Pagellone Stagione 18-19

Stagione iniziata male, finita malissimo. Si potrebbe dire che questa sia stata un’annata da autolesionismo puro.
Nessuna nota positiva, anche mettendoci d’impegno. Il rendimento in campionato è stato altalenante e la Roma non ha mai toccato il podio in tutta la stagione. La difesa è la prima responsabile di questa disfatta: troppi goal presi da calcio da fermo e spesso anche in contropiede. Visibile la poca compattezza del gruppo. Un pochino meglio è andata nel girone di UCL, dove ci siamo qualificati come secondi ma solo perché avevamo avversarie di basso calibro come il Viktoria Plzen e CSKA Mosca. Davanti, come prima, pur non passando un gran momento, i detentori del titolo del Real Madrid.
In Coppa Italia finisce malissimo, con l’uscita di scena a Firenze, ai quarti, perdendo per ben 7-1 contro i viola, che al contrario di quanto possa sembrare, hanno passato una delle peggiori stagioni della loro storia. Verranno infatti eliminati al turno successivo dall’Atalanta.
La nostra situazione si fa ancora più drammatica perché il cammino in Champions si ferma agli ottavi, uscendo contro il Porto. Una partita rubata a tutti gli effetti dall’avversario, ma questo non toglie che la Roma è stata inguardabile.
Con la sconfitta poi di 3-0 al derby, contro la Lazio, la società decide – con un ritardo che oserei definire un tentato suicidio – di cambiare l’allenatore: l’unico disponibile era Claudio Ranieri, che per una scelta di cuore ha accettato l’incarico da traghettatore fino a Giugno.
Con lui, la Roma riprende a lottare in piena zona Champions, ma i punti persi ad inizio campionato gli saranno fatali per fallire l’impresa, nonostante avesse collezionato, dopo le due sconfitte iniziali, 5 vittorie e 4 pareggi.
Il campionato, dunque, si chiude, con Juve campione d’Italia, Napoli secondo, la sorprendente Atalanta che si piazza all’ultimo terza e l’Inter quarta. Con queste quattro in Champions, in Uefa League invece ci vanno il Milan con accesso diretto perché quinta e la Lazio perché detentrice della Coppa Italia. Noi finiamo sesti che significano i preliminari, quindi inizieremo la stagione in largo anticipo rispetto alle altre squadre, ossia a fine Luglio. Retrocedono Chievo, Frosinone ed Empoli: quest’ultima fino all 80′ era ancora con un piede in serie A, condannando momentaneamente il Genoa. Ci penserà poi Nainggolan a spedirli in B con un goal siglato quasi al 90′. La sua rete regalerà oltretutto agli interisti l’accesso alla UCL. Dalle parti di Trigoria lo davano per bollito. A me sembra che sia stato ancora una volta decisivo…

Noi…
In sostanza, siamo fuori dai giochi per soli 3 punti ed è normale avere grandi rimpianti, pensando soprattutto ai punti persi contro il Cagliari, l’Atalanta, Genoa, Chievo… tutte partite dove i nostri ragazzi stavano già respirando il profumo di vittoria. Pesa come un macigno anche la sconfitta contro il Milan, persa all’ultimo minuto.
Di questa stagione, dunque, le uniche parentesi positive sono state il derby d’andata vinto contro la Lazio e il 2-0 contro una Juve già campione d’Italia e mentalmente già in vacanza: una fotografia ridicola, da squadra provinciale: 66 goal fatti, 48 subiti. Ma di cosa dobbiamo parlare!?
Eppure Ranieri, quando prese la squadra, fece capire chiaramente che la situazione giallorossa era drammatica. Il gruppo era demotivato e nello spogliatoio c’era parecchia agitazione. Insomma, Di Francesco aveva perso totalmente il controllo. Tutta colpa dell’allenatore? Diciamo che sono tutti responsabili. Fanno discutere anche le scelte dell’ex DS Monchi che ha pensato bene di vendere in una sola sessione di mercato ben tre pezzi da novanta sia sul campo che negli spogliatoi: Nainggolan, Alisson e Strootman, sostituiti con Pastore, Olsen e Cristante. Viene spedito in prestito al Siviglia Gonalons e al suo posto la Roma porta Nzonzi. Infine, per completare l’opera di presunto rinforzo e allungamento della rosa, viene acquistato Coric, il giovane trequartista esterno, militante nello Zagabria, con una piccola parentesi alle spalle di UCL. E non va nemmeno scordato Zaniolo, proveniente dalla primavera dell’Inter, preso dalla cessione di Nainggolan all’Inter. Ovviamente, gli ultimi due, erano considerati come elementi di prospettiva e non da prima squadra.
La perdita dei tre pezzi da novanta non solo lascia un vuoto qualitativo, ma anche rappresentativo. La cosa che fa ancor più discutere è la partenza di Strootman a inizio campionato per esser sostituito con Nzonzi che ha la stessa età ed è stato pagato alla stessa cifra della cessione dell’olandese. Tecnicamente, si è andato a togliere un centrocampista che verticalizzava e si è andato a prendere uno che smista palle per vie orizzontali. Per quanto concerne la sostanza, si guadagna in cm di altezza, ma resta invariata la velocità, con l’olandese forse un pochino più veloce del francese.
La difesa viene allungata con l’arrivo di Marcano a parametro zero.
In avanti, viene preso Kluivert, che è un esterno sinistro. Si dovrà adattare come esterno destro non essendoci un’ alternativa a Under. A sinistra ci sono già Perotti ed El Shaarawy.
In porta, con l’addio di Lobont, viene preso Mirante dal Bologna.

Promossi e bocciati

Portieri
Delusione Olsen. Era partito discretamente per poi finire nell’oblio dopo diversi errori inenarrabili. Non sono un grande esperto di portieri, ma certi errori commessi da questo ragazzo nemmeno in terza categoria. Sostituito da Mirante che al contrario ha fatto benissimo ed è stato protagonista di autentici miracoli nell’ultima parte di stagione. Discutibile solo la prestazione contro il Genoa, che ci è costato il sorpasso del Milan.

Difesa
Un disastro collettivo. Nessuno si salva. Il rinforzo Marcano, che avrebbe dovuto portare “centimetri” in più ed esperienza, è stata un autentico flop. E’ stato riproposto ogni tanto come terzino e forse ha fatto vedere qualcosina di meglio, ma siamo sempre nel pieno dell’insufficienza.
Deludenti anche i terzini, poco utilizzati, Karsdorp e Santon. Oltre ad esser di cristallo, confermano di essere giocatori da medio classifica. Criticabili anche i titolari, Florenzi e Kolarov, che in questa stagione hanno mostrato entrambi un vistoso calo prestazionale: se sia voluto o dovuto ad un calo fisico non ci è dato saperlo, ma resta il fatto che il primo come terzino è inguardabile, mentre il secondo è un lontano parente di quello delle precedenti stagioni.
Il centro della difesa è un disastro. Vedere Fazio con la difesa a centrocampo è da tachicardia pura. Manolas e Jesus ottimi nella corsa, di meno sulla regia difensiva. Si pensava che con Marcano qualcosa cambiasse, ma è meglio non parlarne…
Cambia comunque la musica con Ranieri, a testimonianza che la difesa così alta voluta da Di Francesco non era pienamente compatibile coi giocatori che aveva. Lo capisce Ranieri che la vuole più bassa, ma soprattutto più corta tra i reparti, con una buona spinta degli esterni. Con lui c’è senza dubbio più compatibilità. Negli ultimi due mesi, ossia nelle ultime otto uscite, becca solo cinque goal: un miracolo, visto l’andazzo…

Centrocampo
Come scritto prima, cambiano gli attori, inevitabile il declino. L’unica nota positiva si chiama Zaniolo, ma nemmeno troppo. E’ giovane e deve farsi ancora le ossa. Va aspettato. Le uniche certezze? Pellegrini e De Rossi, cioè gli unici a dare un minimo di verticalizzazione in un gioco privo di alti ritmi e organizzazione. I bocciati: Cristante, Nzonzi e Pastore. Hanno fatto troppo poco. I primi due sono tanta fisicità, ma sono troppo lenti. Il terzo, messo in mezzo al campo per oscure ragioni quando teoricamente dovrebbe fare il trequartista in tutt’altro modulo, è stato impiegato poche volte e la sostanza non l’ha mai messa, a parte nel derby.
Coric, non pervenuto. Giocato qualche minuto, ma nessuno sa perché la Roma abbia speso 15 milioni per un giocatore che non ha mai messo piede in campo. Il suo arrivo era per completare il cerchio in mezzo al campo, sostituendo Gerson, spedito in prestito alla Fiorentina.

Attacco
La situazione è parecchio imbrigliata a causa dei numerosi infortuni che hanno coinvolto quasi tutti: possiamo promuovere solamente El Shaarawy, sorprendentemente capocannoniere della squadra. Dzeko invece “ni”, cioè una certezza là davanti, facendo spesso reparto da solo, ma rispetto alle precedenti stagioni ha fatto molto meno. Problemi fisici per Perotti e Under, per cui sono invalutabili. Kluivert è da rimandare. Non lo giudicherei in un ruolo che teoricamente non gli compete. Impiegato quasi sempre come esterno DX quando lui è SX. Va rimandato come Zaniolo, anche lui spesso spedito come esterno destro. In realtà il biondino della primavera interista è un trequartista ed è lì che fa le cose migliori. Devono comunque crescere in pace. Sbaglia chi vive di troppe aspettative su ragazzini di manco vent’anni. Bocciato è sicuramente Schick. Manca di cattiveria agonistica. Troppo morbido nei contrasti. Avrebbe una tecnica da far paura, ma se non ci mette gli attributi, in un campionato come la Serie A rimani solo una figurina.

Allenatori:
Di Francesco: Bocciato. Ha consentito cessioni assai discutibili. La Roma ha pagato caro il suo eccesso di sicurezza. Il “suo calcio” non è sembrato mai maturare realmente. Risultati sempre altalenanti. Squadra che ha sofferto come ai tempi zemaniani la difesa alta. Evidente stato di forma scadente. Buona parte delle partite (e dei punti buttati) della squadra sono finite negli spogliatoi, a fine primo tempo.
Ci si chiede come si possa minimamente pensare di mantenere solido un gruppo se vengono cedute le colonne portati, di cui una all’inizio del campionato… e poi, quale era la reale ragione per smantellare il reparto più forte, se la situazione economica del club, dopo i sorprendenti risultati ottenuti in UCL, era tutt’altro che in passivo?

Ranieri: promosso. Entra lui al posto di EDF e la musica cambia nel giro di poco. Il suo è un calcio più pragmatico e solido. Certo, la Roma non avrà mai i ritmi delle squadre di vertice, come quando subentrò a Spalletti anni fa, ma nei fatti compie un altro miracolo portando la Roma a posizionarsi nella zona europea.
Se ne va via tra le lacrime della gente, che in un giorno perde sia lui che il capitano, Daniele De Rossi.

Conclusioni

A fronte di tutto ciò, le prospettive non promettono nulla di buono.
La difesa è da rifondare e ahimè sembra certa la partenza di Manolas che avrebbe un altro anno di contratto, ma di fronte a questo smantellamento e al mancato accesso alla UCL, potrebbe decidere di andarsene sfruttando la clausola di 36mln, che per un difensore del suo livello, detto tra intenditori, sono un affare per qualunque club interessato, ai tempi d’oggi.
Anche sui terzini la situazione non è tra le migliori. Karsdorp è sul piede di partenza. Dubbi sulla permanenza di Kolarov. Perplessità anche su Santon. L’unico a rimanere è Florenzi, ma bisogna vedere se il prossimo allenatore lo vedrà come terzino. Non si sa se Luca Pellegrini tornerà da Cagliari per iniziare un percorso con i giallorossi.
Il centrocampo ha bisogno di un nuovo regista. Steccando Nzonzi e anche Cristante, che in teoria è un trequartista come Pellegrini, e con l’addio di De Rossi, ci ritroviamo orfani di un giocatore che detta i tempi in mezzo al campo. Trovare un giocatore simile non è affatto facile ed è molto probabile che l’identikit del prossimo centrocampista sia sicuramente giovane.
In avanti, i possibili partenti sono Dzeko, Perotti e molto probabilmente anche Schick, che oltre alle scadenti prestazioni sembra non avere instaurato particolari legami con la tifoseria.
Con una fotografia simile, chiunque decida di guidare questa squadra, dovrebbe esser consapevole che ci sarà una decisa rifondazione.
Di fronte a mancate certezze, ha ragione Ranieri a dire che sarebbe già un buon risultato piazzarsi nuovamente in EL per la prossima stagione.

Ci si chiede, a questo punto, perché questa rivoluzione non parta anche dai vertici, visto che questo fallimento ha avuto inizio proprio dalle scelte illogiche da parte della proprietà.
Detto questo, si tornerà a parlare della Roma al suo prossimo ritiro per la nuova stagione. Almeno, vedendo sulla carta chi siano DS e allenatore, ci si può fare un’idea su quali siano i prossimi obiettivi. Di certo, con la situazione attuale, c’è un chiaro ridimensionamento che solo a pensarci fa venire rabbia perché era evitabilissimo già dall’inizio della scorsa stagione.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.