Seconda maturità…

Con molto piacere scopro di aver compiuto proprio oggi la seconda maturità (19+19). Essendo bi-bocciato e con un solo anno recuperato, i calcoli non sbagliano: il 7 Luglio del 2000, si chiuse la mia maturità e con essa una parentesi scolastica durata 14 anni. La maturità è stata tragi-comica, nel vero senso della parola. Mi ero distrutto la media del 7 facendo un pessimo esame. La seconda prova invece fu un dramma. Uno schifo totale. Fosse andata bene, chiudevo con 70 e invece… mi son dovuto accontentare del 60.
Bei tempi, quelli. A distanza di 20 anni rimpiango la leggerezza di come si vivevano le giornate, spartite tra i libri, amici, famiglia e ragazza di allora. Ero più magro e sicuramente più attivo, viveur e pieno di sogni. Ero circondato da persone che mi amavano, che solo il tempo poteva togliermi. Mi piacerebbe tornare in quella scuola, fare magari anche qualche foto con la mia reflex. Vorrei sentire tutte le sensazioni possibili dopo vent’anni esatti. Mi piacerebbe in realtà avere anche una foto benedetta di classe, che non ho mai avuto. Mi vedevo a quest’età sposato, con una famiglia. Credevo sarei diventato un bravo procuratore.

Nulla di tutto ciò. Il tempo, ‘sto maledetto tempo, mi ha fregato parte dell’anima, ma allo stesso tempo mi ha lasciato un prezioso suggerimento per il resto della mia vita: vivere le giornate come se fossero le ultime. I programmi, quelli veri, vanno fatti in seduta stante e mai rimandati. Rimandare porta per lo più a fregature. Se una cosa la vuoi, la devi fare quanto prima perché la vita, purtroppo, non fa sconti a nessuno. Da ciò, si può ben capire le ragioni per cui non mi azzarderò più, manco sotto minaccia, a progettare il mio futuro a lungo termine e che farò le cose gradualmente perché mi riesce meglio.

E poi c’è un altro aspetto da evidenziare, che all’età adolescenziale molto spesso sottovalutiamo: La nostra evoluzione. In meglio o in peggio, non sta a nessuno dirlo perché forse una resa dei conti la si può fare – se la vita ce lo permette – all’ultimo giorno della nostra vita, però assieme ad esso, cambiano le nostre dinamiche quotidiane e sociali. Cambia anche il nostro comportamento e il nostro modo di percepire il dolore. Avremo più cicatrici e il nostro inconscio ci porterà ad assumere comportamenti più preparati ad affrontare disagi, senza accorgercene. Aprendosi tanti nuovi scenari, accoglieremo nuovi interessi, mentre altri verranno sacrificati o addirittura abbandonati. Io stesso penso a come ero ostile alla tecnologia in generale (al massimo giocavo alla playstation) e poi mi son ritrovato a lavorare coi computer con una certa disinvoltura in breve tempo. Oppure al fatto che scrivevo uno schifo a scuola, e in una decina d’anni ho praticamente colmato da solo numerose lacune grazie a questo blog, che è stato davvero la mia palestra. Poi ci si è aggiunta l’università e il sempre più invadente internet che ci tiene incollati davanti agli schermi, comportando indirettamente un allenamento continuo della lettura, cosa essenziale per imparare a scrivere decentemente.

Insomma, è cambiato quasi tutto rispetto a 19 anni fa. Sarebbe stato più facile elencare le cose abbandonate e quelle accolte nella mia vita, ma non sono quel tipo di persona che racconta pubblicamente gli aspetti intimi sia testualmente che fotograficamente.
Una cosa certa è che per molti aspetti mi sento somigliante ai miei genitori, perché anch’essi erano riservati, con l’unica differenza che rispetto a loro non ho mai trovato una persona realmente da amare. Non so se farmene una colpa o meno, e né posso dire se questo sentimento avrebbe potuto completarmi, ma preferisco riempire questo grande vuoto con ciò che posso dare quotidianamente perché credo fortemente che il tempo vada divorato in ogni suo aspetto. Chi si ferma, è perduto. La vita è nostra, va coltivata quotidianamente e la dobbiamo rispettare. Nessun altro ha il diritto di dire cosa sia meglio o peggio per noi. Questo è certo.

E dunque, tanti auguri alla mia nuova maturità, sperando di percorrere altri 19 ancora più ricchi.













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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.