Atletico Madrid - Roma, Champions League 2017-18, Perotti

Qualificazione rimandata

Tutto rimandato all’Olimpico, tra due settimane. Non è andata come si sperava al Wanda Metropolitano Estadium di Madrid. La Roma dopo un primo tempo discreto, ha dovuto alzare bandiera bianca  ad un Atletico Madrid più in forma, più voglioso e sicuramente più cattivo.
Di Francesco ha dovuto fare a meno di pilastri come Florenzi e De Rossi e ha come al solito ridisegnato tutta la corsia di destra, ormai un fatto risaputo.
Il primo tempo è stato segnato da alcuni lampi dei giallorossi che però non hanno mai concretizzato sotto porta. Partono dai piedi di Perotti e Kolarov le trame più interessanti. A fine primo tempo, la squadra cala e subisce anche un goal, ma viene graziata dall’arbitro per presunto fallo di mano. 
Nel secondo tempo, crolliamo vistosamente. I nostri non riescono più a tenere alta la squadra e la costruzione va ripetutamente in crisi con lanci insistiti nel nulla. L’Atletico ci prova più volte, mentre l’unica occasione nostra è stata creata da Nainggolan che con un cross a sorpresa stava per ingannare Oblak, ma la palla finisce sul palo. Male Gerson e Pellegrini. Male anche Bruno Peres, impreciso sin troppe volte negli appoggi. E’ proprio dalla sua zona che arriva il primo goal, ma gran parte del merito va dato all’Atletico per una bella azione di contropiede, portata poi con un cross dal fondo, in piena area, di Torreira e conclusa con una prodezza da parte di Griezmann in rovesciata. Di Francesco prova la carta della disperazione mettendo un 4-2-4 in campo, ma tutte le sue ambizioni vengono frantumate da una doppia ammonizione a Peres. Quasi inevitabile il secondo goal con un altro contropiede dove la Roma, con un uomo in meno, si è vista sin troppo lunga ed impreparata. Poi il fischio finale. Chelsea torna in testa a 10pt, Roma a 8, ATM a 6. L’ATM per passare deve fare l’impresa allo Stamford Bridge. Una sconfitta lo condannerebbe. Alla Roma il proprio destino, contro il Qarabag. Vincere toglie ogni preoccupazione, altrimenti bisogna stare a guardare il cartellone. Noi ci auguriamo che si entri con una mentalità più cattiva e cinica, ossia quella che abbiamo apprezzato in questi mesi.
Migliore in campo Fazio, che nonostante i due goal subiti ha salvato la difesa in un paio di situazioni e ha tra l’altro saputo tener testa al pressing asfissiante dell’ATM. Bene anche Manolas e Kolarov. Insufficiente Peres che poteva evitare l’espulsione, come anche l’ammonizione presa nel primo tempo. Non pervenuto Allisson che sui due goal non ha avuto colpe. Male Pellegrini, che ha sofferto totalmente il pressing, ma c’è da dire che lo stesso discorso vale sia per Gerson che per Bruno Peres. Buona prova per Perotti, l’unico che ha provato sempre a saltare l’uomo assieme a Kolarov. La vivacità della Roma si è vista solamente nelle loro zone. Discreto Gonalons che potrebbe essere davvero un giocatore prezioso se ai suoi passaggi quasi mai sbagliati aumentasse l’intensività e presenza in mezzo al campo. Sufficiente Dzeko che come al solito fa a sportellate. Non viene mai servito, troppo isolato e qualche volta è persino sceso per aiutare la squadra a centrocampo.
Sufficiente Di Francesco: lui avrebbe voluto di più, ma credo sapesse che la squadra avrebbe potuto subire un rilassamento a causa della sua posizione in classifica e poi per la notevole prestazione di Sabato scorso. Dalla conferenza pre-partita ha dato proprio l’idea che prevedesse più o meno quello che poi abbiamo visto tutti quanti. Un po’ folle quello di schierare il 4-2-4, a mio avviso, dopo aver subito l’1-0. La Roma soffriva a centrocampo e forse era meglio provare con un 3-4-3, considerando che davanti si ha pur sempre l’ATM che ha tanta esperienza e non è di certo una squadra di mezza classifica del nostro campionato. Sta di fatto che la squadra si è allungata e il rosso a Bruno Peres ne è stata una drammatica conseguenza. In dieci, poi, è inutile nemmeno commentare. Inutili le sostituzioni nel finale. Forse si poteva far qualcosa prima. Il sei sta per il fatto di aver comunque tenuto testa per 70 minuti combattendo anche con l’atteggiamento della squadra fin troppo compassato sulla propria metà campo. S’è visto poco di Di Francesco, ma questo a mio avviso è più colpa della squadra che dell’allenatore.
10 invece ai tifosi, che non hanno mai smesso di cantare, anzi per larghi tratti si sentivano più loro che i madrileni.

Ora la testa subito a Genova, dove ci aspetta un impegno importante che può darci l’opportunità di poter rubare qualche punticino alle nostre rivali al vertice e di dimenticare che questa brutta serata. A questo giro, vietato sbagliare.

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.