Jeep Compass Limited 1.4 Multiair

Un anno di Jeep Compass

La mia Jeep Compass compie un anno dal suo arrivo. Per celebrare al meglio il suo compleanno, credo sia giunto il momento di parlare di lei.
Una breve scheda di presentazione: Jeep Limited 1.4. Multiair. Km percorsi: quasi 5000. Uso: prevalentemente per brevi spostamenti. Qualche viaggio e qualche scampagnata. Ahimè, avrei voluto fare di più ma ho avuto problemi fuori programma che mi hanno fatto letteralmente saltare tutto l’inverno, facendomi quindi limitare il suo utilizzo.

Comfort: il punto forte di quest’auto è senza dubbio l’argomento comodità. lo spazio lato guidatore è grande e il comfort a mio avviso è il massimo. La stanchezza è minima anche di fronte a viaggi di alcune ore. L’auto non è rumorosa nemmeno sui 130 km/h. Una strada non perfettamente mantenuta – situazione perenne qui a Roma – viene percepita con un rumore più invasivo, ma ciò non si sente sul volante, pur avendo ancora le gomme di serie “Dueller” (ho i cerchi da 18″ montati).
Sulla pioggia ha un comportamento a dir poco eccellente, grazie allo stabilizzatore elettronico che interviene nelle situazioni più impegnative. La visibilità è ottimale, anche sugli specchietti. Comodo lo specchietto retrovisore che ha l’opzione per annullare l’abbaglio di chi ti è dietro. Gli specchietti esterni invece sono riscaldabili ed è una funzione che ho trovato comodissima durante l’inverno (qui a Roma l’umidità ha un tasso elevato tutto l’anno). Davanti si vede bene, ma bisogna prenderci la mano con le dimensioni dell’auto poiché il cofano è bello alto e la prospettiva inganna. L’unica pecca trovata è che in fase di parcheggio frontale, la zona anteriore non si vede e dunque bisognerebbe far fede sui sensori che purtroppo, inspiegabilmente, non sono di serie, ma presenti solo nel Parking Pack. Diverso il discorso di quelli posteriori che per fortuna son presenti. Se si ha la retrocamera è ancor meglio perché la visibilità posteriore è davvero minima, quindi si va un po’ alla cieca in retromarcia. Il limite di questi sensori è che non segnalano la presenza di oggetti fino ad una certa altezza. Più o meno la misura è la stessa da dove inizia il paraurti: ostacoli più bassi non sono segnalati, dunque procedere sempre con cautela quando si va in retromarcia e non fidarsi totalmente dei sensori acustici.
Lo schienale ha il supporto lombare che garantisce meno dolori a chi, come il sottoscritto, patisce di leggera scoliosi. C’è anche supporto sulle gambe. La posizione di guida è regolabile in tutti i sensi. Se si ha il Winter Pack, d’inverno avere il riscaldamento sotto il sedere e sul volante è una libidine assoluta. Agisce dopo poco più di un minuto.
I comandi al volante son facilmente raggiungibili. Un pochino di difficoltà la trovo solo per cambiare stazioni radio, coi comandi posti sul retro. La visibilità sul tachimetro è ottima. Forse c’è da recriminare il poco spazio pensato per il telefono. Io ho risolto il problema comprando un supporto in rete da mettere adiacente alle mie gambe e va perfetto, a parte solamente il fatto che si tratti di un accessorio-cinesata.
Il passeggero sta come il guidatore, ossia da dio. C’è un vano sotto il bracciolo spazioso. Forse qui la FCA poteva impegnarsi a renderlo anche refrigerato, considerando che dietro, nella zona posteriore, spuntano fuori i bocchettoni dell’aria condizionata. Ho notato che qualcuno ha sfruttato proprio questo aspetto creando un foro di passaggio per ottenere il fresco nel vano.
Dietro si sta bene, è spaziosa. Trattandosi di suv compatto, avere notevole spazio per i passeggeri posteriori equivale ad averne di meno nel bagagliaio: in questa zona c’è senza alcun dubbio qualche pecca. La prima riguarda la cappelliera che per essere smontata, vanno tirati giù i sedili dei passeggeri. Inoltre questa non può esser lasciata sul pianale del vano come invece lo permettono altri suv. Bisogna tirare giù i sedili per tenerla in auto da smontata. Diciamo chiaramente che non è propriamente un’idea azzeccata. Confido nella realizzazione di una cappelliera pieghevole da parte di qualche produttore esterno perché a mio avviso è forse la più grossa pecca progettata su questo veicolo dalla FCA.
Seconda pecca è lo spazio: se si è optato per il portellone elettrico e si ha anche il pack entertainment, che riguarda l’impianto Beats installato + nav da 8.4″, lo spazio perso è parecchio. Da questo punto di vista, io che ho una Limited Preview, posso ritenermi privilegiato perché ho un volume di spazio decisamente maggiore dovuto all’assenza del portellone elettrico (personalmente non lo ritengo indispensabile). C’è anche un pelino di spazio nel vano della ruota di scorta. Scarseggia anche l’illuminazione: qui personalmente ho sostituito tutte le lampade interne con le luci a led, ottenendo una resa nettamente migliore. Magari un lumino nella zona alta centrale dell’abitacolo non sarebbe stata un’idea malsana.
Un must da avere sicuramente è l’Entertainment Pack. La qualità audio è straordinaria e garantita da un brand hi-tech di fama mondiale come le Beats. I bassi sono corposi, forse eccessivamente invadenti (ma regolabili), però garantiscono un suono coinvolgente anche a velocità alte. Il Navigatore da 8.4″ è intuitivo e reattivo. Sulle sue pecche, rimando il discorso più in là.
Ultimo dettaglio riguarda il vuoto che si viene a creare se si abbassa il sedile centrale per renderlo un bracciolo: il buco che collega i due spazi si vede troppo e in questo caso è suggerito cercare un telo rigido per migliorare l’aspetto. Io personalmente non mi son fatto grossi problemi perché monto un telo per i cani nel vano bagagli e che in parte (un pochino è aperto per permettere al cane di affacciarsi) copre questo buco. Fortunatamente i miei cani sono ormai tranquilli e obbedienti, quindi non ho dovuto ricorrere ad altri accessori per tenerli buoni.
Un ultimo dettaglio criticabile, dovuto purtroppo dalla bellissima aerodinamica, è che i finestrini se tirati leggermente giù durante la pioggia imbarcano molta acqua. Quasi scontato quindi dover accendere il clima per il ricambio aria e non ritrovarsi i vetri appannati.

La Guida La Compass a benzina 1.4 monta i motori della Fiat 500 Abarth. La casa dichiara un consumo a mio avviso del tutto falso. L’auto beve e non poco. Consumo urbano: dai 7 ai 9km/litro. Se si fanno piccoli tratti, stiamo chiaramente sui 7. Se si percorrono tratti di media distanza, che includono anche strade scorrevoli, si sale, ma di pochissimo. La spinta del motore si fa sentire ed è proprio lì che grava il consumo, a prescindere dal nostro modo di guidare. Una scalata in montagna, per dire, peserà notevolmente sul consumo. Uguale il discorso in mezzo al traffico.
Va senz’altro meglio su strade extraurbane: in sesta, tra i 90-110 km/h, si sta sui 15-13km a litro. In Autostrada, a 130, si scende tra 12-11 km a litro. Molto del consumo dipende anche dal peso che regge l’auto e dalle pendenze, ma comunque più o meno il quadro è questo. La mia media, da abitante a Roma, con uso occasionale del mezzo, è di 8-9 km/l. Ci può stare, se questo è l’utilizzo. Al tempo stesso si può dire che le prestazioni soddisfino abbastanza. Non mi sono mai trovato in condizioni deludenti nemmeno sulle salite di montagna. L’auto risponde bene, la coppia anche. Certo, potevano pensare anche ad una versione 4×4 con cambio manuale, ma FCA la prevede solamente nei cambi automatici, con un gioco di modalità adatto a diversi contesti. A sentire i possessori di queste categorie, l’auto regala parecchie soddisfazioni! D’inverno, comunque, in condizioni nevose, vanno montate le gomme invernali.
Per i viaggi, l’auto dà senza dubbio il meglio di sé. Se sono viaggi occasionali, no problem con la benzina, ma se si è pendolari, beh la scelta dovrebbe ricadere sui 1.6 diesel 120 cv. Sentendo nei vari gruppi dedicati, questa è sicuramente la versione ideale per chi cerca il risparmio con una guida rilassata ed è tra l’altro quella che risulta dare meno problemi (insieme alla mia versione, a benzina).
La versione a benzina si presenta silenziosa anche ad alta velocità e nelle curve la stabilità è meravigliosa. Anche la precisione del volante in curva la rende assolutamente uno spasso da guidare. L’ultima nota riguarda i sorpassi. Provenendo da un 1.6 diesel della Nissan, mi sento di dire che con questa è un altro mondo: reattiva quanto basta e i sorpassi non sono un gran problema nemmeno coi rapporti alti.
Per quanto concerne l’off-road, beh… premesso che la mia non lo è, trovo che l’altezza dell’auto non sia propriamente indicata per affrontare percorsi hard. Tra l’altro questo aspetto è riscontrabile anche in città, quando si parcheggia frontalmente si ha a che fare con un marciapiede: il rischio di toccare sotto con la plastica è abbastanza alto se non si hanno i sensori anteriori. Grave non averli messi di serie, ribadisco.

L‘elettronica: a me personalmente questo termine sulle auto fa venire l’orticaria pure al cervello perché è complessa e i problemi purtroppo sono per lo più improvvisi. Questo spinge la gran parte dei possessori a siglare coperture di garanzia maggiori di due anni, e costano. Per ora – incrocio le dita – la mia auto non ha mai avuto problemi. Gli unici bug riscontrati sono sullo uConnect. Vedo – per fortuna – che il problema riguarda tutti: temperatura a comando vocale che non va (se hai l’iphone attaccato, non parte a prescindere perché risponde a tutto Siri) o che il meteo live (connesso alle mappe “Tom Tom Live”) a volte non risponde alla prima richiesta di esser aggiornati, pur avendo il telefono connesso in rete. Son cose però minime, che almeno al sottoscritto non hanno mai dato alcun problema. Criticabile semmai le mappe che non sembrano esser aggiornate e che non sono affatto prevedibili sul traffico: grazie al cielo, se abbiamo il Carplay o Android Auto, c’è l’app Waze che è senza ombra di dubbio la più precisa di tutti. Da quando utilizzo questa, non sbaglio più un colpo! Dunque, si può dire che l’integrazione del Carplay e di Android Auto nel navigatore è un must assolutamente da avere. Sempre dei bug, qualche scherzetto ce l’ho avuto sulla temperatura interna che non resta tale quando si riprende l’auto. Nulla di che, ma son tutti piccoli dettagli che hanno riscontrato tutti i possessori di quest’auto e tuttora si sta cercando di risolverli cercando dei fix o aggiornamenti.

L’estetica
La linea dell’auto a me piace da morire. Un pelino di meno il suo sedere. In generale si può dire che rispetto alle versioni precedenti, la Jeep Compass ha fatto un salto gigante in avanti. Le vendite ne confermano assolutamente la mossa azzeccata della FCA, tuttavia questo successo del veicolo non è esente da qualche critica: la prima è senza dubbio l’illuminazione: solo sulle Limited c’è il Bi-Xenon montato sui lenticolari. Alle altre viene adottato il doppio faro, con alogene montate. Nel 2019 ci si aspetta un passaggio ai led che per ora è visibile solo sul baffo anteriore e posteriore delle versioni esclusivamente Limited.
Le luci diurne, poste sotto il baffo, sono le stesse della Fiat Panda: alogene. Non me ne vogliano i possessori di questo veicolo, ma vedere che su un auto da 30k euro si opti per un “prestito” da altri veicoli è già di per sé discutibile. Lo è ancora di più se questo alla fine è già un doppione del già presente baffo led, che da solo può far tranquillamente da diurna. Insomma, a me pare un disastro dovuto molto probabilmente a delle povere strategie di marketing.
Il baffo è un segno imprescindibile per l’identità della nostra Jeep Compass, pertanto ritengo che andava messo su tutte le versioni, in questa maniera si rimuoveva questo doppione che non aveva alcun senso di esistere.
Gli interni della Limited sono in pelle e per quanto mi riguarda sono davvero belli. Tutto molto bello e anche pratico. A voler pignoleggiare, l’unica pecca riguarda gli spazi negli sportelli e nel vano porta-documenti che sono davvero piccoli.

Servizi: L’assistenza (FCA) va bene, ma per parlare con un tecnico specializzato è capace che sia necessario attendere anche oltre le 24h prima di esser richiamati. C’è un’impreparazione generale sui problemi Uconnect (io personalmente non ho avuto problemi con il navigatore) e un totale distacco tra le vedute di chi ti fa le diagnosi telefonicamente e chi deve agire in officina. Un aspetto che mi ha dato tanto fastidio è l’indisponibilità delle officine ad Agosto, che sono chiuse. Avevo uno stupido problema alla ruota (sassolino incastrato sul freno a disco) e non trovando gommisti aperti, mi sono affidato alle officine che però erano chiuse. In passato ho avuto un problema col Qashqai e le officine della Nissan erano aperte persino il 13 di Agosto! Per il resto, è prematuro dare una valutazione. Resta però aperta una considerazione che va sempre tenuta a mente quando si affrontano le assistenze in generale: la nostra esperienza dipende fortemente dal personale di turno che ci capita davanti.

Conclusioni: l’auto è bellissima, una linea stupenda e la guida è davvero un piacere. Personalmente rifarei la scelta in fase di acquisto. Una nota aggiuntiva, almeno sulla mia versione: non rientra in quei veicoli colpiti dall’eco-bonus: in sostanza non si subisce la mazzata sul costo del bollo. Un piccolo aspetto di cui ne va tenuto conto in caso scegliate questa versione.

Gli unici aspetti dunque realmente criticabili sono:
1. la cappelliera non riponibile sul piano del bagagliaio (è un problema per tutti);
2. l’assenza del baffo nelle versioni non limited e la presenza delle luci diurne con alogene su tutte le versioni, fanno dell’illuminazione un bel disastro poco gradevole alla vista.
3. lo uConnect che non comunica alla perfezione con la centralina (bug riscontrato da diversi possessori),
4. l’assenza di sensori anteriori.
5. l’assenza di una versione off-road con cambio manuale;
6. l’assenza di chiusura automatica degli specchietti;
7. l’assenza della chiusura automatica delle portiere quando si avvia il motore.
8. spazio piccolo sui vani negli sportelli e nel portadocumenti.
7. l’assistenza decisamente inferiore rispetto ad alcune concorrenti;


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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.