difficoltà coi sempre più efficienti programmi di foto-ritocco. Sarebbe bello a mio avviso documentare strade e soprattutto periferie, dove si concentra la vita di quartiere. Per ora, nei social, padroneggiano più i video che i social perché al centro di queste scene c’è il silenzio surreale che rende la situazione straordinaria in senso assoluto.
Sta di fatto che questa reclusione per il Covid mi ha fatto rimpiangere due cose: 1. Non aver continuato a scrivere gli articoli per avere un fottuto tesserino di Giornalista. 2. Non aver investito su un Drone.
Le ragioni per cui non faccia il giornalista già si sanno e i rimpianti sono per il fatto di non avere al momento autorizzazioni che mi permettano di girare per fotografare i danni del nostro nemico invisibile, mentre il mancato acquisto di un drone (nel mio caso è impossibile non avere un PRO, come i modelli dell’azienda DJI ) è dovuto solo alla pigrizia e al fatto che io ho sempre interpretato la fotografia come un punto di vista personale e non di altri. Oggi invece sembra che farsi fotografare mentre si esplora un ambiente (vedi le tremila foto delle influencer che si copiano beatamente a vicenda) è diventata la nuova moda, e lo stesso vale per le foto scattate dall’alto, che tra le altre cose stanno avendo parecchio domanda, soprattutto dai settori turistici (alberghi, case vacanze), per gli eventi (cerimonie e feste) o da luoghi istituzionali (scuole, musei, parchi, cliniche, ecc),
Non so, i droni da una parte mi affascinano e non poco, dall’altra però mi scoraggia la necessità di dover avere duemila autorizzazioni per guidarli.
Ma a parte questi due aspetti, per ora i miei pensieri sono tutti concentrati al dopo-quarantena, dove sarò impegnato ad una nuova lettura sulle possibilità lavorative che nel mio campo sono sensibilmente ridotte. Il lockdown è stato un dramma e a mio avviso era evitabilissimo se questo paese avesse avuto, come in Germania e in Olanda, un efficiente sistema sanitario: son dell’idea che queste misure estreme siano soltanto causate dalle poche strutture sanitarie che possono far fronte a questo tipo di emergenza e tutti sappiamo che l’attuale situazione è dovuta ai tagli fatti in passato. Ma questo è un altro discorso che evito volentieri di affrontare perché si entra in quella spirale politica che non è mio interesse affrontare.

Comunque, buona Pasqua e Pasquetta, per quanto sofferta sia per tutti quanti.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.

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