Red Dead Redemption 2

Recensione RDR 2

Ho impiegato praticamente 10 giorni per completare il gioco. Sono più o meno all’80% del completamento totale, cioè avrei da fare il restante che è dettato da missioni secondarie che farò con più calma. Non parliamo del tempo per scrivere questa recensione, che ho dovuto preparare in più parti per evidenti motivi di organizzazione e tempo. Evitando di spoilerare RDR 2, eccoci al quadro completo di questo fantastico capolavoro della Rockstar Games. Ho persino fatto degli screenshot perché la fotografia di questo gioco è davvero fantastica!

TramaRDR 2 ripercorre il passato di alcuni personaggi nella prima serie di Red Dead Redemption, che aveva come protagonista John Marston. In questa, invece, il protagonista è Arthur Morgan. La storia è collocata nel 1899. Fallito un colpo nella cittadina di Blackwater, Dutch Van Der Linde e la sua banda sono obbligati sfuggire dalla “legge” e a nascondersi tra le montagne della Big Valley, nel nord ovest del territorio americano. Per poter ottenere i fondi per la fuga e il mantenimento di tutti i componenti, Dutch e la banda rapinano un treno del magnate petrolifero Leviticus Cornwall. Tale mossa comporterà una risposta immediata di Cornwall che ingaggerà la “Pinkerton Detective Agency”, gestita da due agenti, Andrew Milton ed Edgard Ross, i quali impiegheranno sul campo una quantità immane di uomini della milizia per tentare di catturare la gang di criminali. Le scelte di Dutch, alcune delle quali viste discutibili da una parte del gruppo della gang, provocheranno inevitabilmente degli squilibri che segneranno il destino di tutti i membri.

Senza spoilerare il resto di questo capolavoro, ecco i personaggi più importanti della storia:

Arthur Morgan: il nostro protagonista. Accolto a soli 11 anni da Dutch, dopo aver perso il padre che è stato arrestato, Arthur cresce con la filosofia di Dutch, concependo la libertà come un diritto inviolabile e vedendo la burocrazia e il governo come forme ostili ai suoi principi. E’ spietato. Ha poche morali sulla vita. Lui agisce perché è convinto di offrire un mondo migliore e segue come il Vangelo le regole apprese da Dutch. La sua esistenza è dedita alla banda ed è un tipo solitario e temuto dal resto della gang, ma non da Dutch che in lui crede ciecamente. Col passare del tempo però le cose cambiano, a partire dalla sua salute che sarà segnata da una grave tubercolosi, e questo lo cambierà anche con gli altri, aprendosi di più ai suoi membri e mostrando un lato umano soprattutto con la famiglia di John Martson e la vedova Sadie Adler. Il suo cambiamento però non è ben visto da alcuni dei suoi membri, compreso Dutch. Tra i due nasceranno sospetti e questo porterà Arthur a capire molte cose sull’uomo che lo ha praticamente adottato e cresciuto. 

Dutch
: personaggio centrale perché il capo della gang. Idealista, conservatore, mediatore e nostalgico di un’epoca ormai in declino. Grande comunicatore, lui riesce a convincere gli altri che i suoi ideali sono migliori di quelli offerti dallo Stato. Ruba ai ricchi per dare ai poveri. E’ convinto di fare del bene, mentre il governo non è giusto perché sopprime la libertà e impone regole che non migliorano le condizioni economiche del paese. Spietato quanto basta con chi fiancheggia la burocrazia, il governo, la legge. Ostile alla tecnologia e al moderno. Non si rassegna a inseguire i suoi sogni. In seguito, si convincerà che quello che cerca è impossibile e che il cerchio si sta stringendo sempre più sulla sua gang, motivo per cui la fuga per mantenere anche viva la sua credibilità sembra l’unica via risolutiva. Il suo modo di vedere la vita è utopia. Cade spesso nella contraddizione. Non vuole regole, ma metà degli incassi che ogni singolo membro riesce ad ottenere coi lavori o compiendo rapine, deve finire obbligatoriamente nella cassa comune: un po’ come le tasse. Quando iniziano a sorgere le prime fragilità nel gruppo, Dutch si trasformerà in quello che in tanti non avrebbero mai creduto. Il suo personaggio, comunque, resta il più interessante di tutta la storia perché rappresenta di fatto l’altra faccia della medaglia della libertà. I dialoghi con Arthur e gli altri membri, il suo modo di gestire le situazioni e l’organizzazione del gruppo, fanno poi riflettere sulle reali dinamiche e conflitti politico-sociali di quell’epoca.

John Marston: protagonista secondario. Legato con la promessa sposa ed ex prostituta Abigail e il figlio John, tutti personaggi di cui conosciamo le sorti nella prima serie di cui lui è il protagonista e chiaramente all’epilogo torneremo ad averlo in mano. Inizialmente viene presentato come una testa calda, irresponsabile, che dà problemi. Non visto positivamente nemmeno dal nostro protagonista Arthur Morgan che mostra insofferenze ai suoi comportamenti, come lo dimostrano alcuni dialoghi con Dutch, che al contrario gli vuole bene come un figlio perché lo ha praticamente adottato quand’era ragazzino. Le preoccupazioni di Arthur arrivano persino a consigliare ad Abigail di mettere in riga il suo fidanzato perché deve pensare alla famiglia e forse è meglio sia per loro che per la gang di costruirsi una vita altrove. Abigail ha avuto relazioni con quasi tutti i membri, ma si è innamorata solo di John e continuerà a restare al suo fianco incondizionatamente, capendo comunque le preoccupazioni di Arthur e cercando di fare pressioni al suo uomo. Lo stesso John, dopo essere stato salvato da Arthur, inizierà a vederlo in maniera diversa, più positiva. Il legame si consoliderà soprattutto dopo la liberazione del figlio Jack. 
John è l’unico a non andare a prostitute. Per quanto sia lodevole il tentativo della sua amante di trasformarlo in un uomo civile, in più di un dialogo confessa che le origini non si possono rinnegare e che il suo passato da criminale resterà indelebile, pur cambiando nome o stile di vita. La conflittualità tra i sentimenti per Abigail e il legame che nutre per Dutch lo porteranno poi a percorrere delle scelte che segneranno il suo ruolo di protagonista non solo nell’epilogo, ma anche nella prima serie di RDR.

Sadie: la bionda ragazza accolta dalla gang con la vita letteralmente distrutta da un assalto della gang O’Driscoll, che le ha portato via il marito e tutto ciò che aveva. Dallo shock subito, la donna cambierà radicalmente e diventerà dura e spietata, sposando dunque a pieno la filosofia criminale della gang di Dutch e decidendo di restarci. Crescerà in lei la voglia di vendicare il marito e combatterà per sempre le ingiustizie a costo della sua vita. Nonostante abbia adottato una mentalità criminale, mostrandosi aggressiva, spavalda e senza grossi timori negli scontri a fuoco, Sadie conserva un lato umano e un senso di giustizia di cui non riuscirà mai a staccarsi totalmente. Col passare del tempo, stringerà un legame sempre più solido con Arthur Morgan, al quale confesserà di vederlo come il migliore amico in una gang di stupidi. Questo suo avvicinamento ad Arthur Morgan susciterà sospetti e gelosie all’interno della gang. Il suo personaggio emergerà soprattutto nel finale e si scopriranno doti da pistolera non indifferenti. Nell’epilogo sarà la coprotagonista che fiancheggerà John Martson fino alla fine. 

Micah Bell: fedelissimo di Dutch. Un sicario imprevedibile. Nel percorso del gioco si mostra sempre al suo fianco, pur essendo caratterialmente un anarchico spietato. Tra quelli del gruppo è senza dubbio quello più crudele. Razzista, omofobo e maschilista, non fa distinzione per nessuno. Se c’è da uccidere, non si fa problemi. E’ un personaggio che risulterà centrale negli squilibri del gruppo. Parteciperà a tutte le rapine.  

Charles Smith: metà di origine afro-americana, personaggio carismatico che gode di maggiori simpatie all’interno della gang. Imbattibile nei combattimenti fisici. Sarà noto per la sua fedeltà e pacatezza. Sarà un altro protagonista nell’epilogo.

Hosea Matthews: braccio destro di Dutch, Hosea è il più anziano del gruppo e anche il più rispettato. Finché c’è lui, Dutch non sbaglia un colpo. La sua presenza fonde sicurezza negli altri membri, che lo cercano spesso e in un certo senso fa da tampone a tutte le strategie illogiche o deleterie per il gruppo.

Susan Grimshaw: è un altro personaggio importante all’interno della gang, determinante nello stabilire gli equilibri.
E’ la più anziana. Abituata al benessere, è quella più ostile a vivere da fuggitiva. E’ però allo stesso tempo quella più pragmatica e schietta. Approva le regole di Dutch, ma pretende una vita migliore. Vuole uscire dalla fuga ed è disposta a tutto. Non bada alle chiacchiere. Lei è quella che si occupa maggiormente delle faccende amministrative all’interno del gruppo ed è un punto di riferimento delle altre donne.

Molly O’Shea: è l’affascinante donna di cui Dutch sembra esser particolarmente attratto. La relazione va però in netto contrasto tra interessi e conflittualità sia fuori che dentro il gruppo e questo la renderà centrale perché dai suoi comportamenti si mettono in moto le questioni più spinose della gang sull’onestà, fedeltà e tradimenti.

Javier Escuella: nome che conosciamo bene perché presente anche nella prima serie di RDR. E’ un altro fedelissimo di Dutch. Pistolero messicano. La sua stima per Dutch lo porta a commettere numerosi crimini, tanto da esser partecipe in quasi tutte le missioni più importanti. Poi, quando le cose si mettono male con Dutch, sarà tra i primi ad uscire dal gruppo. Questo spiega perché fosse uno dei protagonisti ricercati dalla polizia nella prima serie di RDR.

Le relazioni con alcuni di questi personaggi elencati diventano più solide se il nostro Arthur accetta di fare attività secondarie con ciascuno di essi, oppure portando soldi alla cassa comune per accrescere l’accampamento, acquistando dunque per tutti delle utilità, cibo, medicine e altro. Il finale, che non voglio ‘spoilerare’, anche se in rete si trova già di tutto, ha una conclusione che può contenere due scene diverse. Nulla però condizionerà le sorti di tutto il resto e l’epilogo, in cui RG tornerà a tracciare la vita di John Martson, che come scritto precedentemente, è il protagonista della prima serie di Red Dead Redemption. Avendolo concluso, posso assicurare che la storia tanto è fatta bene che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine, con dei colpi di scena incredibili.  Si tratta della bellezza di 107 missioni. Vi consiglio caldamente di evitare di cercare glitch o cose simili perché sarà del tutto inutile ai fini del percorso. Rispettate l’evoluzione del gioco e vi garberà ugualmente. Vedere cretini che suggeriscono “soldi infiniti” in un gioco dove alla base c’è l’esplorazione e l’azione (il possesso, differentemente da GTA V è un aspetto secondario), può purtroppo rovinarvi l’esperienza, svelandovi dettagli o demolendo la naturale crescita del personaggio che al contrario avreste voluto scoprire da soli.

Missioni secondarie: la mappa è immensa e va esplorata gradualmente, percorrendo zone non ancora visibili. Si può ampliarla andando sulle montagne più alte e lasciando riposare il giocatore alla cima. In questa maniera, coprirete l’intero territorio (c’è una foto sulla neve che vi dovrebbe aiutare a comprendere).
Finita la missione principale, si potrà visitare la cittadina di Blackwater, presente anche nella prima serie. Andando verso il sud, lato occidente, scopriremo parte della mappa già presente nella prima serie di RDR, con la differenza di vivere situazioni che precedono le guerre civili. In questa mappa non sarà possibile evadere dal territorio americano.

La Mappa
Come scritto sopra, è immensa e ben dettagliata. RG ha cercato di renderla quanto più possibile simile a quella del territorio degli USA. A poli opposti (Nord-est – Sud Ovest) ci si può impiegare realmente col cavallo una mezz’oretta. Gli spostamenti possono esser ridotti in termini di tempo utilizzando le carrozze coi cocchieri, dislocati in quasi tutte le cittadine o villaggi, oppure sfruttando il treno laddove sia possibile prenderlo. Raggiunti i luoghi, grazie al cielo, c’è sempre il nostro cavallo che è a disposizione per percorrere l’ultimo miglio.
I 92 gb del gioco (almeno su PS4) dipendono molto da questo aspetto. Non è la mappa di GTA V. I dettagli son nettamente superiori. Ci sono molti edifici da visitare e che sono aperti anche quando non c’è una missione da svolgere. C’è una vastità copiosa di animali e di vegetazione che popolano la mappa. Il tempo è dinamico. Troveremo temporali, nebbie, tempeste di sabbia, nevicate o giornate di sole. Il tutto è accompagnato da una temperatura che va di pari passo con il contesto in cui ci troviamo: si può arrivare a vivere i – 15 raggiungendo le vette della montagna innevata, fino a 30° affrontando il deserto. Rockstar Games non ha lasciato nulla al caso. A 1080p di definizione non mi è possibile dare un giudizio attento sulla texture. Gli alberi e l’acqua sembrano un po’ impastati a questa risoluzione e i movimenti non sono totalmente fluidi, ma vien da sé che se decidessero di realizzare una versione per PC, RDR 2 potrebbe raggiungere con schede grafiche adeguate una definizione e un dettaglio non lontano dalla realtà. Le modding applicate sulla storia di GTA V per PC hanno insegnato quanto potenziale di miglioramento può esser applicato su un gioco, sempre che il nostro pc sia in grado di supportare risoluzioni e dettagli maggiori. Resta comunque una delle mappe più avvincenti nel mondo dei videogames, superando persino quella di GTA V, che dal canto suo forse offriva più specie di animali acquatici, che però non vengono specificati. Anche il clima rispecchia in gran parte la realtà del paese americano, rendendo ancora più impressionante la cura ai dettagli. La mappa confina a occidente e a nord con le montagne, mentre a est e a sud troveremo il mare che sarà possibile navigarlo solo in canoa.

Contesto storico-sociale
Siamo in quel ventennio a cavallo del XX secolo, tra il 1890-1910. Gli USA stanno vivendo l’industrializzazione e il colonialismo. E’ in atto un processo inarrestabile di modernizzazione e di urbanizzazione. Le problematiche principali sono quelle di gestire un territorio con un tessuto sociale ben stratificato nel suo interno. Regnano ancora il caos, la povertà e l’anarchia nelle zone rurali. L’ordine, visto nel gioco come “La Legge”, fa fatica ad entrare in un territorio che non ha mai visto la civiltà e la burocrazia. I nativi fanno a fatica a riconoscere la proprietà privata: la storia principale è un continuo conflitto tra l’ordine e l’anarchia. RG rende i fuorilegge come una sorta di razza destinata all’estinzione, i pellerossa ormai confinati nei loro territori e isolati perché pericolosi, dopo sanguinose battaglie che li hanno visti decimati. Nello stesso periodo, gli USA stavano sperimentando la loro potenza coloniale con la Marina e l’impiego di risorse militari talmente è illimitato che i nostri protagonisti di RDR2 saranno costretti dopo diversi conflitti a fuoco a scappare ripetutamente tra le montagne e poi nelle foreste.
In questo periodo c’è la crescita del movimento progressista, volto a combattere i boss politici, le mafie locali e gli industriali corrotti. Il movimento fece breccia nella vita politica americana perché era l’unico realmente vicino al popolo, denunciando situazioni allarmanti sulle condizioni lavorative della classe operaia, con orari massacranti ed esposti a rischi di salute gravi. Il movimento richiedeva una regolamentazione sugli orari, un minimo salariale e di alzare i limiti di età per l’accesso al mondo lavorativo, dal momento che lo sfruttamento minorile, come anche quello delle donne e degli immigrati, era ben diffuso. Non sarà infatti passato inosservato nelle nostre esplorazioni sulla mappa di RDR 2 come lo sfruttamento di immigrati e di donne sia una costante immagine che incontriamo soprattutto nei terreni comandati da famiglie potenti e criminali.
La RG evidenzia in una scena della storia principale una manifestazione delle donne richiedenti il diritto di voto e appoggiate per l’appunto da questo movimento (Arthur Morgan si presterà ad aiutarle). Il disagio sociale di queste lo ritroveremo evidenziato molto spesso anche nei dialoghi all’interno della gang. La voglia di evadere dalla monotonia e da una condizione di inferiorità è una costante nella trama del gioco. Anche il ruolo della donna nelle sfera privata non va mai oltre le faccende domestiche o lavori agricoli. Nella comunità di Arthur Morgan, le donne son quasi sempre all’accampamento, dedite alla vita agricola, ma capiterà anche che vengano portate nei bordelli per fare cassa e aiutare la gang. Niente immagini esplicite, ma basta capire come la loro condizione di inferiorità sia purtroppo ben evidenziata.
Spostandoci verso sud ovest,  troviamo una situazione sociale ancor più allarmante e ai limiti del senso civico. Carestia, fame, anarchia e organizzazioni criminali in contrasto con la polizia locale, ancora orfana di un vero sostegno da parte del governo. Si nota la presenza dominante di messicani (identificati in lingua spagnola) e della loro condizione a livelli estremi di povertà. RG non si risparmia nemmeno nel fotografare la cruda realtà di un’epidemia che viene combattuta bruciando i cadaveri coinvolti.
Insomma, RDR2 è un PEGI 18 a tutti gli effetti e di conseguenza non sarebbe adatto alla visione dei bambini. Premesso questo, RG ha fatto un vero e proprio capolavoro. Non ricordo così tanta cura ai dettagli in un gioco open-world. Sembra quasi che esista un mondo parallelo a prescindere dalle nostre azioni. Al di là dell’aspetto ludico, c’è una vera e propria base riflessiva sul percorso storico di quell’epoca che merita solo applausi per come sia stato trattato in maniera assolutamente oggettiva. Tutto è lasciato come se fosse in una fotografia e sta a noi farci un’idea di quello che è stato vissuto in quegli anni.

Esperienza di gioco

RDR2 eredita di fatto quasi le stesse funzionalità di GTA V. C’è la solita ruota delle armi, che ora riguarda anche gli oggetti e il cavallo. L’interazione col cavallo è un’esperienza del tutto innovativa, così come quella degli oggetti. In pratica, è come se tutte le opzioni extra, che erano poste nel menu interazioni su GTA V, ora siano state volutamente spostate tutte nella ruota. A parer personale, la gestione si è maggiormente semplificata, anche se c’è qualche tasto multifunzione che ci fa fare cose che in realtà non volevamo fare. Forse è l’unico aspetto migliorabile.
Viene ereditato anche il dead eye, abilità del personaggio che provoca un rallentamento della scena quando dobbiamo colpire i nemici. In questa maniera, entro un breve arco di tempo, possiamo colpire più persone. Quest’abilità è la stessa di Trevor in GTA V, con la differenza che qui per recuperare la suddetta abilità, sarà necessario interagire con cibi rubati o prodotti acquistabili negli store visibili sulla mappa.
Troviamo inoltre decine e decine di tipi di cavalli che hanno abilità diverse tra loro. Il migliore, a detta della comunità, è il cavallo arabo. Testato personalmente ed effettivamente ha una resistenza maggiore degli altri, che al contrario di questo hanno un costo economico o si possono trovare in giro, ma RG comunque non dà nulla per scontato e se per qualcuno la priorità è andare più veloce col cavallo, c’è chi  sostiene invece che i cavalli da guerra, come quello turco, siano i meno strizzoni agli attacchi dei nemici, agli spari o agli agguati di animali selvatici come gli orsi, coccodrilli, puma e lupi. Inoltre risultano più resistenti quando sono coinvolti in incidenti gravi o colpiti dalle pallottole.
Le stalle dei nostri cavalli (ne possiamo salvare massimo quattro) sono molto simili alle officine di GTA V, con quei menu dove è possibile personalizzare la sella e tanto altro sul nostro fedelissimo cavallo. E’ facile ipotizzare che nella prossima realtà del multiplayer, gran parte delle spese degli utenti si concentrino per l’appunto sull’acquisto dei cavalli e le personalizzazioni su di essi. E temo, personalmente, che costeranno anche tanto rispetto al sistema dei guadagni (come in GTA online).

Ereditata, stavolta da GTA online, la taglia sulla nostra testa se commettiamo reati, con l’unica differenza che qui si ha una taglia perenne confinata nello Stato in cui è stato commesso: o si paga la quota per tornare puliti, oppure si rimarrà sotto traccia costante sia dalle autorità locali che dai cacciatori di taglie. Inoltre, stando con la fedina sporca, non si potranno svolgere alcune attività come per l’appunto la caccia alle taglie, gli spostamenti con la carrozza e i treni, e andare in biglietteria.
Più reati si commettono e più la taglia sulla nostra testa sale. Più sale il prezzo e più cacciatori ci daranno la caccia. Per mettere fine a tutto ciò, bisogna pagare la taglia, altrimenti uscire dalla giurisdizione dello Stato interessato.
Le interazioni con altri personaggi hanno un background non diverso da GTA V, ma si possono fare molte più cose: come catturare i cavalli con la corda, praticare la pesca, svolgere compiti alla fattoria, scuoiare gli animali catturati e caricarli sul cavallo, derubare la gente, rapinarla, rivoltare il fucile verso l’alto per intimidire, creare accampamenti o costruire pallottole speciali, alloggiare, mangiare e dormire e tanto altro. Insomma, di novità ce ne sono davvero tante e superano di gran lunga quello visto su GTA V. Le armi vanno mantenute affinché abbiano la stessa letalità nel corso del tempo. Non bastano solamente le personalizzazioni a renderle efficaci, come al contrario avviene su GTA V.
Anche il sistema economico è ben curato e vicino alla realtà di allora. L’interazione non riguarda la sola moneta o banconota, ma anche gli oggetti rubati o trovati hanno un valore. Tutto si può comprare o vendere, tranne le armi. E’ possibile anche donare soldi a chi fa elemosina. Abbiamo anche l’abilità di poter guidare un treno e rapinare i vagoni. 
L’unica abilità in meno rispetto a GTA V riguarda l’incapacità del nostro personaggio di saper nuotare, ma può sempre tuffarsi. Non guida più le barche, ma può remare una canoa. E’ probabile che la mancanza di questa skill sia voluta per rendere la mappa coi confini più realistici possibili: se da una parte c’è la catena montuosa invalicabile, dall’altra c’è il mare che fa da barriera. E’ possibile sfruttare il cavallo per piccole traversate. Qualora si riuscisse a superare il mare e arrivare alla costa opposta, ci saranno sempre queste montagne a rendere impossibile una via di fuga. Tutto è stato lavorato ai minimi dettagli. 

Conclusioni personali
Sono stato sin da ragazzino appassionato a tutto ciò che ha realizzato la RG su console Playstation (GTA V l’ho preso anche per PC, in realtà) e non mi ha mai stancato rispetto a tutte le altre case di produzione. E’ ormai l’unico brand del settore che seguo fedelmente non solo per un discorso di gioco “open-world”, ma anche perché rispetta fedelmente la realtà. Premesso quindi questo, per me Red Dead Redemption 2 è un vero e proprio capolavoro. Definirlo gioco è riduttivo. Include quanto di buono fatto dalla RG in passato coi suoi prodotti realizzati. Non gli ho ancora trovato difetti, anche se mi piacerebbe vedere una versione su PC per vedere cosa possa regalare questo gioco con una grafica ancora più spinta nei particolari. Pur non avendo lo stesso impatto di immagine che al contrario ha il mondo di GTA V, son sicuro che questo gioco resterà tra i più belli in assoluto. Anzi, è bene dire che senza GTA V forse RDR 2 non sarebbe arrivato ad esser così bello. Non ho mai visto in un gioco così tanti dettagli fedeli alla realtà dell’epoca. Quanto alla storia principale, non è per niente scontata e i dialoghi fanno riflettere abbastanza per capire come fosse quantomai complesso sopravvivere in un’epoca dove il bene e il male erano in pieno conflitto anche nei tessuti più alti della società. Il contesto sociale poi è un altro capolavoro fotografico. Io che faccio il fotografo perdo molto spesso tempo a fare gli screenshot o scattare foto (il nostro personaggio può farlo condividendo le immagini nella comunità del Social Club, così come era possibile su GTA V). Confido in un aggiornamento che includa il video-editor: personalmente, quando lo rilasciarono su GTA V, l’ho trovato meraviglioso per immortalare istanti nelle scene. Non posso esprimermi invece sulla creazione di video perché non ho mai avuto tanto tempo da starci dietro. 

Il gioco scorre piacevolmente. Non stressa e la trama insegna tante cose. Non è però indicato ai bambini. Ci sono immagini violente e il linguaggio è crudo quanto basta per capire che RG non vuole censurare nulla di quanto si viveva in quel periodo. Rockstar prosegue la scelta di produrre i suoi giochi lasciandoli in lingua originale e sottotitolati, ma io sono dell’idea che anche noi abbiamo grandissimi doppiatori in grado di rendere questo capolavoro ludico ancor più entusiasmante poiché da una parte la lingua parlata è quella americana e non è affatto facile comprenderla come quella inglese e dall’altra c’è la difficoltà di tradurre mentre si sta compiendo una missione: se è vero che in italiano si rischia di perdere il fascino dei dialetti del posto, dall’altra però le scene si dovrebbero comprendere meglio. A maggior ragione dico questo perché la realtà americana dell’epoca è narrata moltissimo anche nei dialoghi. C’è tanta cura anche su quest’aspetto che saltarli è come castrare il significato di questo gioco.
Il mio voto è 10 e lode. Raro che mi spinga a così tanto. In genere sono molto più critico, ma non in questo caso. Non si può pretendere di più, almeno fino ad oggi. RDR2 monta il motore perfetto di GTA V, che ha segnato la storia dei videogiochi, a cui sono stati aggiunti svariati giga di dettagli e migliorie che lo rendono di fatto persino superiore. Il costo di 80 euro alla fine li vale tutti. Se si è poi amanti del Fair West, beh, nemmeno c’è da scriverci un post per consigliarlo. Ovviamente il mio suggerimento è rivolto ad un pubblico adulto. 

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.