We Run Rome 2015 superata!

Nonostante sia la terza edizione per me, l’emozione di correre per Roma rimane unica e per quanto mi riguarda non credo ci sia modo migliore per salutare l’anno che è passato. La We Run Rome 2015 ha visto partecipare un qualcosa come 9000 persone. Secondo me, è andata meglio della scorsa edizione per diverse ragioni. Prima di tutto, abbiamo corso con un altro clima. Lo scorso anno stavamo a soli 3° di temperatura, con il freddo glaciale della tramontana che ci puntava contro, mentre a questa edizione il clima era attestato sui 12°, con cielo velato e alto tasso di umidità. L’unico grosso neo, che non riguarda di certo l’organizzazione, è stato l’elevato tasso d’inquinamento nell’aria che per i nostri polmoni è stato deleterio, peggio mi sento quando il percorso ha avuto un piccolo tratto in salita condiviso coi mezzi pubblici, a Villa Borghese. La seconda cosa che ho apprezzato tantissimo è stato il ritorno del punto-ristoro al 5° km, che oserei definire vitale dopo aver affrontato le traumatiche fatiche della salita del Pincio. Infine, da segnalare con grande gioia l’assenza di auto nel Traforo Umberto I e il fatto di esser tornato illuminato, come lo dimostra un’immagine nel collage pubblicato sotto. Difetti nel percorso? L’unico vero pericolo della We Run Rome, rimane per ovvie ragioni la presenza dei sampietrini per oltre il 50% del percorso e questo può rappresentare un problema per gente come il sottoscritto che hanno problemi alle gambe o ai tendini, ma comunque si tratta di una cosa inevitabile per chi vuole e ama correre per le strade della capitale. Per il resto, bellissima edizione. Impressionante poi il fiume arancione che correva per le vie del centro. 

 

Non so dove andrò stasera, ma un traguardo l’ho raggiunto, tenendomi sotto i 60′ nonostante i tendini a pezzi e permettendomi anche il lusso di praticare il #runandphoto fino agli ultimi 100 m. Ringrazio i Nike pacer #nrc che nei primi chilometri mi son stati preziosi per orientarmi sui ritmi (li tenevo d’occhio a distanza), e in particolare una gnappetta secca del loro gruppo che “aho, ammazza quanti morti!”: con quella frase ho ritrovato la vera determinazione della pippa che c’è in me. ❤️😊 Non so chi sia, ma la amo nonostante ci siano 10 anni di differenza. 😂👍🏻 Alla prossima #werunrome! Thank you, #nike! Ah, come promesso, son partito tra gli ultimi. L’ho trovato molto più stimolante! 😁 PS Quant’è bello correre tra i monumenti di Roma! ❤️ Di meno quando ti passano i mezzi inquinanti dell’ATAC accanto, sulla salita di #villaborghese (da non confondere con quella traumatica del Pincio). #running #runnerworld #runnercommunity #werunrome2015 #nikerun #nikeplus #nikerunning #roma #igersroma #v #ig_roma #ig_rome #runnersworld #freerunner #iloverunning #iamrunner #sport #corsa #10k #tiberrvnners #urbanrunners #mycity #myworld #mylife #me

Una foto pubblicata da Mattia Simoncelli (@piovra) in data:

Su Instagram ho lasciato un collage di tutta l’esperienza vissuta di quest’edizione. Personalmente, sono partito come promesso tra gli ultimi. Sono riuscito a percorrere 10km sotto i 60′, cosa che non avevo affatto pronosticato, viste le mie condizioni. Il percorso era lungo 10.5 km e non capisco perché non sia stato precisato. Non tanto per me, ma vedevo gente senza telefoni o orologi che non si capacitavano di tempi troppo alti. Coi 500 m sommati, ovviamente, supero la soglia dei 60′. Devo ringraziare i ragazzi “Nike Pacer” (NRC Nike Running Community) che per metà percorso mi son stati indirettamente d’aiuto per mantenere costanti i miei ritmi. Il momento più traumatico è stato senza dubbio la solita salita del Pincio, che incide poi per tutto il resto del percorso, soprattutto se non si è fatta un minimo di preparazione nelle salite. E non da meno traumatica – come detto precedentemente – è stata la salita successiva, quella di Viale San Paolo del Brasile, sempre a Villa Borghese, che l’ho vissuta da incubo perché mi sono respirato il mondo dello schifo dei mezzi inquinati dell’ATAC. Sono fermamente convinto che se si studiasse un’alternativa su questo punto, il percorso sarebbe da 10. Come poi detto prima, è inutile polemizzare sui sampietrini: Roma è questa. Prendere o lasciare. La seconda parte del percorso l’ho vissuta stringendo i denti fino alla fine. Gli ultimi due km sono stati quasi un incubo, soprattutto per questo continuo fastidio che avevo su entrambe i tendini. Nonostante ciò, mi son permesso il lusso di fare foto mentre correvo. Dopo la salita del Colosseo non ne ho più fatte perché oltre alla fatica, anche la lucidità è andata a farsi benedire.  Ho trovato, infine, simpatico gli incitamenti degli altri Pacer Nike già arrivati al fotofinish. Traguardo conquistato, ho trovato un ristoro molto più fornito rispetto allo scorso anno. Insomma, rispetto alla passata edizione, ho visto tutto migliorato. Non posso valutare il guardaroba perché quel poco che mi ero portato (manco il portafoglio) l’ho lasciato in macchina. Il motivo di tale scelta è dovuto alle attese eccessive che ho vissuto alla prima edizione, che mi costarono una brutta influenza.  Se guarirò da questo eterno malanno ai tendini, spero di poter ripetere nuovamente altre imprese nella We Run Rome 2016! Viversi Roma correndo, ribadisco che sia un qualcosa di incredibile. Buon nuovo anno a tutti!

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Mattia Simoncelli

Matt Simon

Mi piace scrivere. Allena la mia mente. Questo blog resta la mia più grande palestra. Tratto principalmente i miei interessi e ciò che ruota intorno al mio lavoro. 
Aspiravo al giornalista sportivo, ma sono finito col fare il fotografo e i siti web da diversi anni ormai.