Una sintesi del mio passato…

Sono nato il 3 Settembre del 1980, a Roma. Precisamente Mercoledì, alle ore 4.45 di mattina, nella clinica di Villa Mafalda. Nato sotto il segno della Vergine, ascendente Leone. Bel caratteraccio, praticamente. Sono il più piccolo di casa, ovvero il quinto componente.  Mi chiamo Mattia perché mia madre è letteralmente innamorata dei nomi ebraici e poi la parte materna della sua famiglia era ebrea.

Il mio quartiere d’infanzia era nel cuore di Roma nord, a Collina Fleming. Vivevo in una casa col giardino, molto bella e spaziosa. A pochi passi da casa c’era il mio primo asilo nido, che ho iniziato a frequentare a tre anni. Mi descrivevano come un tipo solitario, che stava sempre sulle sue ed effettivamente questa caratteristica è sempre stata presente in me, anche se non disprezzo affatto la compagnia, anzi mi piace fare cenoni, conoscere gente nuova, andare alle feste… Amavo poi giocare a pallone. Passione che ho avuto sin dai primi anni della mia esistenza. 

A quattro anni approdai all’asilo dell’Istituto Gesù e Maria, seguendo le orme dei miei fratelli, che studiavano lì. 
Qualche anno dopo, più o meno ai miei 7 anni, fummo costretti a trasferirci in un altro quartiere, sempre a Roma nord: a Viale Cortina D’Ampezzo. La causa di questo trasloco fu dovuta ad una convivenza diventata insostenibile con un condomino del palazzo, che era diventato matto da un giorno all’altro. Roba da manicomio, per intenderci, ma all’epoca, con la legge Basaglia, personaggi del genere non finivano più nelle case di cura. Dovevano commettere reati penali, come ad esempio aggressioni fisiche. Per nostra fortuna, non abbiamo mai subito aggressioni, ma ci son state situazioni pesanti dove tra questo individuo e mio padre si è sfiorata la rissa. Proprio per questa ragione, si è optato per il trasloco. Con gran dolore per tutti, finimmo più lontani dalla scuola, in una casa più piccola. Ci vivemmo per cinque anni abbondanti. Fortunatamente fu una piccola parentesi. Verso i miei dodici anni ne trovammo una decisamente  più grande, terrazzata, con una vista sul Parco Insugherata meravigliosa. Ci viviamo tuttora. E’ di due piani, ma separati. Io e mio fratello viviamo al secondo piano, separati dagli altri. All’inizio ho vissuto questa separazione con un trauma, ma devo ammettere che mi ambientai rapidamente. Sotto casa, poi, godo di un giardino immenso e io ci passavo tutti i pomeriggi a giocare a pallone. Ero un incubo per il vicinato perché facevo casino. Il calcio era lo sport che praticavo di più. Vivevo per questo. Anche a scuola mi portavo appresso il pallone, oppure le palline da tennis, e ci giocavo nei loro giardini.
La Roma era il mio più grande amore, ma per esser precisi ho ereditato questo sentimento da mia madre. Dai 7 anni in poi, più o meno, non mi perdevo nemmeno morto una partita. 
Nel frattempo continuavano i miei studi, sempre al Gesù e Maria. In sostanza, ci sono stato per ben dieci anni: me ne sono andato via al primo anno di Liceo Classico, cioè al IV Ginnasio, dopo una bocciatura che riterrei alla fine meritata.
Non ero affatto un fenomeno a scuola e l’ho sempre riconosciuto. Quell’anno restò comunque un trauma perché ci fu la prima delusione d’amore e la separazione dai miei compagni di classe. Poi mio nonno, che per me era come un padrino, ebbe un infarto e trascorsi parte di quell’anno appresso alle cliniche perché subì un intervento al cuore, che per fortuna superò positivamente.

Per volontà di mio padre, fui mandato al Lucrezio Caro, nel quale ci rimasi solo due anni: al V Ginnasio, di nuovo bocciato. Mio padre era convinto che fosse una scuola facile, ma in realtà, senza volerlo, mi aveva praticamente spedito all’inferno. Il mazzo che mi fecero lì, mai come in nessun altra parte! Cosa curiosa e per certi aspetti comica è che alla fine dell’anno scolastico, riuscii a convincere i miei a comprarmi il motorino. Mi presi un Aprilia Scarabeo 50, colore nero. Bellissimo. L’emozione al primo incontro non me lo scorderò mai. Lo pagai quasi tutto coi soldi miei. Per me fu una svolta di vita esistenziale perché penavo fino a quel momento le distanze dai miei amici e i disservizi dei mezzi pubblici. Praticamente, la mia vita era letteralmente rinchiusa in una campana di vetro. Tutti gli amici si spostavano col motorino e io ero l’unico pirla a non averlo. Insomma, vivevo proprio un disagio sociale!
Tornando alla mia scadente parentesi scolastica, i miei cari genitori, ormai rassegnati al fatto che fossi un caso perso e pieno di lacune, decisero di “spedirmi” in una scuola di recupero privata. Aveva appena compiuto i 17 anni. La scuola in questione era il Centro Studi Flaminio, ribattezzato dal sottoscritto come “Centro Svaghi Flaminio”. Si trovava a Piazzale Flaminio, dietro l’ufficio di mia madre, che lavorava all’Inpdap. Più che centro svaghi, devo riconoscere che i docenti in realtà erano davvero in gamba: fui preso in maniera giusta e mi seguirono quotidianamente. Certo, non potevano trasformare una capra in un genio in un solo anno scolastico, ma qualcosina nella mia preparazione l’avevano senza dubbio migliorata. Meglio di niente, quindi. In questa scuola feci due anni in uno. Così, dal V Ginnasio, son passato direttamente al penultimo anno (II Liceo), svolto al Pirandello, situato nella zona di Piazza Bologna. Una scuola pessima, racchiusa in un grande appartamento. Le ricreazioni le trascorrevamo chiuse tra i cessi, con l’aria di fumo irrespirabile e l’odore di cannabis ovunque. Per carità, meglio l’odore di cannabis che altro, ma a tutte le ore anche no! Credo sia stata la peggior scuola che abbia mai visto e vissuto. I professori invece erano meno malvagi, ma comunque parecchio frustrati dal comportamento ribelle di una buona fetta di alunni. Anche io avevo una forma di ribellione, ma la sfogavo più che altro non andando a scuola. Finiva che trascorrevo gran parte delle mattinate con la mia ragazza, Laura. In quell’anno feci oltre 100 giorni di assenza. Un record. A scuola, comunque, me la cavavo. Le lacune gravi ormai erano un brutto ricordo e poi avevo capito come organizzarmi per avere buoni voti. In questo posto ero riuscito ad avere anche la media del 7! Certo, non parliamo di scuole eccelse, ma fu per me una piccola soddisfazione. Finito l’anno scolastico, presi anche la patente di guida. Da quel giorno, fu amore con la Mini, quella vera. Ereditai quella di mia madre (ha sempre guidato Mini), la versione Austin 1000, Jet Black. Lei se ne comprò un’altra, la British Open 1.3, verde metallizzata, col tetto apribile. Gliela rubavo sempre nel week-end perché più elegante e più prestante.
Arriviamo finalmente all’ultimo anno della mia avventura scolastica, svolta al Liceo Tozzi, situato a Monteverde. La mia quinta scuola, in pratica. Si può dire che ero un nomade delle scuole. In questa ho legato moltissimo con diverse persone. L’annata è volata e devo dire di essermi trovato piuttosto bene. Mi diplomai con 60/100, con una maturità penosa. Eppure all’inizio promettevo bene perché partivo con la media del 7, ma alla seconda prova (versione di Latino) feci letteralmente un macello e persi tutto quel che di buono ero riuscito a fate soprattutto negli ultimi mesi scolastici. Nella prova orale, presentando il Decadentismo come tesina, mi sono esibito pessimamente, con degli errori di distrazione da scavarmi una buca da solo. Pur avendo fatto letteralmente pena e per certi aspetti anche ridere, alla fine son stato graziato e la mia parentesi scolastica si è chiusa nella mattinata del 7 Luglio del 2000. Nel pomeriggio subito fuggiti al mare, il luogo per me più sacro.
In autunno mi lasciai con la fidanzata. Storia durata due anni. Credo che fino ad oggi lei sia stata la parentesi sentimentale più importante che abbia avuto. Siamo comunque rimasti in buoni rapporti.
Dopo di lei, credo ci sia stato il periodo più bello della mia esistenza, con l’anno dello scudetto della mia Roma. Nuovi giri, nuove conoscenze, tante feste e tanti luoghi esplorati. M’iscrissi
all’Università di Tor Vergata, alla Facoltà di Giurisprudenza, seguendo le orme di papà. Il mio percorso fu blando, oltre che svogliato. Qualche esame qua e là.  Mio padre, da buon Avvocato, con tanto di studio legale di famiglia sul groppone, non mi riteneva per niente  idoneo per questo tipo di percorso e poi, secondo le sue sagge vedute, c’erano troppi avvocati per Roma, per una torta sempre più piccola da spartire, dunque mi confidava che come mestiere, in futuro, avrebbe fruttato meno di quanto si riusciva a guadagnare facendo ad esempio l’idraulico (e non è che avesse tutti i torti…). Così mi convinse a cambiare aria. Mia madre, questa cosa, non gliel’ha mai perdonata.

Un altro mestiere che mi affascinava era  quello del giornalismo sportivo. Ruotare attorno al mondo del calcio restava un mio obbiettivo. Del resto, quando avevo scelto di frequentare in precedenza Giurisprudenza, volevo in realtà intraprendere la carriera di procuratore sportivo e non quella di avvocato. Restava però il fatto che Legge era una materia per certi aspetti noiosa. Mi iscrissi dunque alla facoltà di Scienze della Comunicazione, alla Sapienza. L’inizio del percorso è stato traumatico, causa maggiore l’organizzazione di questa struttura che tuttora resta un dramma. Si studia nei cinema, esami che vengono comunicati dentro le bacheche di vetro, lezioni che si accavallano e frequentate da troppa gente… insomma cose che a Tor Vergata non avevo mai vissuto! 

Ora sono al secondo anno…
Parlando di prospettive, l’obbiettivo primario è quello di poter entrare nel mondo giornalistico, avendo una buona dose critica. Sono però un soggetto che bada molto all’atto pratico e credo sia prematuro prevedere se sia in grado di svolgere questa professione. Ho molta strada ancora da percorrere, delle basi da costruire e devo sia migliorare che imparare ancora tanto. Speriamo anche che la fortuna mi assisti, perché ci vuole anche quella…

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Valentina

sono la prima a scriverti!!!!! una fikataaa!!!!!!!!!! cmpl!TVTTTTB!!!!!!!!!1bacione grande grande! Vale

passwordina

Bella Storia…..cosa mi incuriosise..la scelta del titolo del blog la piovra….:$ ???ti auguro cmq di realizzare il tuo sogno …o i tuoi sogni:-)ciao un bacione…..(f) Pass

Mattia

X Passwordina: mi chiamano tutti gli amici Piovra. Ormai il mio nome di battesimo l’ ho lasciato nel cassetto dell’anagrafe. Il motivo del mio soprannome? Beh, ce ne sono tanti a dire il vero, bisogna conoscermi per capire la verit. Comunque ti avviso che nelle tue impostazioni non dai modo… Leggi il resto »

Marina

Il tuo blog è interessante,anche se secondo me dovresti arricchirlo con commenti più artistici…!E’ solo un consiglio,comunque complimenti,soprattutto per le foto degli animali :-)!!!!!Baci…."Pikki on the moon"

Sidney

Sei una persona molto interessante. Sid

Marida

wow…

Adriana

lol

Althea§

come sempre nella vita, gli avvii deludenti non sempre caratterizzano una vita deludente. Credo che il tuo curriculum vitae, ti riserverà moltissime sorprese. Sei straordinariamente in gamba. In bocca al lupo.

Luca

W L AUTOSTIMA, EH????

Beatrice

già uno che scrive oBBiettivo, invece che oBiettivo fa capire il perché del 60.. smak ***

Web

be..hai una storia scolastica molto simile alla mia.. anke se io ho 19 anni.. cmq la tua zona natia del fleming la conosco bene..come conosco bene il gesu maria e il centro studi flaminia vicino a pazzale flaminio dv sei andato te.. io invece ero originario dei parioli (purtroppo) e… Leggi il resto »

marzia

Io pure sono nata a Villa Mafalda :-) anche se tre anni prima di te…e anche io vivo a Roma Nord…Via Massimi…e anche io ho una mini…gialla… A parte tutte queste coincidenze volevo dirti che il tuo space è eccezionale…ma questo te l’hanno già detto. Ciao Mat ;-) p.s. Forza Lazio…questo… Leggi il resto »

antonio

Ciao grandioso

°o.O O.o° MissKiller

In bocca al lupo per i tuoi sogni!!!

susy

Devo essere sincera,tanto io peli sulla ligua non ne ho……….sei patetico,ma dico……tu quando andavi a scuola e dovevi studiare la vita di tutti quesgli autori…IMportanti…..non t6i rompevi di sapere dove avevano studiato….quando erano neti e morti!!!! Ma dico non è piu’ bello se metti la tua vita….ma non a livello… Leggi il resto »

Marzia

dalle elementari al ginnasio sono stata al gesù maria e ora sto finendo il liceo al lucrezio

susy

ciao scemo…volevo semplicemente salutarti
 

Giò

Ciao!!  

Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.