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Roma, è quinto posto

Siamo ormai alla chiusura di questo campionato assurdo. Devo dire che queste partite non le ho seguite come avrei dovuto perché il calcio senza pubblico è uno sport senz’anima e di fronte ai danni vissuti da questo Coronavirus, il mio pensiero purtroppo è andato ben oltre il tifo. Ha fatto una certa impressione vedere gli stadi vuoti, con l’agonismo lasciato a se stesso, senza l’incitamento del tifoso. Insomma, è una fotografia del tutto inaudita e triste di questo bellissimo sport, che per esigenze economiche, è dovuto andare avanti, nonostante i rischi e la situazione di emergenza mondiale che non cessa a circolare nel pianeta.
Avevamo lasciato il campionato, prima della quarantena del Coronavirus, con la Juve in testa e la Lazio a qualche misura sotto. Sembrava che fosse una corsa a due, ma in realtà le carte cambiano eccome quando gli stadi diventano neutri, senza nessun tifoso, e soprattutto si deve giocare tre partite in 7 giorni. Si azzerano quindi le differenze delle partite casalinghe e pesano notevolmente le prestazioni dei giocatori, costretti a correre senza una pausa, durante l’estate. E di fatto, ad eccezione dell’Atalanta, tutte le squadre hanno lasciato parecchi punti, compresi noi, che da essere a 3 punti dall’Atalanta, siam finiti oltre i 10.
La Juve ha giovato senza dubbio di quest’andamento, forte di una rosa molto più lunga, laureandosi campione d’Italia, per la nona volta di fila, a tre partite dal termine. La Lazio ha praticamente perso il ritmo a 7 partite dalla fine, facendosi riprendere dall’Inter e dall’Atalanta, che ha avuto un ritmo impressionante e che ha fatto più punti di tutti dopo il Coronavirus. Sta di fatto che la corsa per il secondo posto si decide proprio con lo scontro diretto tra la Dea e l’Inter. In caso di pareggio, potrebbe approfittarne la Lazio, se passasse a Napoli.
Noi siamo forti del 5 posto, anche se ci siamo complicati la vita nel riavvio dopo la quarantena: dai tre punti sotto all’Atalanta, siamo finiti sotto di oltre 10 punti dalla quarta. Fonseca ha collezionato il record di sconfitte nella gestione americana e ha rischiato di farsi riprendere persino dal Napoli e Milan, che erano a ben oltre dieci punti sotto prima dell’interruzione, con l’aggravante anche di perdere gli scontri diretti con le interessate. Fortunatamente la Roma si è ripresa nelle ultime uscite, consentendoci di conservare il quinto posto e l’accesso diretto in Uefa League. Al Milan spettano i preliminari, mentre il Napoli accede alla UEFA dalla Coppa Italia.
In fondo alla classifica, per la zona salvezza, tutto in discussione solo per Lecce e Genoa, con la prima che ospita il Parma e la seconda il Verona. Il Lecce è obbligato a vincere, stando un punto sotto e avendo un pareggio e una sconfitta negli scontri diretti. Al Genoa basterebbe vincere. Entrambi hanno davanti avversarie che non hanno nulla da perdere, proiettate ormai per andare in ferie. Nulla da fare invece per le già retrocesse Brescia e Spal.

Torniamo quindi a noi.
Il quinto posto è un mezzo fallimento. Dico mezzo perché la squadra presenta una retroguardia assolutamente da rivedere, un allenatore che ha incontrato non poche difficoltà nel creare un gruppo e uno stile di gioco, con l’aggravante di una situazione societaria alle prese col passaggio di proprietà. La Roma doveva passare in mano a Friedkin durante l’inverno, ma il Coronavirus ha rimesso in discussioni le valutazioni del club, tuttora non ben definite rispetto a prima che si stimavano essere intorno ai 700mln di euro.
Per quanto concerne la difesa, male Pau Lopez, pagato ben trenta milioni e andato sotto le aspettative. Uniche note positive sono il prestito di Smalling, sul quale si spera che la Roma riscatti il suo cartellino; bene anche Ibanez che non ha steccato nemmeno una partita, pur essendo al primo anno di esperienza; da rivedere Mancini che in alcune situazioni è sembrato ancora acerbo. Va meglio sicuramente in impostazione. Non male Kolarov, al centro della difesa, anche se in marcatura soffre non poco soprattutto le palle aeree. Bocciati Fazio e Jesus, ormai destinati ad esser venduti. Incognita Cetin, che pur non essendo andato malissimo, sembra non rientrare nelle idee di Fonseca con la difesa a tre, quindi è probabile che vada a fare esperienza altrove. Con una situazione simile, è molto probabile vedere ben tre centrali nuovi nella prossima stagione. Di che livello siano non è dato saperlo, ma ne servirebbe uno con esperienza, se si vuole sperare di tenere il passo dei club sopra di noi.
La gestione dei terzini è stata un disastro. Soltanto ponendo la difesa a tre, Fonseca è riuscito a tamponare le evidenti lacune dei giocatori a sua disposizione in fase difensiva. Ed ecco che con questo 3-5-2 si riscoprono come valori aggiunti giocatori che fino a qualche mese fa erano considerati bidoni: Spinazzola e Bruno Peres (ripreso casualmente). Discutibile il fatto che si sia mandato Florenzi al Valencia coi giocatori contati (non dimentichiamoci degli oltre quindici infortuni in mezza stagione). Forse con questo modulo si sarebbe trovato di gran lunga a suo agio, viste le caratteristiche; Non valutabile Zappacosta, complice l’infortunio che gli ha praticamente condizionato il campionato; prossimo alla cessione anche Santon, che con questo modulo non ha più spazio e nessuno l’ha più visto.
Restando in tema di esterni, bocciati Kluivert e Under: troppo discontinui e dopo due anni ci si aspettava un qualcosina di più. Troppo innamorati della palla e poco inclini a partecipare alle trame offensive. Morale della favola, entrambi i giocatori hanno veramente scarseggiato in finalizzazione. Parte delle partite perse dalla Roma sono causate proprio dalle grosse difficoltà di andare sotto porta. Altra musica con Perez e Mkhitaryan, i quali hanno dato un sostanziale contributo soprattutto nella parte finale del campionato. L’armeno praticamente è il capocannoniere della Roma. Il primo, complice il poco tempo per ambientarsi ed allenarsi, ha dimostrato comunque di avere buone doti. Se abbiamo aspettato Kluivert e Under per due anni, non vedo perché non si possa fare lo stesso con questo ragazzo.
Destinato a lasciare la Roma è Perotti: con l’arrivo di Pedro dal Chelsea, è ormai certo che sia lui a lasciare il club. Un doveroso grazie va comunque fatto perché ha contribuito nel suo piccolo a regalarci tante soddisfazioni in queste stagioni.
Note positive solo da Zaniolo, sul quale tutto l’ambiente spera vivamente in una sua conferma anche nella prossima stagione. Pur subendo un grave infortunio, quando è tornato in campo, ha dimostrato di non aver mai perso la sua forza e la classe cristallina. Bisogna ripartire proprio da lui!

Per quanto concerne il centrocampo, note positive solo da Veretout e Diawara, altalenante Pellegrini, mentre male Cristante e Pastore. Da rivedere Villar che come Perez non ha avuto spazio e continuità per dimostrare le sue doti.

Sul reparto centrale di attacco, Dzeko continua ad essere una certezza: preghiamo vivamente che rimanga al “centro del villaggio” anche per la prossima stagione; bocciato invece Kalinic: troppo discontinuo e di poco aiuto alla causa giallorossa. Quando manca Dzeko, la Roma ha avuto seri problemi in fase offensiva.

Fonseca: se si bocciasse quest’allenatore, allora siamo noi che ci illudiamo con poco. Viene preso dopo che la proprietà ha preso otto “pali” da altri allenatori. Si arrangia con quello che Petrachi gli serve sul piatto. Lui, che non solo ama attaccare, ma anche avere una squadra che corre e che si sacrifica, trova dei terzini inadeguati a questo scopo. La squadra parte a stento, con troppa anarchia a partire dagli esterni che non contribuiscono quasi mai a rendere la squadra prolifica sotto porta. Dzeko praticamente è stato il suo salvagente e forse possiamo anche dire che sia stato il migliore dei nostri in questa stagione.
Nonostante tutto, la Roma sembra riprendersi nel periodo natalizio, per poi ri-precipitare dopo le feste a causa delle continue voci sulla cessione della proprietà. Poi arriva il Covid e da qui inizia un periodo davvero nero: la Roma che lottava fino a quel momento per il quarto posto, inanella una serie di prestazioni a dir poco imbarazzanti, che l’hanno messa a rischio anche per il posto in Uefa League. Con l’addio di Petrachi, in collisione aperta con James Pallotta, si ritrova a gestire lo spogliatoio da solo, con una lista di giocatori che farebbero le valigie volentieri anche domani per abbracciare progetti più seri e solidi. Nonostante ciò, riesce a trovare un equilibrio alla squadra schierando la difesa a tre e spostando gli esterni bassi più alti. Così facendo, ritrova stabilità e continuità di risultati, che gli hanno permesso alla sua squadra di tenere saldo il quinto posto. Detto questo, a mio avviso ha fatto un mezzo miracolo. Mezzo perché comunque da certi giocatori si sperava che riuscisse a valorizzarli di più: penso soprattutto a Under e Kluivert. Discutibili anche alcune sostituzioni in alcune partite che non sto qui ad elencare.
Diventa dunque inevitabile dare al portoghese un sei diplomatico: ha salvato il salvabile e non è facile considerando la pessima gestione societaria, il mercato insufficiente di Petrachi e guardando anche sul piatto di altri club che pur stando meglio attualmente di noi, son riusciti a fare peggio: penso al Napoli e Milan.
Poi, restiamo coi piedi per terra perché la stagione non è ancora terminata: Fonseca ha da giocarsi la carta della Uefa League, quindi aspettiamo l’esito di questa competizione per dare un giudizio finale.

Conclusioni: premesso per l’appunto che manca ancora la UEFA League per terminare la stagione, al momento riesce difficile a chiunque fare una valutazione serena, con un passaggio di proprietà (o stando in vendita) in atto. E’ innegabile che io, come tutti i tifosi romanisti, siamo arrabbiati e delusi da questa proprietà, ma è anche vero che questa stagione forse è quella meno valutabile per i motivi di cui sopra.
Mi è più facile “scagliarmi” contro la proprietà per ovvie ragioni. La squadra è quella che è, con un gruppo ancora da formare del tutto. E’ stata totalmente rivoluzionata e chiaramente indebolita nel corso di questi due anni. Mancano ancora dei perni validi perché possa tornare quantomeno a combattere per le prime posizioni e non si sa nemmeno quale programma ci sia per la prossima stagione: ci rinforzeremo o ci saranno ulteriori ridimensionamenti, visto i crescenti debiti che la gestione di Pallotta ha continuato ad accumulare in questa stagione?
Senza nemmeno capire chi siamo veramente e che progetto si cela nei programmi della Roma del futuro, confesso che è difficile valutare il nostro presente. Abbiamo senza dubbio un potenziale maggiore, ma mi pare di capire che non lo sfrutteremo mai finché ci sarà l’attuale Presidente, che ormai latita da Roma da più di due anni.



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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.

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