Le carte in tavola possono cambiare quando meno te l'aspetti.

Piove quanto mai sulle strade e i vetri della macchina sono appannati. Faccio difficoltà a muovermi tra le pozzanghere. Meglio andare piano.
Ma non eravamo a Maggio?
I fulmini sono limpidi, come limpida è la mia memoria.
E’ una metafora quella notte: tutto si annuvolò improvvisamente, diluvio ed infine all’alba sparisce tutto, come se nulla fosse mai accaduto.
Il sole era torrido, i miei occhi stanchi, la mia forza sparita e volevo scappare dall’angoscia.
Non c’era anima viva che mi potesse far fuggire.

Basta sentimentalismi, notti tra passioni, follie di prima mano, l’estrema pazienza, il bonismo cieco, la voglia di fare con gli altri per non rendere mai morta la giornata.
Quel volto adolescenziale sparisce lentamente con chi l’ ha accompagnato sempre con l’occhio vigile.
Da lì ho sentito una croce più pesante e le mie gambe non ce l’ hanno più fatta.
Ho guardato il mondo in ginocchio e ho visto la gran parte degli uomini essere come dei burattini.
Mi sono chiesto perché non ho mai voluto guardare prima tutto ciò: la risposta è che l’egoismo faceva parte di me.
Quando esci da un sipario, nessuno ti guarda più, perché nessuno vive la realtà di un attore: si prova solo ad immaginare tutto nella propria sfera e il massimo che puoi ricevere è uno sporiadico ricordo o immaginazione di come questi ti vedevano.
E’ la tendenza dell’uomo, quella di guardare la realtà nelle sue aspettative, credenze e valori.
E questo è solo uno dei tanti dettagli che si possono capire solo se li provi fino al midollo.
Da qui, inizia un processo di distacco nel modo di ragionare della gran parte del genere umano, reo di essere fin troppo e quotidianamente presuntuoso con se stesso.
Non sono riuscito più a sopportare la superficialità e Dio solo sa quanta ce ne sta in giro.
E la superficialità peggiore è quella delle persone che nemmeno se ne rendono conto.
Evitare è meglio che curare.
Ho capito che i più furbi sono quelli che fanno finta di non sapere, ma sanno fin troppo.
Quelli che non sanno sono immaturi.
Quelli che sanno e vogliono dimostrare, invece, perdono solo tempo.

Quando vedi tutto questo teatrino, allora inizi a fregartene veramente di come giri il mondo e preferisci guardare sul tuo orticello, costruendotelo volta per volta, trasformandolo in un luogo soltanto tuo, ricco d’interessi personali e niente più.
Tutto il resto va a farsi benedire: se veramente ci tieni a me, seguimi, altrimenti vattene altrove, perché non ho tempo di spargere semi in posti dove poi, alla fine, ricevi soltanto fregature.
Voglio essere migliore con me stesso: non ho bisogno di sentirmi valutato.

Credo che la miglior colonna sonora che vada bene con la mia esistenza sia quella di Lucio Dalla: "Quale Allegria".
Dovrebbero rendere obbligatorio lo studio di quel brano (capolavoro), perché ricorda la filosofia di Pirandello e la realtà di tutti noi.
Forse ascoltando quel brano, certe persone la smetteranno di farsi i film sul mio conto e su quello altrui.
Non c’è nessuna bellezza da vedere dalle mie parti, perché la bellezza che vedo io non la voglio condividere tanto per..
Non me ne frega niente di essere capito o compreso.
Pretendo il rispetto, come io faccio altrettanto quando sento o leggo i sentimenti o pensieri altrui.
Ognuno ha un suo mondo fatto di vita e fantasie.
Lasciamoli così come sono, belli e brutti che siano.

Ora vado e scusatemi se sorrido, ma è spuntato il sole dopo tre giorni di tormentata pioggia.

Mat

p.s.

NON VOGLIO COMMENTI e chi lo fa, a prescindere, lo prendo e lo insulto.
Forse così riesco a farmi capire…..


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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.